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	<title>FMTECH - Blog a più voci</title>
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		<title>MI piaceva il famoso &#8220;tablet&#8221;.</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 15:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Belluco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfoghi]]></category>
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		<category><![CDATA[economia globale]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi ricordo, da bambino, che si guardava con attenzione ai prodotti che arrivavano dai paesi orientali, ma non necessariamente perchè fatti male. Alcune cose sembrava avessero una plusvalenza, mentre altre erano dette &#8220;cineserie&#8221;. Invece a casa mia, mio padre era ed è, un affezionato consumatore del marchio &#8220;Philips&#8221;, al punto tale che bastava che ci <a href="http://www.fmtech.it/blogs/mi-piaceva-il-famoso-tablet.html" class="more-link">Continua &#62;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ricordo, da bambino, che si guardava con attenzione ai prodotti che  arrivavano dai paesi orientali, ma non necessariamente perchè fatti  male. Alcune cose sembrava avessero una plusvalenza, mentre altre erano  dette &#8220;cineserie&#8221;. Invece a casa mia, mio padre era ed è, un affezionato  consumatore del marchio &#8220;Philips&#8221;, al punto tale che bastava che ci  fosse il prezzo e il nome: tanto bastava.<br />
La moderna economia, detta  &#8220;globalizzata&#8221;, ci ha abituato a vedere sui prodotti acquistati le  etichette con le provenienze più disparate, a dispetto della  localizzazione del &#8220;marchio&#8221;. E&#8217; il segreto di pulcinella, il motivo che  ha spinto le economie aziendali a &#8220;delocalizzare&#8221; le aziende. In genere  si parte dagli incentivi che i governi dei paesi in cerca di sviluppo  industriale propongono, poi il passo successivo è il diverso costo della  manodopera: mai come in madrepatria. Il terzo punto fa da corollario al  secondo: poca o nessuna tutela sindacale del lavoratore, che garantisce  una presenza sul posto di lavoro &#8220;a prescindere&#8221; e nessuna rogna se non  rende: si licenzia. Il quarto punto, che forse non è neanche l&#8217;ultimo,  riguarda le norme di tutela ambientale a maglie larghe o totalmente  inisistenti.<br />
Le industrie gradiscono particolarmente l&#8217;assemblaggio,  non disdegnano la produzione, avvalendosi di formatori e dirigenti  &#8220;spostati&#8221; all&#8217;estero dalla sede madre dell&#8217;azienda. Lì organizzano le  linee, insegnano a lavorare e applicano criteri produttivi più alti  rispetto ai consueti standard. I salari, in proporzione all&#8217;Italia sono  più bassi, rispetto al paese ospite allettano le persone a tenersi caro  il posto di lavoro. Ingollando anche situazioni poco chiare.<br />
Il  problema nasce quando questi lavoratori iniziano a conoscere, grazie  anche al potere d&#8217;acquisto ricevuto dal salario, e comprendono che,  sempre per esempio in Italia, i loro omologhi godono di diritti che  neanche hanno sentito nominare.<br />
Qualche tempo fa, mi raccontava un  amico sindacalista italiano, che sarebbero arrivati due aspiranti  sindacalisti turchi, lavoratori di una famosa italianissima marca di  pneumatici. Alla mia &#8220;puerile&#8221; domanda:&#8221; Vengono ad imparare?&#8221; la  risposta, accompagnata da un sorriso, è stata: &#8221; Certo che vengono ad  imparare: manca la cultura sindacale del lavoro&#8221;. Non so come sia  andata, ma forse l&#8217;azienda aveva contabilizzato anche questo. Non ci  sono sempre e solo profitti.<br />
Uno dei paesi che offre maggior  &#8220;presenza&#8221; umana a costo quasi pari a zero è la Repubblica Popolare  Cinese. Curioso nome in antitesi con quelli che sono i canoni di vita,  poco popolari, degli operai cinesi.<br />
Qui le aziende hanno avuto una  grande lungimiranza. Gli inizi sono stati faticosi, ma la dirigenza  sapeva che avrebbero imparato. Eccome lo hanno fatto!  Escludendo i  prodotti che in occidente sono &#8220;ricercati&#8221;, ma dalle forze dell&#8217;ordine,  hanno imparato a usare strumenti moderni con canoni di produzione  elevatissimi, al punto che le maggiori aziende di elettronica hanno  affidato i loro prodotti a stabilimenti cinesi.<br />
Quando guardiamo,  acquistiamo e usiamo un prodotto elettronico che ci permette di  abbattere le barriere geografiche e comunicative, abbiamo la sensazione  che sia una &#8220;cosa buona&#8221;. Qui insorge un problema etico, che non è  legato all&#8217;uso del prodotto, bensì a come e con quale prezzo è stato  &#8220;messo insieme&#8221;. Già, perchè prima di procedere all&#8217;acquisto  quantifichiamo e verifichiamo tante cose tranne che il costo sociale del  prodotto finito. La Cina, in questi giorni, è nuovamente alla ribalta  della cronaca a causa di una catena di suicidi di operai. In pratica  sono saliti sul tetto dell&#8217;azienda e si sono gettati nel vuoto. A quanto  pare la pressione fisico/psicologica sulle maestranze è terribile: i  ritmi di lavoro sono massacranti, sono richieste una operazione ogni sei  secondi. Soprattutto gli &#8220;errori&#8221; sono puniti corporalmente dalla  &#8220;sicurezza&#8221; interna. E&#8217; inevitabile che i media interessati da questi  fatti hanno portato alla ribalta i produttori americani dei tecnologici  device. La risposta è stata la certezza di interessamento e pressione  sull&#8217;azienda cinese.<br />
