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In queste pagine che seguiranno vi è un piccolo spaccato della nostra storia. Una storia che non si troverà così riportata nei vari libri di testo. Eppure si tratta della storia… Quella che si studia sui libri di scuola.
Il dialogo che vedrete trascritto in queste pagine, non è frutto della fantasia, bensì il racconto di una partìgiana combattente incontrata per caso su di un treno.
Sono parole forti. Storie che nessun libro potrà mai riportare con quei toni e quei sentimenti di chi quegli avvenimenti li ha vissuti in prima linea.
Mi rendo conto di aver “trafugato” in una cassaforte, che è la memoria di questa anziana signora, i “segreti” che gelosamente venivano custoditi in un’anfranto della sua memoria. Credo che non si possa correre il rischio di “buttare” al macero queste testimonianze perché, come leggerete, la signora in questione non ha alcuna intenzione di tornare a parlarne. Rispettando la sua decisione, mi sono permesso di conservare con la sua voce in un nastro, quasi mezz’ora, ciò che ho potuto salvare, di questa gradevole, quanto mai interessante discussione.
Tutto ha inizio alla stazione ferroviaria di Savona. Nel compartimento ci siamo un altro ragazzo ed io. Stiamo parlando di musica, generi, e altro… Ad un certo punto, aiutata da una ragazza, entra un’anziana signora che si mette a sedere proprio di fronte al ragazzo appena conosciuto.
Si parla di mode, dei telefonini, delle maniere di fare e subito si fanno paragoni con il passato. La donna, chiaramente tirata in causa, ci dice che avendo ottantacinque anni, di cose ne ha viste diverse…
[Dialogo riportato a memoria e non presente sulla cassetta]
“La cosa più dolorosa per me è stato non poter mai dire la parola MAMMA.
Io non ho mai conosciuto la mia mamma. Nemmeno mia suocera sono mai riuscita a chiamare con quel nome lì.
Mamma.
Io son nata a cavallo della prima grande guerra, e la seconda l’ho vissuta!
All’epoca avevo due figlie ed ero sola perché mio marito era stato richiamato a fronte. Viaggiava sui treni ambulanza come infermiere… io al paese dov’ero salutavo sempre un maestro. Lo salutavo, non è che facessimo politica o chissà cosa altro eh…
Bhè. Io a quel maestro lì ci avevo salvato la moglie. Ecco perché quando lo incentravo per strada lo salutavo. Una notte sento bussare sulla porta. Chiedo: “Chi è!” mi risponde “Amici” e io “Io non he amici a quest’ora della notte”, “Sono il marito della signora… Son venuto fin qui a costo della mia vita per avvisarvi. Forse sono stato seguito… Voi fate in fretta… Prendete il più possibile e scappate via di qua. Anche a me mi hanno interrogato per ore, ma poi sono riuscito a dimostrare che con quella persona lì non avevo niente a che fare. Solo buongiorno e buonasera.”
Avevano scoperto che quel maestro lì era un reazionario. E lì che fare? Scappare…
Ho preso quanto potevo, e non era tanto perché una figlia l’avevo in braccio mentre l’altra la tenevo per mano, e me ne sono tornata al paese…
Sapevo che comunque non sarebbe finita lì così…
Di lì a un paio di mesi mi arriva in casa il maresciallo dei carabinieri che mi dice “Io non ci credo perché ti conosco, ma devo fare così altrimenti mi fucilano a me… Senti ti do un mese di tempo e poi ti mando a prendere dai miei carabina. Te cerca di scappare sistemati via le figliole e scappa… vai via di qua!”
E così feci… sistemai le figlie e poi scrissi al marito… Poi lo raggiunsi facendo anch’io l’infermiera.
Io alle mie figlie non gli ho mai fatto mancare un pezzo di pane. Magari il companatico qualche volta si, perché non erano bei tempi quelli, ma un pezzo di pane non gli è mancato mai! E so solo io le vite che ho dovuto fare perché non mancasse mai quel pane…”
Resomi conto dell’importanza di quella testimonianza storica, mi armo del mio registratorino portatile e me lo infilo nel taschino della camicia, mettendolo in funzione.
Il resto del dialogo, fra i rumori del viaggio è qui trascritto fedelmente.NDR.
Alcune spiegazioni sono portate al lettore dalle parentesi tonde ( ) Mentre i dialoghi dei viaggiatori sono riportate in parentesi quadre [ ].
“….combinazione, mi ero fatta degli amici all’altro paese, dove c’era il comando, che mi dava la parola d’ordine e la contro-parola. Quando passavo il posto di blocco ci dicevo: “Volete la parola d’ordine? La contro-parola? Vado dal comandante” (la risposta di chi la fermava era) “Andate!”.
Entravo da un posto di blocco e uscivo dall’altro. Solo che l’ultima missione che ho fatto è stato di salvare la diga di
Molare. Voi sapete dov’è Molare… Vicino a Ovada.
