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….. quanto odio le incomprensioni….
Generano un sacco di problemi inutili e sopratutto non portano da nessuna parte! A volte credo che bello sarebbe potersi capire in un battibaleno ma così non sempre è… che ne dite?

 
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Una bella frase senza dubbio….

L’ho letta ieri girovagando in internet…. la frase di apertura dell’articolo era: «Vogliamo un figlio». Senza mezzi termini e ipocrisie, Dolce e Gabbana, una delle coppie più famose d’, certamente la più fashion, ha espresso il proprio desiderio di paternità in una intervista a Vanity Fair.

Lo stesso articolo fineva in questa maniera:Dolce e Gabbana oggi sono proprietari di un impero che sfiora i 700 milioni di fatturato, ma non dimenticano il passato e la scopertà della loro omosessualità. Per Stefano è stata una vera sofferenza «Non potevo dire a mia madre che ero innamorato del compagno di classe. In realtà lei l’ha sempre saputo. Da bambino giocavo con le Barbie. Ma non l’ha presa bene neanche quando l’ho dichiarato ai giornali e avevo 35 anni, ormai. Si è messa a piangere. il suo problema era: che dico ai vicini?». Meno traumatica la storia di Domenico «Mia madre, siciliana, è stata fantastica.Vado e dico: Sapete, sono gay: E lei: eeh! Che problemi ti fai, passerà, Mi tolse un tale peso che tornai leggerissimo a Milano e cominciai a frequentare i ragazzi».

Ora permettetemi alcune riflessioni….

E’ bello il voler desiderar un figlio… Non è cosa da tutti però! Perchè se io mi alzassi e dicessi a tutto il mondo che "voglio avere un figlio" credo che la maggior parte delle persone mi direbbee: "Chi te lo impedisce di averlo? Datti da fare e non rompere" oppure " Si ma che vuol dire tu sei mica gay [o lo sei???]"….

La nostra società è molto complicata e sfortunatamente non tutti sono alla portata dei propri desideri…

Oggi prima di avere un figlio le persone ci pensano un mucchio, si guardano in faccia, guardano la tv, si guardano intorno e poi guardano nelle tasche…

- Mi spiego…Il fatto di pensare prima di mettere al mondo un figlio/a credo che sia naturale. Si cerca di valutare attentamente i pro e i contro, l’andamento della vita e si cerca di cacolrare un pò tutto prima…

- Ci si guarda in faccia e silenziosamente ci si chiede (giustamente) "Ma sono pronto per fare il genitore? Sarò in grado di fare il genitore?"

- Si dà uno sguardo alla Tv e a ciò che ci accade attorno a noi fra gente che si ammazza per ideali e per religione e gente che muore senza sapere nemmeno il perchè o grazie a chi e per quale motivo!

- Ci si guarda attentamente nelle tasche e si cerca di vedere se si hanno le "palanche" che possano garantire un’andamento decoroso ai / al / alla nascituri/o/a… Si cercano di calcolare le spese e con un occhio di riguardo si pensano anche alcuni imprevisti…

…..questo per gli esseri normali… ma la cosa che più mi indigna è un’altra….

Come cavolo si fa nel 2005 a preoccuparsi di quello che dicono i vicini??? I vicini??? ma se sono delle lingue lunghe mandateli tutti a quel paese e che cavolo!!!

Stiamo scherzando??? I vicini devono influire sulla vita di una singola persona che poi nulla fa di male??? Ora analizziamo la cosa: non sono nè a favore nè contro gay e lesbiche! Il mio personalissimo punto di vista è che trovo che sia giusto che possano vivere la vita secondo la loro natura basta che la stessa non vada a scontrarsi con la mia. Credo che il rispetto debba essere una condizione reciproca e indispensabile per tutti… Ma attenzione parlo di rispetto e non di morbosa curiosità o peggio ancora del pettegolezzo da condominio o da quartiere… E allora torno a dire che la "cattiveria" della gente è davvero pazzesca….

Per quel che riguarda invece la posizioe di D&G devo dire che un pò mi urta. Forse perchè da piccola persona che cerca di far quadrare i conti alla fine del mese , come molte altre , tollero di malgrado che persone del loro "ceto sociale" pubblicizzino questo loro desiderio così. Di certo fanno notizia anche se credo che anche lecosidette "personi comuni" meritino la stessa attenzione e rispetto sopratutto per un desiderio del genere…

Mi dilungherei troppo e non sono dell’umore adatto per farlo oggi ma credo che se ci fosse un pò più di attenzione e di rispetto verso i sentimenti altrui e un pizzico più di sensibilità forse si potrebbe vivere tutti quanti un pò meglio!