Quando scoppiò il caso dei palloni cuciti dai  bambini, la sollevazione popolare è stata massiccia al punto tale che  &#8220;dopo&#8221; erano garantiti i prodotti &#8220;free&#8221; come i cibi per diabetici.<br />
Da  parecchi anni sono attivi gruppi di controllo indipendenti, che  monitorano le attività delle aziende. Il loro lavoro è di studiarle a  fondo, catalogarle e quindi le &#8220;bollano&#8221; o &#8220;approvano&#8221; usando tantissimi  parametri, anche discutibili. E&#8217; innegabile che leggendo questi dati  (che non trovi sulle etichette) ti fai un&#8217;idea del livello di attenzione  che i Consigli di Amministrazione pongono verso l&#8217;azienda e il mondo  con il quale interagiscono.<br />
La mia domanda è se davvero la nostra  sensibilità può cambiare gli orientamenti delle aziende oppure creare  degli scompensi a discapito delle maestranze occidentali? La risposta  potrebbe essere: entrambe le cose. Dipende molto da quanto vogliono  giocare duro.<br />
Di una cosa sono certo, che fintanto saremo poco attenti agli altri, ci saranno sempre debiti sociali da pagare.<br />
Diventa  comunque difficile orientarsi in questo mondo disonestamente occulto,  dove le nostre scelte diventano &#8220;reggere il sacco&#8221;?<br />
Mi sa che il mio futuro &#8220;tablet&#8221; aspetterà ancora un po&#8217;&#8230;</p>
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		<title>Nasce il blog a più mani!</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 15:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bugik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Presentazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Nasce il multi blog! Una idea che vorrebbe vedere uniti nello scopo di conoscersi e esprimersi, diversi utenti&#8230; Una sorta di scrittura a più mani in cui sono gli utenti stessi a proporsi fra di loro, ai loro amici e/o estimatori&#8230; Il tutto nasce da un impulso di condivisione di idee stili di vita, pensieri, <a href="http://www.fmtech.it/blogs/ciao-mondo.html" class="more-link">Continua &#62;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://www.fmtech.it/blogs/wp-content/uploads/site_logo.gif" alt="" width="200" height="64" /></p>
<p>Nasce il multi blog! Una idea che vorrebbe vedere uniti nello scopo di conoscersi e esprimersi, diversi utenti&#8230; Una sorta di scrittura a più mani in cui sono gli utenti stessi a proporsi fra di loro, ai loro amici e/o estimatori&#8230;</p>
<p>Il tutto nasce da un impulso di condivisione di idee stili di vita, pensieri, problemi e situazioni che tutti/e noi siamo portati/e a condividere nella grande rete e che spesso di &#8220;perdono&#8221; pur essendo informazioni preziose.</p>
<p>Non si parla solo di Valle d&#8217;Aosta, anzi&#8230; L&#8217;idea è quella di mettere più posti e più persone a confronto. Persone che vivono all&#8217;estero e possono condividere esperienze, informazioni, stili di vita, scorci di quotidianità e/o confrontarsi con chi risiede e vive in Italia e/o in Valle d&#8217;Aosta.</p>
<p>Resoconti di quotidianità,  sfoghi personali, stili di vita, recensioni di libri e/o film, racconti di fantasia, creazioni artistiche ( poesia, prose, testi canzoni ecc&#8230; ecc&#8230; ), e molte altre tematiche, trovano casa in una sorta di punto di raccolta.</p>
<p>Una vera e propria piazza virtuale, dove potersi ritrovare, dove potersi confrontare. Aperto a tutte le persone che hanno qualcosa da dire, dedicato a tutte quelle a cui piace scrivere e/o leggere.</p>
<p>Se vuoi partecipare anche tu a questa iniziativa non esitare a proporti! Puoi compilare il modulo di adesione che trovi <a href="http://www.fmtech.it/blogs/partecipa">qui</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>E&#8217; molto importante ricordare quanto segue&#8230;</strong></p>
<p>Questa risorsa nasce come punto di incontro e di confronto per coloro che hanno qualcosa da dire e hanno il piacere di condividerlo con altri utenti. Una sorta di agorà, piazza virtuale, in cui scambiarsi opinioni, conoscenze, creazioni e forme di espressioni di diverso tipo.</p>
<p>La richiesta principale è  <strong>il rispetto.</strong> Rispetto delle altrui idee e opinioni, confronto non vuol dire scontro o guerra. Rispetto delle persone, mai rivolgersi a altri utenti con insulti e epiteti, dialogare non vuol dire insultare… Rispetto delle creazioni, ciò che trovate qui riportato è proposto per il piacere di esserci e non a scopo giornalistico nè di lucro…</p>
<p>Lo staff quindi, a seguito di quanto sopra scritto, invita tutti a rispettare queste semplici regole di convivenza di vita e del mondo virtuali, come all’osservanza della net etiquette … in caso contrario sarà cura dello stesso staff prendere le dovute contromisure, fino all’allontanamento definitivo da parte di chi verrà meno a questi principi.</p>
<p>Lo staff declina ogni responsabilità morale e materiale, diretta o indiretta, di quanto riportato dagli utenti i quali sono da ritenersi i diretti responsabili di quanto riportato in queste pagine.</p>
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