Racconti
ANNO NUOVO RINCARI VECCHI…
11 gen
Eccovi un compito da scuola… eccovi la consegna… ultima ora, cercare di mettere in piedi in circa trecento battute un piccolo articolo… questo è il risultato di quanto ha partorito la mia mente…
ANNO NUOVO RINCARI VECCHI…
…per quest’anno non cambiare ricche tasse da pagare….
Parafrasando un vecchio successo di Edoardo Vianello, che ci riporta con la mente in epoche di svago e di spensieratezza, si richiama l’attenzione a quell’abitudine di inaugurare il nuovo anno con aumenti su vari fronti per le famiglie italiane…
Si parte, e non vuole essere un eufemismo, dalle tariffe autostradali, che vedranno il rientro posticipato dalle proprie ferie, dovrà fare i conti con il casellante di turno oppure transitare spensieratamente nella corsia adibita al Telepass attendendo di poter vedere recapitato a casa, a mezzo missiva, il salasso di inizio anno… Aumenti che oscillano da un più 2% al 16 % a seconda dei tratti interessati…
Se poi, durante il viaggio di ritorno, ci si vuolesse fermare per una corroborante sosta in un’area attrezzata e magari, colti da un insano momento di responsabilità, si dovesse rabboccare il serbatoio di carburante, ci si accorgerebbe che il passaggio dei Magi ha portato con loro, l’aumento anche di tutti i carburanti al consumo e al dettaglio, sia nella rete distributiva autostradale che in tutte le altre stazioni sparse per lo stivale….
Inutile dire che, giunti a casa da un estenuante viaggio, devastato da interminabili code causate dalle precipitazioni eccezionali di questi giorni, ci si affiderà alla televisione per visionare dai vari telegiornali le ultime notizie in merito e al termine dell’enunciazione delle varie disgrazie avvenute nel Globo e nel nostro Paese, ci si troverà a dover “digerire” anche la notizia dell’aumento del canone della televisione di Stato che aumenta “solo” di pochi €uri, arrivando così a raggiungere la quota € 109,00… Bhè che dire… Benvenuto nuovo decennio… Sei qui già da poco e già ci costi molto…. proprio vero che non resta che affidarci al Super Enalotto…, in quanto essendo aumentato anche il gas non conviene avere cattivi pensieri in quanto chissà quanto poi ci costerebbe la bolletta…
Comunque, nonostante tutto…, buon anno a tutti!!!
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Carta Vallée, addio mia bella addio…
3 gen
Addio mia bella addio….
Poche le ore trascorse dai festeggiamenti del nuovo anno… Tutti contenti? Apparentemente si… anche se credo che molte persone si risveglieranno tardi da un apparente sonno causato dai festeggiamenti di questi giorni…
Mi immagino già la faccia di chi, recandosi a fare il primo rifornimento dell’anno, andando a pagare quanto dovuto presentandosi al banco del proprio gestore, scambiati gli auguri di circostanza, si ritroverà a sfoderare dal portafoglio, come nelle migliori interpretazioni di Mister Bean, la carta vallée per far scalare il quantitativo di carburante dalla stessa in attesa dello sconto come sempre….
Mi immagino anche il ghigno goduto, perchè secondo me alla fine c’è chi ci gode, del gestore che dapprima scambia il sorriso e poi con quella faccia di dispiacere mista a scocciatura ricorda allo sfortunato Mister Bean di turno che la sua carta, come quella di oltre 94.000 valdostani, è andata in pensione per l’erogazione dei buoni carburante…
Dopo un primo momento di apparente stupore, Mister Bean si accorgerà di aver sbagliato mister e si sentirà l’abbacchiato e pasticcione Mister Magoo… Triste e abbacchiato ritirerà nel proprio portafogli la tanto amata carta e con silente ma profondo rimpianto si appresterà triste e mogio a pagare a prezzo pieno il proprio rifornimento…
Oltre allo stupore del costo, in quanto non più abituato da anni a pagare i carburanti a prezzo pieno, andrà via lamentandosi di quanto pagato al gestore senza ricordarsi che proprio pochi giorni prima della fine del vecchio anno è stato stabilito un nuovo rincaro dei carburanti che così gonfieranno ancor più il suo fegato e sgonfieranno ancor prima il suo portafoglio…
Rientrando in macchina, mi immagino l’incauto Mister Magoo, colto dalla rabbia e da un insospettabile risvegliato picco di orgoglio di valdostanità, togliere il cd in cui c’era anche Montagne Valdotaine… e buttarsi a capofitto all’ascolto di musica commerciale…colto dalla disperazione più totale…. mentre intanto poco più in la il gestore non lo dice ma… se la gode!!!