Pessimista? Forse! Sognatore? Certo… chissa, sperare e sognare al momento non sono ancora tassate come cose (ma diciamolo piano altrimenti possono farci un pensierino…)

Un’ultima cosa… e concludo con questo interrogativo:

"Voi che fareste in una situazione del genere????" Pensateci bene prima di rispondere se volete farlo…e se non volete fa nulla… ma pensateci… 

 
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A volte capitano dei momenti nella vita di una persona , in cui bisogna fermarsi e cercare di fare un’esame interno. Per chi non "bara" nel fare questo tipo di esame , è sempre una dura prova in quanto si finisce sempre con l’arrivare a "raschiare il fondo della pntola" e scoprire inevitabilmente che in parte è bruciata! In questi giorni accade anche a me. Vuoi per la stanchezza, per la preoccupazione o per gli impegni presi. A volte ho come l’impressione, e forse sbaglio, di non riuscire a "comunicare" ciò che voglio e una delle cose che non soporto è quella di venire frainteso…. Credo che valga per tutti la cosa! Ultimamente esprimo idee, concetti e/o comunico con alcune persone senza riuscire a far capire ciò che realmente voglio dire perchè il tutto viene inevitabilmente frainteso e, badate bene, non er il meglio ma per il peggio.

Ho sempre riconosciuto , aimè, che una delle cose che più mi mancano è il saper sorridere…Il sorriso è una potente arma, benefica ben inteso, che spiazza e riesce a far sembrare oro anche ciò che nutella non è!

Ho la fortuna di avere al mio fianco persone che sanno come sono, che mi amano e mi vogliono bene,anche se non è facile volermene, e quindi piano piano risaliremo la china anche se non è sempre nè facile nè bello… E’ un pò come andare a scoprire com’è il ghetto di una città quando non si è abituati a frequentarlo… Credo che il paragone calzi a pennello. Il nostro animo è un pò come un ghetto… scusatemi sto provando a entrarci dentro…

 
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ROMA (Reuters) – Oltre il 70 per cento delle italiane è “soggettivamente povero”, in quanto dichiara di guadagnare una cifra inferiore a quella che ritiene necessaria per una vita dignitosa. Lo afferma la nota di luglio dell’Istituto di studi e analisi Economica (), che aggiorna i dati sulla cosiddetta “ soggettiva” utilizzando le inchieste sui consumatori. La condizione di povertà soggettiva, aumentata negli ultimi due anni di 20 punti percentuali, viene misurata domandando alle famiglie se ritengono di percepire un reddito adeguato per vivere “senza lussi ma senza privarsi del necessario”. Senza approfondire, dice che tassi “decisamente meno elevati” vengono rilevati se viene chiesto “Lei si sente povero?” a causa dell’effetto stigma legato all’autodichiararsi tale. La soglia media della povertà soggettiva, secondo i dati dell’ si è molto alzata a partire dal luglio 2003, arrivando a toccare circa i 1.250 euro per una persona che vive da sola e i 2.600 euro per una famiglia numerosa. Questo fenomeno, secondo la nota , si spiega anche alla luce della “diffusa percezione tra le famiglie di costi crescenti per mantenere uno standard di vita accettabile, a fronte di un reddito effettivo rimasto per lo più stabile”. Un fenomeno che riguarda in modo uniforme tutte le zone geografiche, con un forte aumento, negli ultimi due anni, di coloro che dichiarano di aver incontrato difficoltà nell’acquistare anche i generi alimentari. Ma tale percezione, precisa l’, “potrebbe dipendere almeno in parte dalla maggiore immediatezza con la quale l’opinione pubblica percepisce l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari”. La quota di famiglie che vivono in abitazione di proprietà è decisamente inferiore nelle grandi città, e simmetricamente è più alta la quota dei residenti in città che dichiarano di aver incontrato difficoltà nel pagamento delle spese per l’abitazione e di sentirsi preoccupati dal problema della carenza degli alloggi. La povertà soggettiva, ricorda , è ben diversa dalla povertà relativa e da quella assoluta, che determinano la condizione di bisogno in base a criteri “oggettivi”: secondo l’Istat, la linea di povertà relativa (per una persona sola) è pari a 522 euro (con riferimento al 2003) e sono povere in 10 famiglie su 100. Per la povertà assoluta si fa riferimento, invece, al concetto di sussistenza; l’Isae stima l’incidenza della povertà assoluta (per l’anno 2004) nel 6,8% delle famiglie.

Commento? Che dire! Posso dire che onestamente è vero anche se non ci si può lamentarema credo debba far pensare il fatto che si può vivere bene se si è in due a lavorare e gli stipendi sono minimo due. Fra affitto, spese varie esistenziali (utenze gas, elettriche e telefoniche) nonchè il cibo i soldi volano… Ci sono da mettere in preventivo sempre gli imprevisti e le spese non attese fra cui spese mediche o per il mantenimento di automobili… Nonostante tutto a volte si riesce anche a accantonare qualcosa nella speranza di riuscire a coronare i piccoli grandi sogni o semplicemente per avere un “cuscino” che permetta di non ritrovarsi in “mutande” in caso di neccessità!…

 
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   Da internet: Al via il nuovo servizio di Poste Italiane: basterà scaricare un software apposito sul pc di casa per poter fare la spedizione, allo stesso costo.