Che nel trentacinque veva fatto tanti danni quella diga…e che si era rotta una saracinesca ehh!!! Portato via cascine, animali. Era venuto il Re e la Regina. Mi ricordo come se fosse adesso, a vedere i danni.. .Ehhh.
Poi era venuto l’ordine, dall’America, dall’Inghilterra, di salvaguardare il possibile. Insemina che non facessero più saltare i ponti, non facessero più… più…, di salvaguardare le dighe, insomma; di salvare il salvabile, il possibile. Allora sono andata e di qui avevo i repubblicani tedeschi,di qui avevo i partìgiani che combattevano, eppure ho portato tutta la pianta della diga… poi sono andati due comandanti… non hanno sbagliato di una virgola. Han trovato dove io ho segnalato tutte le mine, (le mine erano) Rase a terra, il filo ben piantato in terra, che loro non lo potessero vedere. Prima di andar via son andati per schiacciare, per far saltare in aria la diga… la diga non si è mossa! Che poi dopo poco c’è stato l’undici di aprile.
Ma in tutte le missioni c’ero io.
Ho conosciuto due tedeschi, che erano a Alba. … Ogni volta che prendevano qualcuno dei nostri, i partigiani, loro si costituivano a noi. “Siamo venuti perché hanno preso il tale, tale, tale, dei vostri partigiani. Siamo venuti noi come ostaggi, così fate cambio.” Poi un giorno ci ho detto:”camerata… non lo fate più… non lo fate più.. .o rimanete con noi,o non lo fate più, perché sinceramente io non vi vorrei sulla mia coscienza, perché vi ho conosciuto io siete esseri umani come me, dovete combattere contro la volontà, come me… Allora cerchiamo di essere buoni amici come lo siamo sempre stati ma non rischiate più. (Risposta dei due tedeschi) “Va bene. Allora rimaniamo con voi.” Io vi prometto, perché ve lo posso promettere, poi li ho portati al comandante. Il comandante gli ha detto: “Voi siete quelle brave persone… state tranquilli che non vi verrà torto un capello, perché il primo che io vi ha torto un capello, io lo faccio fuori!”
Però da noi…
Quanti militari ho raccolto la Monte Rosa, la Cunense, la Juilia… tutta gente che veniva dalla Russia. Ragazzi sbandati che non sapevano dove andare. Li ritrovavo per i boschi…”Ragazzi cosa state facendo? Venite con me… Vi fidate? Venite con me. Sono una madre di famiglia. Consideratemi una sorella. Venite con me. Se poi volete, mangiate e dormite. Se poi volete andare rischiare a raggiungere le vostre case, andate, se credete di stare meglio. Siamo troppo distanti… Noi vi mandiamo rimaniamo in Italia, rimaniamo con voi…..
Ma una scema come me, scusate noi eravamo rimasti..
Quando hanno occupato la Sicilia, più la bassa Italia, hanno requisito la moneta, perché hanno messo moneta nuova ,no? Avevano raccolto tutti le monete da mille, e ce li hanno lanciati a noi negli zaini da alpini. Dopo quindici giorni che hanno fatto questi lanci, io e mio marito, abbiamo attraversato due colline, no? Siamo andati nel vallone per poi salire su un’altra collina , e ci dico a mio marito: “Guarda là, quella sacca” mi viene con uno zaino. Andava preso e portato all’aviazione, eh… A volte invece se li mangiavano. Questo zaino qui era andato perso. Noi prendiamo questo zaino e lo portiamo al comando. Dieci milioni c’erano dentro… Bhè? Noi a Genova eravamo senza casa! C’ho ancora la lettera in casa , eh… Ho preso due mila lire per onestà e galanteria in sevizio!
[voce fuori campo:"Potevano dare qualcosa di più"] Come? [ Potevano dare qualcosetta di più!] Davvero! !
Questo per dimostrare che mio marito, l’hanno messo a un bel momento ad andare a requisire, no? I contadini lo chiamavano! Lo chiamavano. Con noi, c’hanno guadagnato tutti! Non c’hanno rimesso un centesimo. Perché, quando io e mio marito eravamo ad Alba, tutti i contadini che si sono presentati con la ricevuta, perché mio marito rilasciava la ricevulà, davano cinquanta chili di farina? Ottanta chili! Tre polli? Cinque polli! Tre tacchini? Sei tacchini! Lo chiamavano tutti! Ci davano le patate, noi non le abbiamo volute. Però quando è finita la guerra tutti ci chiamavano perché ci volevano invitare! Distribuivamo sale, caffè.. Ai partigiani il caffè, non glielo facevo nemmeno vedere… Tutto il caffè ai vecchi e ai malati… Venivano le donne… Tenete: sale, sale, sale. Mi portavano di tutto. [Il sale all'epoca valeva più dell'oro].