La mia vuole essere una leggera presa in giro. Non se ne abbia a male nessuno… cerchiamo di sorridere a quanto avviene attorno a noi…altrimenti il fegato davvero si ingrossa… Continua >
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Il mio diario…. – 192
16 gen
Ho smesso di tenere un diario. Da molto tempo.
Da ragazzino adoravo il mio diario. Ogni qual volta mi capitavano cose nuove o di particolarmente eccitanti mi rinchiudevo nella mia stanza e riportavo il tutto per bene.
Mi rivolgevo a Paolo, questo era il nome che gli avevo dato. Scrivevo a lui come avrei parlato al mio migliore amico. Oggi di quelle pagine rimane il solo inchiostro sbiadito dal tempo. Le sensazioni, i desideri, le paure sono sempre le stesse. Me ne rendo conto ora, a distanza di parecchi anni. Daniela, una mia cara amica, a suo tempo mi scrisse: "Cerca di rimanere sempre come sei adesso, allegro, simpatico e sempre disponibile per gli amici e per coloro che hanno bisogno di una mano…". Potessi averti qui fra le mie braccia ti farei vedere come sono cambiato Daniela… Prima di tutto cercherei di stringerti un po’ più a me, cosa che a suo tempo non ho fatto abbastanza; poi mostrerei anche a te la faccia da Pierrot che mi sono costruito.
E’ vero, una volta reagivo meglio, ero più allegro e meno cervellotico, riuscivo a fidarmi di più delle persone. Mi vedessi adesso scopriresti che sul mio viso non è mai fiorito completamente un sorriso. Sono poche le giornate che passiamo distanti da preoccupazioni, pensieri, arrabbiature e quant’ altro.
Nel cercare una cosa in questo buio ripostiglio rischiarato da una fioca lampadina, mi sono lasciato trasportare da un mare di ricordi che come funghi riaffioravano tra uno scaffale e un baule. E’ come se fossi animato da una forte forza che mi volesse portare a tutti i costi alla ricerca di quel ragazzino che sono stato. Come se quella stessa forza cercasse un qualcosa di familiare perduto anni prima. E’ così che rivedo le vecchie foto di scuola, ritrovo i quaderni in cui un tempo riversavo la mia rabbia per esercizi scolastici per me troppo difficili. La mia divisa da militare, le foto dei commilitoni, i libri che ho riletto più volte e dei quali alcuni passi porto custoditi quasi fedelmente in questa disordinata memoria mia. Ritrovo in un baule la mia musica, e alcune lettere a me particolarmente care… E’ un dolce soffrire… In pochi attimi, la testa diventa un circo pieno di ricordi che, prendendosi gioco di me, cercano il loro giusto posto. Per alcuni la strada è breve e chiara, per altri il cammino è lungo e particolarmente difficile. E’ un po’ come far fare ad una persona, fuori allenamento, una gara agonistica di primo livello.
In un paio d’ore sono riuscito a mettere tutto il ripostiglio in disordine. Mi ci vorrà una giornata intera per riordinare tutto, imprevisti a parte.
Prima di andare a dormire, recupero da un piccolo bauletto, quello delle famose lettere, una specie di libro bianco. Lo porterò via con me… oramai è tardi; sono le due e mezzo e domattina chi lo sente il capo se non sono al mio solito brillante ed efficiente? Meglio abbandonare tutto e andare a letto, tanto la chiave di questo posto l’ho solo io quindi i miei fantasmi sono al sicuro…
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Il primo giorno di scuola…. – 191
15 gen
Questa storia non è vera.
Potrebbe esserlo. Ma non lo è.
Eppure…
Nelle prossime pagine ho ripercorso alcuni stadi della vita in cui molti si sono ritrovati, volenti o dolenti, ignari protagonisti.
E’ rivivendoli che cercherò di farvi emozionare, riflettere e forse anche ridere…
Sappiate che ciò che leggerete è frutto molta fantasia condita con un pizzico di pazzia e con retrogusto di realtà…
Il mio invito è quello di leggerlo così come vi viene, e poi se vorrete di rileggerlo più attentamente per poterci scoprire in fondo quello che ognuno di noi è…perché nelle nostre diversità riusciamo ad essere uguali sebbene unici.
Buona lettura…
"Se il buongiorno si vede dal mattino… chissà cosa mi aspetta stasera!"
Iniziare la giornata con questo pensiero non è male. Ditemi poi che sono un pessimista. Non è assolutamente vero. Sono solo realista. Non può una persona normale svegliarsi nel pieno della notte e credere, sebbene circondato da ogni forma d’orologio, credere di essere a mattino inoltrato… Questo è ciò che mi è capitato stamattina intorno alle quattro. Mi arrotolo fra le lenzuola del mio letto sapendo che mi devo alzare e ribelle all’idea di doverlo fare.