Una volta si affidavano i messaggi ai piccioni viaggiatori e si sperava, si pregava che arrivassero a destinazione… Poi c’è stato l’avvento della radiofonia e dei codici morse, per poi lasciare spazio a tutte le varie innovazioni tecnologiche… Quando ero ragazzino ricordo con piacere che si avevano degli amici di penna con cui vi era un discreto rapporto epistolare… i francobolli costavano poco e nonostante tutto la posta funzionava discretamente bene. Poi l’arrivo di internet e della posta elettronica via via ha soppiantato lentamente l’utilizzo di carta e calamaio (inchiostro) per scrivere le lettere… Poi è arrivata pochi mesi fa la validità delle e-mail come documenti a tutti gli effetti validi come le lettere e ora? Ora la tecnologia vince e si fonde con il servizio poste per "sopravvivere" alla tecnologia e allora qul’è la migliore tattica? Non cercare di "combatterla" anche perchè non vi sarebbe alcuna possibilità ma bensì allearsi e fondersi con essa… ed ecco che nasce il servizio che dal tuo pc di casa ti permette di inviare lettere cartacee a chi vuoi tu! L’unico vantaggio forse, rispetto agli anni che furono, è ce magari verranno consegnate un pochino prima ma senza dubbio non ci dovrebbero essere più problemi di calligrafia….

Speriamo solo che la tecnologia non ci renda alla fine troppo comoda la vita rendendoci succubi della tecnologia stessa…

 
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ROMA (Reuters) – Oltre il 70 per cento delle italiane è “soggettivamente povero”, in quanto dichiara di guadagnare una cifra inferiore a quella che ritiene necessaria per una vita dignitosa.
Lo afferma la nota di luglio dell’Istituto di studi e analisi Economica (), che aggiorna i dati sulla cosiddetta “povertà soggettiva” utilizzando le inchieste sui consumatori. La condizione di povertà soggettiva, aumentata negli ultimi due anni di 20 punti percentuali, viene misurata domandando alle famiglie se ritengono di percepire un reddito adeguato per vivere “senza lussi ma senza privarsi del necessario”.
Senza approfondire, Isae dice che tassi “decisamente meno elevati” vengono rilevati se viene chiesto “Lei si sente povero?” a causa dell’effetto stigma legato all’autodichiararsi tale.
La soglia media della povertà soggettiva, secondo i dati dell’Isae si è molto alzata a partire dal luglio 2003, arrivando a toccare circa i 1.250 euro per una persona che vive da sola e i 2.600 euro per una famiglia numerosa.
Questo fenomeno, secondo la nota Isae, si spiega anche alla luce della “diffusa percezione tra le famiglie di costi crescenti per mantenere uno standard di vita accettabile, a fronte di un reddito effettivo rimasto per lo più stabile”.
Un fenomeno che riguarda in modo uniforme tutte le zone geografiche, con un forte aumento, negli ultimi due anni, di coloro che dichiarano di aver incontrato difficoltà nell’acquistare anche i generi alimentari. Ma tale percezione, precisa l’Isae, “potrebbe dipendere almeno in parte dalla maggiore immediatezza con la quale l’opinione pubblica percepisce l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari”.
La quota di famiglie che vivono in abitazione di proprietà è decisamente inferiore nelle grandi città, e simmetricamente è più alta la quota dei residenti in città che dichiarano di aver incontrato difficoltà nel pagamento delle spese per l’abitazione e di sentirsi preoccupati dal problema della carenza degli alloggi.
La povertà soggettiva, ricorda Isae, è ben diversa dalla povertà relativa e da quella assoluta, che determinano la condizione di bisogno in base a criteri “oggettivi”: secondo l’Istat, la linea di povertà relativa (per una persona sola) è pari a 522 euro (con riferimento al 2003) e sono povere in 10 famiglie su 100. Per la povertà assoluta si fa riferimento, invece, al concetto di sussistenza; l’Isae stima l’incidenza della povertà assoluta (per l’anno 2004) nel 6,8% delle famiglie.
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Commento? Che dire! Posso dire che onestamente è vero anche se non ci si può lamentarema credo debba far pensare il fatto che si può vivere bene se si è in due a lavorare e gli stipendi sono minimo due. Fra affitto, spese varie esistenziali (utenze gas, elettriche e telefoniche) nonchè il cibo i soldi volano… Ci sono da mettere in preventivo sempre gli imprevisti e le spese non attese fra cui spese mediche o per il mantenimento di automobili… Nonostante tutto a volte si riesce anche a accantonare qualcosa nella speranza di riuscire a coronare i piccoli grandi sogni o semplicemente per avere un “cuscino” che permetta di non ritrovarsi in “mutande” in caso di neccessità!…