1 vecchi mi venivano a cercare come se fossi stato un porcino. (I vecchi gli dicevano) “Ce l’hai un sigaro?, ce l’hai un sigaro? Ce l’hai un pacchetto di tabacco?” Allora ciccavano… di quei cichettoni… Mamma mia… Quando gli davo un pacchetto di., di., tabacco o un sigaro… “Portami solo qualche sigaro. Non ci pensare che alle tue figlie non faranno fame. Te la porto io la roba.”
Mai, nemmeno un etto di roba alla borsa nera!
Sono arrivata io… c’era il papa di un partigiano che faceva la borsa nera. Faceva vedere che andavano con un carro di legna, sotto la legna c’era il maiale. E nel paese c’era un maestro Che giustamente! Io lo trovavo giusto e lo troverei giusto anca oggi eh però! Diceva: “Noi non ne possiamo trovare un mezzo pur pagandolo, e tu lo porti via dal paese! Perché! Te lo paghiamo anche noi!” L’ha fatto prendere. Dai carabinieri! Non dai fascisti. Dai carabinieri. E’ andato in [non si capisce] dai carabinieri : “fermate quel carro. Sotto alle fascine c’è un maile.” Sotto alle fascine c’era il maiale! Se non arrivo io in tempo, volevano fucilarlo. Ho detto: “Se fucilate voi(voi detto per errore e incalzato da lui) lui mi fucilate anche a me!” Mi son messa al fianco. C’ho detto: ” Adesso se c’hai il coraggio, guardami bene nella faccia e sparami! Perché se spari a lui mi devi sparare anche a me. Perché è inutile sparare…”
Per me ha fatto una cosa giusta. Per me ha fatto una cosa giusta. Perché l’ha tolta ai suoi concittadini, ai suoi paesani, per portarla dove poteva fare… Non si fa così… Con me non si fa così! Non l’ha ucciso. Poi hanno trovato che effettivamente era un furfante. Il papa di questo partìgiano. Allora poi lo fregavano loro…
A che posto siamo qui? Ferrania. Ma ferma a Ferrania? Credo di no? Perché han detto che ferma a San Michele!
[ II ruolo dei carabinieri all'epoca com'era? Ambiguo o chiaro? ]
No i carabinieri, no… era poco chiaro.. No ma erano tra il martello e l’incudine…Erano tra il martello e l’incudine anche loro… mah!!!
Mai!!! Mai!!! Mai, ci facevano una specie di processo, ci interrogavano, io volevo esserci presente… Dico: “Ma. se vengo a sapere che ammazzate una persona, io vi pianto lì baracca e burattini, e me ne vado.”
[ Ma lì il ruolo suo lì qual'era?]
Staffetta! Staffetta. Io quando non andavo fuori, facevo da mangiare per tutti. Come facevo da mangiare io! Si facevano tutti così (e faceva il segno di leccarsi le dita).
[ E che cos'è che si mangiava? ]
Ah io facevo pasta fresca! Io Impastavo! Perché mio marito portava la farina, e poi le uova.
Facevo dei minestroni… che me ne impippo… Verdura, fagioli, quella roba lì, la trovavano eh! Perché tutti avevano l’orto. Un pò l’uno, un pò l’altro un pò l’altro, ci mettevo su delle pentole di minestrone che si leccavano le cinque dita.
[ E non erano certo bei tempi ]
I tempi non erano belli di sicuro perché eravamo sempre in tremarella così eh! Cari miei…
Io ho detto solo Quando è finito ho detto:” Ti ringrazio che sia finita.”
Lei è vicino ad Alba. [ Di Possano ] Possano.. Non c’è mai stato, vicino ad Alba, alle tre stelle…
Ci sono ancora le mani appese… Un ragazzo di quindici anni hanno avuto il coraggio di uccidere…
Tedeschi…tese così [indica le mani tese verso il cielo] le sue mani sono là. Certo c’è la nicchia, con le sue mani, quindici anni Quindi mi ricordo , diciamo, che c’era un ragazzo giù all’angar, c’era un altro ragazzo che gli hanno ucciso tre fratelli e il papa. Eh., e’han detto “vuoi vedere che ti piglio, tanto gli dicevano, quando ce la faceva, tanto non hai più nessuno…” Eh., mi diceva: “P——- vado io perché conosco il posto come il bosco” Ma guarda che ti sparano! “Ma io sono un ragazzine cosa vuoi che mi facciano…” Trova un branco di tedeschi e ci dice: “Cari camerati volete proprio spararmi?” Si apre la giacca che aveva su.. Ma non ci sparano davvero???
Io ho trovato tanti ragazzi… tanti giovani…che han fatto tanta strada, poveri ragazzi… Chi andava in Sicilia, chi andava in Calabria, chi andava nel Veneto, chi andava verso il Friuli… Una cosa da non dire… Gli sbandati che ho visto io…Mah!!! “Ah..” dicevano “Non possiamo dimostrare chi siamo. Non possiamo dimostrare da dove veniamo perché siamo scappati. Veniamo dalla Russia.