Il buon senso prende il sopravvento sull’incoscienza egoista del mattino. Dopo pochi attimi mi ritrovo rovinosamente fuori del mio giaciglio. Cercando nel buio dei punti di riferimento per percorrere il corridoio mi avvio verso il bagno. Come tutte le persone che si svegliano di primo mattino compio quella serie di azioni che ognuno di noi è naturalmente portato a fare, vuoi per necessità o per abitudine quindi un po’ più sveglio ritorno nella mia stanza. L’occhio curioso scruta fuori della finestra e scopre che fuori tutto tace, o quasi. Il ciclo è ancora nascosto dalla avvolgente notte e quindi non lascia intendere se sarà o meno una bella giornata. Tiro indietro la testa e inevitabilmente scopro che c’è qualcosa che non va. La radiosveglia segna come orario le quattro e dieci. "Sapendo che è avanti di dieci minuti… dunque, fammi fare il calcolo… ma sono appena le quattro! Ma chi me l’ha fatto fare!". Così dicendo rientro nel mio letto cercando ancora quel calore che le coperte ancora gelosamente conservano seppur scemato dal tempo.
Sono le otto. Le varie sveglie iniziano a lavorare. A distanza di cinque minuti, Cuna dall’altra, fanno sentire la loro prorompente e "rompente" voce. Dopo averle zittite una ad una ripeto ciò che quattro ore prima ho fatto. La giornata si presenta fresca e cupa. Il cielo, che prima sembrava nascondere le sue intenzioni, giocando a nascondino con la complicità della notte, mostra ora il suo cupo orizzonte di grigio vestito. Questo è l’abito mutante che le nuvole cuciono su misura nascondendo per bene il consueto Sole settembrino.
Pigramente mi awio alla fermata dell’autobus. C’è più movimento del solito in giro.
E1 vero! Oggi riaprono le scuole! Arriva l’atteso pullman. Di studenti ce ne sono ben pochi. Si contano sulle dita di una mano. Credo che sia bello ritrovare visi conosciuti quando salgo su di un mezzo pubblico. Mi sento subito un po’ più a mio agio. E’ come se ritrovassi degli amici o delle amiche. Intanto costeggiamo la scuola elementare… Una moltitudine di mamme e papa scortano amorevolmente i loro pargoli. Tra bimbi felici e piangenti si vedono anche quelli incerti sul da farsi, che aspettano gli eventi… E mentre per i più piccoli inizia il dramma del primo distacco vero e proprio dai genitori, per altri la pacchia riprende. Sono quei ragazzi e quelle ragazze che si ritrovano in piccoli branchi prima di entrare in aule nelle quali oggi non faranno altro che parlare delle loro ferie e dei loro amori estivi. Si confronteranno su mode, atteggiamenti, abiti e tutto quello che fa moda. Mi sembra di sentire già alcuni dei loro discorsi…
Le fermate si susseguono veloci e senza sosta alcuna. Si giunge presto al capolinea. In un certo senso sono contento anch’io che siano riprese le scuole. Si vede più gente. E
che gente. Adesso hanno quasi tutti gli occhi belli vispi e sono sorridenti… vedrai fra alcuni mesi, alcuni di questi saranno imbronciati o peggio ancora assonnati.
Percorrendo il parco a piedi, mi godo lo spettacolo offerto dall’irrigazione a pioggia, quel sistema automatizzato che, comandato da un orologio a tempo permette di bagnare le aiuole in maniera automatica e precisa. Ogni mattina durante la mia passeggiata regolo il mio passo in base alle zone in irrigazione. Essendo il viale lungo, se le prime zone sono ancora in fase di irrigazione, vuoi dire che sono in anticipo, se a bagnarsi ci sono le altre due zone più avanti, vuoi dire che devo accelerare il passo per non arrivare tardi a lavoro. Oggi, come altre volte ho potuto assistere al passaggio di consegne d’acqua fra le prime due e le seconde aiuole. Sono in orario.
Giungo in negozio e così inizio il solito tran tran. E1 una settimana particolare questa. Lunedì ho fatto tardi frugando fra i ricordi del magazzino, martedì ho riordinato in parte ciò che ho rovistato, e oggi sono un po’ rimbambito. Arriva presto mezzogiorno. Non si può dire che le giornate siano lunghe… non ho certo il tempo di guardar l’orologio per vedere se le ore passano o meno! Entro e mi rendo conto che arriva l’ora di uscire ancor prima di essere riuscito a far tutto ciò che mi ero prefissato di fare-
Così è anche per il pomeriggio. Esco da lavoro e ripercorro lo stesso viale del mattino e se all’andata, nel mattino cerco di trovare quelle cose belle che rendono bella una giornata, tipo il sorriso di una persona o lo sbocciare di un fiore, la sera non ne ho la forza. Trascino il mio corpo verso quella palina che sorregge il cartello dell’autobus numero cinque. Si chiama così il mezzo che mi porterà a casa anche questa sera, spero.