 
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Buongiorno a te che mi leggi. Stamane, che già la giornata non è partita nel migliore dei modi, nel guardare rapidamente le notizie presenti in rete ho potuto trovare questo lancio di agenzia:

PAPA OMETTE ATTACCHI A ISRAELE, CONVOCATO NUNZIO (AGI) – Roma, 25 lug. – Il nunzio apostolico in Israele e’ stato convocato oggi al ministero degli Esteri dello Stato ebraico per ricevere una protesta ufficiale sui contenuti -o meglio sulle omissioni- dell’Angelus recitato ieri da Benedetto XVI. "In seguito alla condatta espressa dal Papa Benedetto XVI degli attacchi terroristici che hanno causato morte, distruzione e sofferenza in Egitto, Turchia, Iraq e Gran Bretagna", si legge in una nota dell’Ambasciata israeliana in , "Il governo di Israele esprime il suo rammarico per la mancata menzione d’Israele tra i Paesi colpiti". "Il governo", prosegue la nota, "ritiene che tale omissione renda piu’ forte gli estremisti che non vogliono la pace e che indebolisca i moderati. Crede giusto ed auspicabile che la condanna da parte del Papa dei vigliacchi atti terroristici che colpiscono civili innocenti debba fare menzione anche dello Stato d’Israele, una delle principali vittime del terrorismo islamico".

Una serie di ragionamenti mi vengono alla mente… E’ vero che il Santo Padre non ha citato Israele nell’Angelus di domenica scorsa, ero presente anche io, ma non vedo il motivo di questa presa di posizione così rigida!

Proprio perchè ero presente ho sentito chiaramente le parole del Papa che qui riporto in sintesi:

Anche questi giorni di serenità e riposo sono stati turbati dalle tragiche notizie di esecrandi attentati terroristici, che hanno causato morte, distruzione e sofferenza in vari Paesi quali l’Egitto, la Turchia, l’Iraq, la Gran Bretagna. Mentre affidiamo alla divina bontà i defunti, i feriti e i loro cari, vittime di tali gesti che offendono Dio e l’uomo, invochiamo l’Onnipotente affinché fermi la mano assassina di coloro che, mossi da fanatismo e odio, li hanno commessi e ne converta i cuori a pensieri di riconciliazione e di pace.

Si vede chiaramente che non è stata citata Israele. Credo per una dispiacevole dimenticanza e non con malevolenza e tantomeno volutamente… Domenica io c’ero all’Angelus e a tutta la celebrazione… Vi assicuro che oltre a esserci molta gente vi era anche della tensione nell’aria proprio dopo quanto accaduto in altri Paesi.

Il servizio d’ordine e il cordone di sicurezza che già la recedente settimana era stretto, si è stretto ancor di più attorno al Papa e al suo staff. Tutto è stato curato e calcolato nel minimo dettaglio per evitare qualunque tipo di problema. Tutte le persone, e dico tutte percui anche le personalità, sono state sottoposte a controlli severi e attenti…

A questo punto credo che possa essere sfuggita questa citazione. Sia ben chiaro il mio non è un rimprovero ma bensì una constatazione. Semplicemente credo che sia comprensibile che ciò possa avvenire e che di sicuro vi saranno le dovute dichiarazioni del caso. Credo sia il caso di rimanere calmi emolto molto pazienti… sono periodi troppo frenetici questi…

Non vorrei invece che dietro venisse fomentata una polemica che non ha modo di esistere in quanto sterile…

Questa la risposta data oggi:

Città del Vaticano, 26 luglio 2005
"Le parole di Benedetto XVI si riferivano espressamente agli attentati di questi giorni". E’ stata questa la spiegazione del Nunzio Pietro Sambi alle reazioni, definite "pretestuose", del Governo israeliano al fatto che il Papa nel suo angelus di domenica 24 luglio non ha, accanto ad altri Paesi, menzionato anche Israele.

"Sorprende – ha dichiarato in Valle d’Aosta il portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls – che si sia voluto distorcere così pretestuosamente l’intenzione del Santo Padre, essendo ben noti i numerosissimi interventi della Chiesa, del Magistero dei Sommi Pontefici e da ultimo del Papa Benedetto XVI a condanna di ogni forma di terrorismo, da qualsiasi parte essa venga e contro chiunque sia rivolta".

"Ovviamente – ha concluso Navarro – anche il grave attentato di Netanya dell’altra settimana, a cui si riferiscono i rilievi da parte israeliana, rientra nella generale condanna senza riserve del terrorismo".

 
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