MI piaceva il famoso “tablet”.
27 lug
Mi ricordo, da bambino, che si guardava con attenzione ai prodotti che arrivavano dai paesi orientali, ma non necessariamente perchè fatti male. Alcune cose sembrava avessero una plusvalenza, mentre altre erano dette “cineserie”. Invece a casa mia, mio padre era ed è, un affezionato consumatore del marchio “Philips”, al punto tale che bastava che ci fosse il prezzo e il nome: tanto bastava.
La moderna economia, detta “globalizzata”, ci ha abituato a vedere sui prodotti acquistati le etichette con le provenienze più disparate, a dispetto della localizzazione del “marchio”. E’ il segreto di pulcinella, il motivo che ha spinto le economie aziendali a “delocalizzare” le aziende. In genere si parte dagli incentivi che i governi dei paesi in cerca di sviluppo industriale propongono, poi il passo successivo è il diverso costo della manodopera: mai come in madrepatria. Il terzo punto fa da corollario al secondo: poca o nessuna tutela sindacale del lavoratore, che garantisce una presenza sul posto di lavoro “a prescindere” e nessuna rogna se non rende: si licenzia. Il quarto punto, che forse non è neanche l’ultimo, riguarda le norme di tutela ambientale a maglie larghe o totalmente inisistenti.
Le industrie gradiscono particolarmente l’assemblaggio, non disdegnano la produzione, avvalendosi di formatori e dirigenti “spostati” all’estero dalla sede madre dell’azienda. Lì organizzano le linee, insegnano a lavorare e applicano criteri produttivi più alti rispetto ai consueti standard. I salari, in proporzione all’Italia sono più bassi, rispetto al paese ospite allettano le persone a tenersi caro il posto di lavoro. Ingollando anche situazioni poco chiare.
Il problema nasce quando questi lavoratori iniziano a conoscere, grazie anche al potere d’acquisto ricevuto dal salario, e comprendono che, sempre per esempio in Italia, i loro omologhi godono di diritti che neanche hanno sentito nominare.
Qualche tempo fa, mi raccontava un amico sindacalista italiano, che sarebbero arrivati due aspiranti sindacalisti turchi, lavoratori di una famosa italianissima marca di pneumatici. Alla mia “puerile” domanda:” Vengono ad imparare?” la risposta, accompagnata da un sorriso, è stata: ” Certo che vengono ad imparare: manca la cultura sindacale del lavoro”. Non so come sia andata, ma forse l’azienda aveva contabilizzato anche questo. Non ci sono sempre e solo profitti.
Uno dei paesi che offre maggior “presenza” umana a costo quasi pari a zero è la Repubblica Popolare Cinese. Curioso nome in antitesi con quelli che sono i canoni di vita, poco popolari, degli operai cinesi.
Qui le aziende hanno avuto una grande lungimiranza. Gli inizi sono stati faticosi, ma la dirigenza sapeva che avrebbero imparato. Eccome lo hanno fatto! Escludendo i prodotti che in occidente sono “ricercati”, ma dalle forze dell’ordine, hanno imparato a usare strumenti moderni con canoni di produzione elevatissimi, al punto che le maggiori aziende di elettronica hanno affidato i loro prodotti a stabilimenti cinesi.
Quando guardiamo, acquistiamo e usiamo un prodotto elettronico che ci permette di abbattere le barriere geografiche e comunicative, abbiamo la sensazione che sia una “cosa buona”. Qui insorge un problema etico, che non è legato all’uso del prodotto, bensì a come e con quale prezzo è stato “messo insieme”. Già, perchè prima di procedere all’acquisto quantifichiamo e verifichiamo tante cose tranne che il costo sociale del prodotto finito. La Cina, in questi giorni, è nuovamente alla ribalta della cronaca a causa di una catena di suicidi di operai. In pratica sono saliti sul tetto dell’azienda e si sono gettati nel vuoto. A quanto pare la pressione fisico/psicologica sulle maestranze è terribile: i ritmi di lavoro sono massacranti, sono richieste una operazione ogni sei secondi. Soprattutto gli “errori” sono puniti corporalmente dalla “sicurezza” interna. E’ inevitabile che i media interessati da questi fatti hanno portato alla ribalta i produttori americani dei tecnologici device. La risposta è stata la certezza di interessamento e pressione sull’azienda cinese.
Quando scoppiò il caso dei palloni cuciti dai bambini, la sollevazione popolare è stata massiccia al punto tale che “dopo” erano garantiti i prodotti “free” come i cibi per diabetici.
Da parecchi anni sono attivi gruppi di controllo indipendenti, che monitorano le attività delle aziende. Il loro lavoro è di studiarle a fondo, catalogarle e quindi le “bollano” o “approvano” usando tantissimi parametri, anche discutibili. E’ innegabile che leggendo questi dati (che non trovi sulle etichette) ti fai un’idea del livello di attenzione che i Consigli di Amministrazione pongono verso l’azienda e il mondo con il quale interagiscono.
La mia domanda è se davvero la nostra sensibilità può cambiare gli orientamenti delle aziende oppure creare degli scompensi a discapito delle maestranze occidentali? La risposta potrebbe essere: entrambe le cose. Dipende molto da quanto vogliono giocare duro.
Di una cosa sono certo, che fintanto saremo poco attenti agli altri, ci saranno sempre debiti sociali da pagare.
Diventa comunque difficile orientarsi in questo mondo disonestamente occulto, dove le nostre scelte diventano “reggere il sacco”?
Mi sa che il mio futuro “tablet” aspetterà ancora un po’…
Nasce il blog a più mani!
11 mar

Nasce il multi blog! Una idea che vorrebbe vedere uniti nello scopo di conoscersi e esprimersi, diversi utenti… Una sorta di scrittura a più mani in cui sono gli utenti stessi a proporsi fra di loro, ai loro amici e/o estimatori…
Il tutto nasce da un impulso di condivisione di idee stili di vita, pensieri, problemi e situazioni che tutti/e noi siamo portati/e a condividere nella grande rete e che spesso di “perdono” pur essendo informazioni preziose.
Non si parla solo di Valle d’Aosta, anzi… L’idea è quella di mettere più posti e più persone a confronto. Persone che vivono all’estero e possono condividere esperienze, informazioni, stili di vita, scorci di quotidianità e/o confrontarsi con chi risiede e vive in Italia e/o in Valle d’Aosta.
Resoconti di quotidianità, sfoghi personali, stili di vita, recensioni di libri e/o film, racconti di fantasia, creazioni artistiche ( poesia, prose, testi canzoni ecc… ecc… ), e molte altre tematiche, trovano casa in una sorta di punto di raccolta.
Una vera e propria piazza virtuale, dove potersi ritrovare, dove potersi confrontare. Aperto a tutte le persone che hanno qualcosa da dire, dedicato a tutte quelle a cui piace scrivere e/o leggere.
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