Intanto la sera torna lentamente a impadronirsi di tutto ciò che mi circonda, allungando le ombre naturali fino a farle scomparire per lasciare spazio a quelle generate dalla moltitudine di fari dei vari mezzi che percorrono in lungo e in largo questa piazza.
Stasera non so cosa farò. Credo che finirò di mettere a posto il ripostiglio. Chissà perché si impiega meno tempo a mettere in disordine di quello che si mette per riordinare tutto.
E con oggi mi lascio alle spalle un altro primo giorno di scuola..
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Non
9 set
Entra e la panchina si trova lì, come sempre al centro del palcoe un fascio debole di luce la illumina…
Entra come al solito lentamente, il cappelloa coprire quegli occhi che se visti racconterebbero da soli una vita… e le mani ancora forti, seppur tremanti…
” Ora si spara anche nei videogiochi!!! I bambini si ritrovano davanti al computer per ore e ore e si perdono dalla realtà….
Noi ai nostri tempi si giocava con la corda! Un gessetto era sufficiente a farci saltare per ore! Con un pezzo di legno imitavamo Jhon Wayne!!!
Ora si sparano si ammazzano via internet!
A volte mi ritrovo davanti al televisore a guardare il telegiornale e mi viene da tremare!!!
Io la guerra l’ho vista! L’ho vissuta in prima persona….
Conosco il valore del sale….
Oggi, ascolti il telegiornale e nemmeno ti sfiora il ribrezzo a vedere tutti quei morti e quei corpi straziati!
Si passa dai morti a come veste la principessa o a chi sta con chi!!
Se da ragazzo provavo a dire a mio padre che avevo visto due baciarsi erano ceffoni che volavano perchè mi gridava di farmi gli affari miei….
Ricordo ancora quando ci si arrampicava sugli alberi per mangiare la frutta appena matura… e le corse nei campi per sfuggire al contadino quando ci beccava che ci inseguiva con il forcone….
Le feste in estate con pane e formaggio e un fisco di vino quando si facevano i fieni e ci si divertiva a buttarcisi sopra spensierati e ci immaginavamo il mondo del futuro….
Allora le nuvole le si guardava sdraiati sul prato all’ombra di una quercia, e al loro passaggio ci immaginavamo mostri, visi, uomini fantastici o fiori e draghi…
Una volta le feste di compleanno erano una torta fatta dalla mamma, corse nel cortile, spremuta e sidro…
la famiglia tutta riunita e i regali semplici!
La scorsa settimana al compleanno del mio nipote sono dovuto uscire perchè non ero “in” e smontavo la festa… Ero di disturbo!!! Io che l’ho visto nascere quel delinquente!
Mica sono di disturbo quando ti servono i soldi per il motorino o per uscire con gli amici perchè quella iena di sua madre non glieli dà!!!
Hanno tutto e non sanno apprezzare nulla. Cellulare, acqua e pane a volontà e hanno ancora il coraggio di storcere il naso quando qualcosa non gli garba…
L’altro giorno ho trovato vicino alla panchina un panino alla mortadella buttato alle rondini in festa per il dono… E subito il mio pensiero si è rivolto a quando scarseggiava tutto e riuscivamo a accontentarci di pane secco e sale per campare!!
Ora fanno le guerre al computer! Giocano alla guerra!
Noi la guerra l’abbiamo vista in faccia e ogni tanto sentivamo lo scialle della nera signora che ci sfiorava con la sua lunga e implacabile lama della falce nera e ogni volta ringraziavamo il cielo per essere graziati e non potevamo contare sul bonus o salvare la partita e riprenderla!!!
Mhà! io son qui a conteplare la giornata su questa panchina che oramai è una parte della mia vita….
Anche d’estate mi ritrovo qui in compagnia della mia ombra che percorre lenta e inesorabile il selciato alle mie spalle come una meridiana.
Anche le rondini mi lasciano solo per svernare al caldo e partono in gruppi per affrontare insieme il lungo viaggio che le porterà al sud…
Il suono delle campane in lotananza mi ricorda il richiamo delle feste di paese quando mia mamma bastava che piantasse un urlo dalla finestra per farmi tornare a casa per cena…..”
…..e mentre il la mente sverna al sud e della sua vita e ricordi riaffiorano citati quasi sottovoce, la luce si affievolisce lentamente lasciandolo da solo immerso nei suoi ricordi, protagonista indiscusso della notte…
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