Poesie
Poesia della gomma bucata a fine giornata…..
13 gen
Bhè non c’è che dire… una conclusione adeguata ad una giornata squinternata…
Nulla di diverso dalla quotidianità se non per la qualità e la quantità…
Tutto scorre lentamente logorando corpo anima e mente….
Potrebbe essere sconsolante, noiso e poco allettante ma alla fine fa da corroborante…
Come oggi, al ritorno alla dimora, che mi sono accorto alla buonora
del copertone anteriore sinistro e della sua foratura….
Poco male… sebbene sia quasi il nuovo giorno, paradosso è notte e ho freddo addosso
scendo, armato di volontà e di coraggio e la sostituzione faccio…
Così è pure per la vita… non sempre tutto scorre senza forature
senza delusioni, amarezze o “forature”….
L’importante è avere al proprio fianco chi davvero ti sa amare, ti sa supportare
il vero motivo per cui resistere e non mollare….
Anche se non te lo dico quanto dovrei…. sappi che senza di te non ce la farei…
Magari poco consolante…ma è una maniera come tante per dirti che per me sei importante…
e di tutto il resto, delle avversità e della cattiveria di “certa” gente non me ne importa niente….
Tags: foratura, fraseggio, notte, poesia, rime, sostituzionePost interessanti
Lentamente Muore – Pablo Neruda – 227
24 gen
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi
percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini
sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli
occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova
grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno
sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
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Saggezza indiana… – 168
20 ago
L’invito
Non mi interessa che cosa fai per guadagnarti da vivere, voglio sapere che cosa ti fa soffrire e se osi sognare di incontrare il desiderio nel tuo cuore.
Non mi interessa quanti anni hai, voglio sapere se rischierai di sembrare ridicolo per amore, per i tuoi sogni, per l’avventura di essere vivo.
Non mi interessa quali pianeti sono in quadratura con la tua luna, voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dispiacere, se sei stato aperto dai tradimenti della vita o ti sei inaridito e chiuso per la paura di soffrire ancora.
Voglio sapere se puoi sopportare il dolore, mio o tuo, senza muoverti per nasconderlo, sfumarlo o risolverlo.
Voglio sapere se puoi vivere con la gioia, mia o tua;
se puoi danzare con la natura e lasciare che l’estasi ti pervada dalla testa ai piedi senza chiedere di essere attenti, di essere realistici o di ricordare i limiti dell’essere umani.
Non mi interessa se la storia che racconti è vera, voglio sapere se riusciresti a deludere qualcuno per mantenere fede a te stesso;
se riesci a sopportare l’accusa di tradimento senza tradire la tua anima.
Voglio sapere se puoi essere fedele e quindi degno di fiducia.
Voglio sapere se riesci a vedere la bellezza anche quando non è sempre bella; e se puoi ricavare vita dalla SUA presenza.
Voglio sapere se riesci a vivere con il fallimento, mio e tuo e comunque rimanere in riva a un lago e gridare alla luna piena d’argento: Sì.
Non mi interessa sapere dove vivi o quanti soldi hai, voglio sapere se riesci ad alzarti dopo una notte di dolore e di disperazione, sfinito e profondamente ferito e fare ugualmente quello che devi per i tuoi figli.
Non mi interessa sapere chi sei e come sei arrivato qui.
Voglio sapere se rimani al centro del fuoco con me Senza ritirarti.
Non mi interessa sapere dove o che cosa o con che hai studiato.
Voglio sapere chi ti sostiene all’interno, quando tutto il resto ti abbandona.
Voglio sapere se riesci a stare da solo con te stesso e se apprezzi veramente la compagnia che ti sai tenere nei momenti di vuoto.
Oriah Mountain Dramer,
anziano di una tribù pellerossa
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L’ultimo saluto di Tommy – 121
7 apr
Questo il saluto di Tommy che sarà diffuso ai funerali del bambino, sabato 8 aprile. Lo ha scritto Paolo Onofri facendo finta di essere il bambino.
Ciao grande uomo che mi facevi arrabbiare con la barba pungente e ti segnavo di no quando minacciavi di baciarmi, ma a cui affidavo fiducioso la mia protezione.
Ciao piccola grande donna che sapevi sempre come consolarmi, di cui cercavo ancora il seno, a cui affidavo fiducioso la mia cura.
Ciao grande fratellone che avevo adottato come compagno di giochi e mi illuminavo quando ti vedevo tornare a casa.
Ciao piccolo grande fratellino che mi facevi fare le cose più strane, spaventando la mamma, ma mi divertivo da matti quando giocavo con te e ti piantavo dei bei morsacchi quando mi facevi i dispetti.
Oggi vi saluto tutti e insieme a voi saluto tutti i grandi uomini, e tutte le piccole grandi donne e tutti i fratelloni e i fratellini di buona volontà, accingendomi a diventare l’angelo che già avevo dimostrato di essere in terra. Non mi sono sottratto alle sofferenze, non mi sono sottratto al sacrificio estremo.
Il messaggio che voglio lasciarvi, grandi uomini, piccole grandi donne e piccoli grandi fratellini: fate che il mio sacrificio non si perda nell’oblio, fate che il mio sacrificio sia utile ai vostri cuori, fate che il mio sacrificio vi renda consapevoli della sacralità della vita umana con cui non si può giocare… e a me piaceva molto giocare.
Ciao mamma, ciao papà, ciao Abo, ciao Dado, e un grande sorriso solare come sapevo fare a tutti voi che vi siete stretti a sorreggere la mia famiglia.
Tommy
Fonte: Panorama
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E’ di notte – 97
25 feb
Il candido orizzonte; calando lentamente; sorprende tutta gente.
Bellezza del pensiero; se serio quello vero
che qui continuamente; scolpisce la mia mente.
Se è vero che la gente; comprende veramente
risposta trovi alle mie domande.
Com’è l’amor sincero; che và come un veliero
se stanco lento e piano; ti porta via per mano
difficoltoso, ostacolato, a volte pericoloso
allegro, spiritato oppur grintoso…
Il Sole già calato; scolora il vicinato
la Luna tutta piena; il posto gli ha rubato
D’un colpo, come d’un balzo; a te penso come un pazzo
è l’idea di un momento; che mi rese assai contento
fotogramma di una storia; fissa in questa mia memoria
importante come un tempo; mentre sempre a te io penso.
O "tesoro" di un passato; perchè mi hai lasciato?
Perchè il parco, freddo e oscuro; rende caldo un cuore duro?
Se al ricordo di un bel dì; quando lì arrossii
e vide te e me abbracciati; come quando innamorati.
Se poi il gran desiderio; si mi fa tornar un pò serio
non impallidire di paura; Luna chiara ora scura
giungerà anche il tuo tempo; e il sorriso mai più avrò spento
vivrà sempre con ardore; come te che sei nel mio cuore
Ora scappo, io rientro; la notte muore ed io la sento
nasce e vive ancora il Sole
sebbene ancor per poche ore
questo sogno grande e bello; che è ancora si gemello
sia forse anche per magia; ma questa notte che è stata un pò mia
mi accompagna finalmente; ad un riposo rilassante.
Riposando lietamente; il calore nuovamente
dello splendido orizzonte; che si muove lentamente
fà sperare cuore e mente….



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