II papa di Fini (Gianfranco Fini) Era partìgiano anche lui… Lui è nato nel cinquantadue perciò non lo ha mai visto e
mai conosciuto il fascio.
[Il papa di Gianfranco Fini..]
Si! Non l’ha conosciuto il fascio, perché è nato nel cinquantadue…e lo dice ancora adesso. “Noi siamo un movimento, non siamo neanche un partito. Siamo un movimento neanche un partito. E’ inutile che venite a parlarmi a me di fascismo” Ha bisticciato con la Mussolini. Hanno litigato forte. Lui ci ha detto: “Cosa ne sai te del fascismo che sei nata dopo” E’ la figlia, la nipote di Mussolini è la figlia adottiva., eh., e c’ha detto: ” e tu cosa vuoi saperne del fascio…” Infatti si incroccano sempre… Infatti dice: “Io. Chi dice che sono fascista si sbagliano di grosso. Io non l’ho visto. Non l’ho vissuto, non lo voglio conoscere… il fascismo”.
[ E a riguardo di Mussolini cosa ne pensa... ]
Hitler (mima il gesto del taglio della gola)… Lo minacciavano, perché l’avevano preso, Mussolini, l’avevano preso… Dovevano arrestarlo! E… e io mi sono arrabbiata con Valerio, il partigiano che l’ha ucciso. Mussolini poteva essere un GRANDISSIMO ostaggio. Poteva essere un grandissimo testimone, di tante e di tante cose! Poi se era da giustiziare lo lasciavano giustiziare dagli americani o dagli inglesi. [Valerio chi era...?]
Un partigiano! Quello che ha preso Mussolini che l’ha ucciso subito lui e la… (smorfia di disgusto) l’amante. Ce l’aveva., ha ucciso tutti e due… Io ho detto subito : “Ha sbagliato!” Avrei ucciso anche lui. Ma non per niente: perché era un ostaggio importante! Perché Mussolini è stato tradito dai suoi stessi uomini! Perché quando… quando sono andate le navi in Egitto, no?, piene di benzina, erano piene di acqua! Infatti a noi ci chiamavano badogliani. Noi non eravamo badogliani! Noi eravamo esercito di liberazione. Pettini (il fu Presidente Sandro Pertini) mi ha mandato il diploma d’onore… Ce l’ho a casa… ho fatto il quadretto. Che allora il “coso” della Polizia era Spadolini (Giovanni Spadolini). Ed era firmato da Spadolini e Pertini.
[In che anno?]
Eh., già da un po’ Un giorno ricevo una busta così (indica una busta dal grosso formato) grossa così. Cosa diavolo ci sarà lì dentro… E poi c’era questo coso qui firmato da Perdili, la lettera di Spadolini e firmata anche da Pertini. E dietro proprio “Per la partìgiana combattente mmmm diploma d’onore” che corrisponde a Cavaliere. Io me ne frego! Non mi interessa proprio niente del mio diploma d’onore… ma che fosse finita e basta!
[Non ha mai pensato a lasciare a qualcuno queste memorie?]
No. [Perché?] Non ne ho mai parlato con nessuno! Non ne ho mai discusso ne parlato con nessuno. Io non ne parlavo mica mai. io ero contenta che fosse finita. Ho già versato troppe lacrime! Ho già pianto troppo io! Si perché quei poveri ragazzi che sono venuti dal fronte, che sono venuti in Italia solo a morire! Quello mi è dispiaciuto. Doverli assistere solo a morire. Quello mi è dispiaciuto troppo! Perché in realtà non siamo buoni. Arrivavano dei giovani! Dio, dicevo, ma .. ma perché sono venuti nella loro patria solo per morire. E non c’era niente. Quando è venuta fiiori però la STREPTOMICINA!!! Mi sono mossa e ho fatto correre tutti gli ammalati! Gli studenti non la volevano perché l’aveva inventata un russo. [Cos'era?] La streptomicina. Che ha salvato da quella malattia lì che oramai lo streptococco , lo stafilococco, oramai la pennicellina ci conviveva. Facevano così (e sfrega due dita insieme in segno di comunella). Che ha debellato quella malattia lì è la streptomicina. Gli studenti di Genova hanno fatto una grande manifestazione che non l’accettavano. E loro, leggevano i giornali, dicevano ma perché? Se fossero armi hanno ragione a fare la dimostrazione, se fosse la bomba atomica, hanno ragione. Se fossero armi, hanno ragione, però se si parla di un medicinale, la medicina non ha frontiere, non ha barriere. Perché noi, avessimo avuto dei tedeschi, avessimo avuto da curare un malato, noi non avevamo né frontiere né barriere.
Noi dovevamo… Per noi erano esseri umani che si dovevano curare e mettere mano e non la politica. La politica non è la medicina e non c’entrava un cavolo. Perciò quando allora erano disperati perché non sapevano come fare. Allora sapevano che io era partigiana. Il presidente dalla commissione una sera è venuto da me. Dice: “B——, ci dia una dritta lei… Se non ce la da lei chi ce la da.” Io ve la do, io ve la do, vi aiuto; però se fate il mio nome, non guardatemi più nella faccia. “Le do la mia parola di onore! Che nessuno sa niente! Organizzo tutto io! E io invece vi faccio fare gli striscioni, vi faccio fare tutto.” Ci ha fatto fare gli striscioni, siamo partiti, in sanatorio… siamo andati su per le strade principali, andati in prefettura, [ a Genova ] a Genova. Dopo ci ha ricevuto la commissione, la commissione, li ha ricevuti. C’ho detto: “avete un’arma nelle mani che è peggio della bomba atomica.” C’ho detto: “Fate la coda in fila. Vi preparate tutte le vostre sputacchiere. Tutti in fila. Un bello striscione. Noi non vogliamo politica, far del male a
NESSUNO, SIAMO STANCHI, VENUTI DAL FRONTE. NON CI POSSIAMO PRESENTARE ALLA FAMIGLIA, DI FRONTE AL MONDO, PERCHÉ SIAMO SOLO CHE DEI CADAVERI NON PIÙ DEGLI UOMINI. VOGLIAMO RIORNARE AD ESSERE UOMINI. DELLA GENTE. NON DEI RETTILI.”
Tutti con la sua sputacchiera nelle mani per Genova. Noi facciamo una sfilata pacifica. E chiediamo solo la medicina.
“Fateli venire!” Il prefetto ci ha detto: “Non date ascolto ai studenti. Avrete la streptomicina. Ve lo prometto, ve la faccio avere!” Andata e andata è arrivata tutta la streptomicina. Con quello la tubercolosi è stata debellata. L’unica medicina che ha debellato la tubercolosi. Che ha combattuto tutti gli streptococchi, stafilococchi, stafilococchi… tutti guarda… incredibile… anche adesso per i cocchi gli stafilococchi …. C’è solo la streptomicina che li combatte. Con la pennicellina sopravvivano.
[La questione della bomba nucleare come l'avete vissuta?]
Quella bomba che hanno buttato a Hiroscima? Siamo stati tutti qua da cani! Tutti contro! Fermi non aveva studiato la sua bomba per far del male così, l’aveva studiata per fare un campo, come là lì, come la tac. Voleva metterla in campo medico. Non in campo.. .bellico. Io sono contraria come la gente. [ io non ho mai capito...] cosa la bomba atomica? Ma che! Scherziamo davvero?!?! [domanda di chi viaggiava con noi, tentativo di chiedere spiegazione per i campi di concentramento...] Ma vuoi mettere! Per cent’anni nascono dei bambini che son dei malfermi, disgraziati! [domanda di chi viaggiava con noi, tentativo di chiedere spiegazione per i campi di concentramento...]…. Si, si… Ma è stato allora a farli vivere. Mi ha aiutato bene., li teneva nascosti lui! Si, si…
Ma c’è della gente… c’è della gente. Io conosco…Io conosco una persona…Ma io conosco una persona ,conosco una persona che a questa storia non ci credeva [ai campi di concentramento e alla fuga in massa degli ebrei], no, non che non ci credeva! Poi ha parlato con delle persone.. .posso fare anche il nome.. .eh… LEVI. I Levi, sono ebrei. Levi sono ebrei. Io a fare un favore ho salvato una famiglia dei Levi. E non erano stupidì eh! Ecco!
[Primo Levi???] E lui era un dottore nel commercio, la moglie era professoressa, il figlio era dottore, la figlia dottoressa…. Quando c’è stato la guerra qui in Israele, erano giù con le maniche tirate su. Facevano i muratori, facevano i contadini, facevano i minatori, facevano tutti i mestieri.
Si son comportati da veri ebrei! Hanno creato tutto. Se lei va a vedere adesso Israele, se lei va adesso è un giardino!
Non è più un deserto! Perché guardi che le prime albicocche vengono da Israele! Le prime pesche vengono da Israele.
Poi vengono confezionate Albenga poi vengono vendute per frutta di Albenga, ma vengono da Israele. I pompelmi, c’è scritto Kaifa là sopra? Vengono da Israele! [..... commenti vari sul tema]
Ma a me gli ebrei, a Israele, m’hanno fatto girare… mi hanno portato a Betlemme, a Gerusalemme, m’hanno portato sul Monte Sinai, Mi han fatto girare tutta la Palestina, e tutti i paesi. I Levi… I Levi….
[Dialogo per la stazione di Ceva, perché lì doveva scendere e non c'era mai stata.]
[ Mi toglie una curiosità? Del Guareschi sa qualcosa?] Guareschi? No!
Ho letto (Varese mi porta via il nome) Pavese. Pavese ! [L'ha conosciuto?] Uffif! [Com'era di persona? Un conto è leggerlo sui libri di scuola... ] Ma una brava persona…Una persona, una brava persona… [com'è morto?] E’ morto a Torino perché poi è andato a Torino.
Ceva! Ceva lUllalla!!
Qui termina il viaggio dell’anziana signora. Ho riportato fedelmente quello detto da lei. Fortunatamente ho tenuto tutto conservato nella mia memoria.
Benzina e le accese accise…
Written by bugik on martedì, gennaio 24, 2012 | Commenti disabilitati
Categories: Diario del giorno, riflessioni, Sfoghi personali Tags: accise, assurde, autoferrotranvieri, Belice, biblioteca, Bosnia, chiedersi, classico, comprende, cultura, decreto, digeribile, disastro, dissanguare, ecologici, emergenza, Estratto, Etiopia, fabbricazione, finanziamento, Firenze, Friuli, Io, Irpinia, Italia, IVA, Libano, Liguria, meditate, movimenti, polemiche, psicologicamente, rinnovo, somma, surreali, terremoto, territorio, Toscana, tralasciare, zebedei
Giusto per non perdere il vizio e rimanere informati ecco un elenco aggiornato delle varie accise sui carburanti che possano così far riflettere ogni volta in cui si va a fare benzina e ci si fa dissanguare il portafoglio per mantenere non i nostri mezzi ma bensì ben altre realtà (alcune surreali e tremendamente assurde!)
Estratto dalla biblioteca Wikipedia.
Nel territorio italiano, sull’acquisto dei carburanti gravano un insieme di accise, istituite nel corso degli anni allo scopo di finanziare diverse emergenze. Alcune di esse, però, risultano talmente anacronistiche (la meno recente prevede tuttora il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935) da suscitare non poche polemiche al riguardo.
L’elenco completo comprende le seguenti accise:
1,90 lire (0,00103 euro) per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935-1936;
14 lire (0,00723 euro) per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
10 lire (0,00516 euro) per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963;
10 lire (0,00516 euro) per il finanziamento dell’alluvione di Firenze del 1966;
10 lire (0,00516 euro) per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968;
99 lire (0,0511 euro) per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976;
75 lire (0,0387 euro) per il finanziamento del terremoto dell’Irpinia del 1980;
205 lire (0,106 euro) per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
22 lire (0,0114 euro) per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
0,02 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.
0,005 euro per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005;
da 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
0,04 euro per far fronte all’emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011;
0,0089 euro per far fronte all’Alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011;
0,082 euro per il decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011.
Inoltre, dal 1999, le Regioni hanno la facoltà di imporre accise regionali sui carburanti.
A ciò si somma l’imposta di fabbricazione sui carburanti, per un totale finale di 70,42 centesimi di euro per la benzina e 59,32 per il diesel. Su queste accise viene applicata anche l’IVA al 21%, che grava per circa 15 centesimi di euro nel primo caso e 12 nel secondo.
Ora… prima del classico meditate gente meditate… Non credete (crediamo) che sia il caso di soffermarsi su questo problema annoso? Non sarebbe più carino e meno urtante sapere che si pagano le accise in un nome unico riunito e non averne il dettaglio? Sarebbe psicologicamente più “digeribile” rispetto al fatto del sapere l’elenco e chiedersi così se ha senso pagare un dazio per la guerra dell’Etiopia…. Si dice “paghiamo il xx% di accise su ogni litro” anzichè far fiorire movimenti non di forconi ma di zebedei al pensiero di situazioni difendibili certamente ma altrettanto urtanti…
Tanto a noi va tutto bene quindi… zitti, diciamo si e paghiamo (anche perchè non si può fare altrimenti) anche se… Se imparassimo a tralasciare l’uso dei mezzi privati per privilegiare i mezzi pubblici, fare del moto e/o cercare di risparmiare guadagnandoci in salute e rapporti umani… Io di mio lo faccio (anche se mi risulta difficile talvolta lo ammetto). Viaggio in autobus e ne godo i vantaggi, economici (in forma di risparmio), in rapporti umani (si conoscono persone e si parla un pò di tutto), in salute (mi muovo decisamente di più). Certo ci sono anche i contro… orari a volte flessibili, disguidi di tempi, affrontare temperature varie ecc.. ecc.. ma vuoi mettere? E’ una forma attiva e diversa di effettuare una protesta intelligente guadagnandoci. Investo sulla mia persona e abbatto i costi (venendo meno al pagamento anche di quelle accise che verso in maniera inferiore in quanto gravano sul biglietto del bus e non più sulle mie tasche dirette).. e il viaggiar mi sembra più leggero e lieve…
Che dire… Meditate gente meditate….
Domanda sulle liberalizzazioni…
Written by bugik on lunedì, gennaio 23, 2012 | Commenti disabilitati
Categories: Cronache del Mondo, riflessioni, Sfoghi personali Tags: affezionati, attenzione, aumento, benzina, bisogna, cisterna, distributori, meditate, metodo, movimento, perchÃ, possibilitÃ, proiettare, reperire, sarebbe, tecnologia, utilizzino, vada, Valle
Se il petrolio sta finendo, se la benzina costa troppo, se le auto devono usare carburanti alternativi, se bisogna studiare altre forme di movimento… perchè tanta attenzione alla liberalizzazione di distributori, taxi??? Non sarebbe bene pensare a distributori che danno la possibilità di reperire anche carburanti alternativi e proiettare la tecnologia a mezzi che li utilizzino? C’è il rischio che si vada a fare il pieno da una compagnia (alla quale magari si è affezionati) e intanto da dietro ci sia la cisterna che riempie di un’altra marca (magari quella non voluta…)
Perchè non pensare a dare un’offerta alternativa andando a coprire i gap che sono presenti in regioni come la Valle d’Aosta di distributori di gpl e di metano anzichè pensare un aumento delle pompe di metodo tradizionale?
Meditate gente meditate…..
Benedizione degli animali…
Written by bugik on domenica, gennaio 22, 2012 | Commenti disabilitati
Categories: Diario del giorno, Ho visto, vi racconto Tags: allegri, animali, Aosta, bambini, benedizione, buona, discreta, domenica, giornata, mattina, Piazza, presenza, quadrupedi, Sole, tradizione
Con buona pace di tutti, nella giornata di oggi si è svolta una consueta tradizione che ha visto una discreta presenza in Piazza Roncas di Aosta. L’annuale benedizione degli animali ha visto la partecipazione di allegri bambini, pacifici quadrupedi e bipedi con la placida presenza di un tenue ma discreto Sole che ha reso gradevole la domenica mattina.
Anche questa è Aosta
Written by bugik on sabato, gennaio 21, 2012 | Commenti disabilitati
Categories: Diario del giorno, Ho visto, vi racconto Tags: amore, Aosta, Che, Comprendo, comunicare, consola, desideri, desiderio, difficilmente, espressione, esprimersi, inesorabilmente, interessate, mancanza, Per, segni, Senso, Troppo, vandalici, violazioni, voglia, zone
Senso di inciviltà? Voglia di esprimersi? Atti vandalici? Mancanza di rispetto? Troppo buon tempo? Giudicate voi!
Non vorrei essere negli abitanti di quelle case colpite o interessate da questi segni. Comprendo che nè sia gradevole nè bello viverli come violazioni della propria libertà oltre che della proprietà.
Non avviene ovunque per fortuna ma vi sono anche delle zone in cui inesorabilmente vi siano segni di gesti difficilmente decifrabili come questi.
Per certi versi consola il fatto che allora non siamo tutti persi dietro a un video e un temrinale, nello stesso tempo delude il fatto che quella che potrebbe anche essere un’esigenza di arte di libertà di espressione di desiderio di comunicare disagio, amore, desideri sfoci in atti come questi…
Che dire… anche questa è Aosta….
Nuove tecniche di maternità! (si scherza…sul debito!)
Written by bugik on venerdì, gennaio 20, 2012 | Commenti disabilitati
Categories: Generico, Racconti, riflessioni Tags: 2012, anno, bilancia, dell, folle, fondo, inizio, irrispettosa, luce, primi, principi, progetti, quotidiano, semplicemente, sogni, spada di damocle, speranza, speranze, tempo, vita
Piccola nuova creatura stai venendo al mondo e vorrei semplicemente avvisarti di ciò che ti aspetterà in poche righe…
Sappi che intanto tutti e tutte faranno a gara per sapere quando arriverai… Se il tutto avverrà durante la fine e l’inizio dell’anno rischi anche di essere fra i primi o gli ultimi che arrivano al Mondo…
Un Mondo apparentemente normale ma allo stesso tempo talmente folle che a seconda di dove vedrai la prima luce, sarà ospitale come duro fin dall’inizio.
Se capiterai in un Paese povero la tua vita, tendenzialmente, è destinata a essere dura fin dall’inizio! Il tuo scopo principale sarà quello di sopravvivere al normale corso del tempo e agli eventi di una vita dura.
Se capiterai in un Paese ricco la tua vita, facilmente, sarà altrettanto tosta ma frenetica e irrispettosa di principi di rispetto e aggressiva. Dovrai essere sempre mordace, vorace di una posizione, di un ruolo nella società per non rischiare di esserne al margine, di esserne spettatore passivo e numerico. Non potrai accontentarti di essere una persona qualunque perchè sebbene tu voglia esserlo è la società in cui vivrai che non saprà accettarti e ti bollerà come diverso…
Se capiterai in Italia, allora, sappi che anzichè del classico buffetto sul sederino appena uscito dal tuo attuale luogo di residenza, ti sentirai dire..”Benvenuto/a al Mondo piccola creatura! Il tuo debito pubblico è di: oltre 30.000 euro!” E lì mio caro/a inevitabilmente piangerai! E mentre gli altri ignari festeggeranno il tuo pianto con letizia, tu nel tuo cuore accoglierai questa notizia con amarezza e crescerai nella speranza di abbattere questa spada di Damocle che per lunga parte della tua esistenza ti seguirà e spesso fungerà da bilancia per momenti importanti della tua vita! (progetti, sogni, speranze, quotidiano vivere ecc… ecc…)
Che dire non mi resta che dirti benvenuto/a al Mondo! In fondo alla fine vale provare ovunque tu venga e tu sia perchè è il miracolo della vita! Questo non osserva le regole degli umani, dei loro debiti o geografiche di residenza ma di voglia di vivere!
Chiudo qui anche se avrei molte altre cose da dire e mi riprometto di farlo …. a presto!
[Games] Caccia al dettaglio… (fotografico…)
Written by bugik on giovedì, gennaio 19, 2012 | Commenti disabilitati
Categories: Ho visto, vi racconto, riflessioni, Sfoghi personali Tags: accogliente, accorgimenti, aiutare, Amaramente, Aosta, appostata, approvazione, appuntamento, attentati, attentato, attività, attraversare, comune Aosta, deiezioni, disagio, Ospedale Regionale, piccioni, regolamenti

Secondo voi cosa stanno facendo tutti questi piccioni posati sopra la nuova struttura dell’Ospedale Regionale di Aosta, che dovrebbe essere imputata ai prelievi, verso le 14.00 di un giorno qualunque???
Non è chiaro vero?… Bhè proviamo a dare un’altra prospettiva… allarghiamo il nostro sguardo e volgiamolo proprio al nosocomio appena dietro…

… ma come? Anche sul tetto dell’Ospedale una fila ordinata di piccioni??? Ma cosa sta accadendo secondo voi???
Proviamo a dare una risposta a questo quesito particolarissimo…
Possibile che abbiano letto il quotidiano La Stampa e che abbiano appreso che domani apre la nuova struttura per i prelievi e si siano messi ordinatamente in fila a aspettare il proprio turno?
(Scherzo naturalmente e lo preciso, anche se spero non sia necessario, senza voler offendere nessuno ci mancherebbe…)
Nooooo! Non sono lì per quello ma per altro motivo!!

Ecco svelato il mistero!!!! I piccioni sono in coda ma non per i prelievi o vedere la nuova struttura ma bensì perchè aspettano che una inquilina/o dell’edificio posto di fronte apra le finestre del suo balcone e distribuisca pane… Una pratica che sembra ripetersi ogni giorno, in barba alle disposizioni comunali in merito!!! Oltretutto ci sono da valutare altre situazioni… il tutto avviene proprio di fronte all’Ospedale Regionale di Aosta, alla nuova struttura (costata non poco) e su una strada trafficatissima anche da persone a piedi le quali si vedono talvolta colpite dagli escrementi che la mole di piccioni lascia cadere su abiti e teste di ignari e incolpevoli passanti. La testimonianza la si può vedere non solo nel disagio delle persone colpite ma anche dalla mole di escrementi che incrostata ne testimonia la presenza proprio sul marciapiede sottostante il balcone ritratto.
Fa specie che in una città in cui vi sono esponenti accaniti per le deiezioni dei cani lasciate in giro per le vie della città da incivili cittadini, non si faccia eguale attenzione all’osservazione di norme comunali altrettanto precise riguardanti la salute pubblica inerenti il foraggiare piccioni (incolpevoli e anche loro in crisi di cibo sia per il periodo, sia per la stagione), con le conseguenze che sono così testimoniate.
Nessuna campagna contro chi ama gli animali, nemmeno verso chi se ne occupa ci mancherebbe! Magari si pensi a creare una zona di sosta attrezzata adeguatamente curata e autorizzata, magari lontano dal centro abitato e sopratutto da una zona sensibile come quella dell’Ospedale e si possa dare ricovero adeguato a piccioni, prevedendo magari una raccolta di quel cibo in eccesso che altrimenti sarebbe buttato nella spazzatura, permettendo così di fare una buona azione… (con buona pace di chi non si trova insudiciato o colpito in maniera sgradevole) e senza punire nè umani nè piccioni.
Come si sono previste le zone per i cani, a loro tempo colpevolizzati per non essere in grado di trattenere i loro bisogni, e i loro padroni per incivili perchè (a volte è vero) incuranti e maleducati nel lasciare in loco le deiezioni… chissà che non ci sia spazio per trattare anche di questo caso?
Che ne dite???
Come sempre meditate gente… meditate…

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