Che spettacolo deprimente quello di oggi in aula al Senato.
Deprimente vedere i banchi semi vuoti. Deprimente vedere la totale assenza del Presidente del Consiglio. Deprimente vedere che i parlamentari sembravano a ricreazione (ognuno faceva i fatti suoi). Deprimente sapere che anche gli assenti sono da noi pagati e non hanno partecipato alla seduta. Deprimente pensare che siano pochi che abbiano visto il Presidente del Senato (Schifani) richiamare all’ordine più volte i parlamentari.
FIDUCIA:
Il governo pone la questione di fiducia su una legge (o più comunemente su un emendamento ad una legge), qualificando tale atto come fondamentale della propria azione politica e facendo dipendere dalla sua approvazione la propria permanenza in carica. Nella pratica politica tale strumento viene usato dal Governo per compattare la maggioranza parlamentare che lo sostiene o per evitare l’ostruzionismo dell’opposizione.
Ponendo la fiducia tutti gli emendamenti decadono e la legge deve essere votata così come è stata presentata. Nel caso in cui il Parlamento respinga la questione di fiducia posta dal Governo, quest’ultimo è considerato privo della fiducia della Camera/Senato e pertanto è tenuto a rassegnare il mandato nelle mani del Capo dello Stato. Va inoltre ricordato che tale istituto giuridico, compattando la maggioranza cerca di annullare i franchi tiratori che si nascondono dietro il voto segreto.
Esistono altri due casi in cui il governo può porre la questione di fiducia: successivamente al “rimpasto” cioè una modifica nella composizione del gabinetto e successivamente alla modifica del programma di governo.
(fonte Wikipedia)
Cosa si evince da ciò?
L’urgenza della approvazione, la paura dei franchi tiratori e quindi di andare a casa, il bloccare (per evitare ulteriori modifiche) quanto deciso prima che venga l’idea di modificare ulteriormente qualcosa che ha dovuto subire (e secondo me subirà ancora) ritocchi incredibili!
Cito liberamente Massimo Gramellini!
Siamo un Paese meraviglioso ed è inutile che vi elenchi i nostri pregi, che sono sempre stati uno in più dei nostri difetti. Siamo sopravvissuti a lanzichenecchi e venditori di tappeti perché a un passo dal baratro abbiamo sempre trovato la mossa del cavallo, lo scatto di dignità. Noi siamo il Gassman debosciato della «Grande Guerra». Quello che davanti all’ufficiale tedesco che ironizza sulla vigliaccheria degli italiani, alza la testa e gli fa: «Allora, visto che parli così, mi te disi propi un bel nient». E pur di non dargliela vinta si fa uccidere, che czz.
Ora, non dico tanto. Però un po’ di anima, di dignità. La classe dirigente ne è priva. Ma noi? Siamo disposti a smetterla di considerarci pedine impotenti di un gioco incomprensibile per riappropriarci del nostro destino? A svegliarci dal torpore lamentoso degli schiavi e a lottare con orgoglio per quello in cui crediamo? Nulla è inarrestabile, neanche il declino.
VOLETE VEDERE LA MANOVRA?
Voi vi sentite fiduciosi, sereni verso il futuro? Riuscite a avere e dare fiducia? Non vi sembra di avere fra le mani una cambiale che sapete andrà in protesto perchè temete che non si riesca a pagare perchè a pagare sono sempre gli stessi???
E’ vero una volta si poteva parlare di fiducia, lo si faceva in pubblicità e la gente ripagava i prodotti confidando realmente nella fiducia del produttore e di quanto proposto. A volte bastava la parola… Qui di parole se ne fanno tante e non bastano mai…
Siamo arrivati a scoprire, amaramente, che la nostra carta di credito è in rosso e adesso è il caso di rientrare per non finire nelle mani degli strozzini…
Quale sarà il costo di tutto questo? Chi lo pagherà? Chi avrà il coraggio di rinunciare a quei benefit così esagerati tanto da far salire un timido vociare di chi si sta accorgendo, forse con colpevole ritardo, che ha sempre concesso troppo e troppo poco vigilato (ora che deve ulteriormente pagare anche nei confronti di chi ha creato il “danno”[di qualunque colore esso sia!])
Meditate gente meditate e non fatevi ingannare dai quiz perchè anche quelli si sono fatti furbi!
Alimentano vane speranze che poi spariscono nel nulla, lasciando l’amaro in bocca nei confronti di chi si è messo in gioco e che vi ha riposto vanamente la fiducia, quella fiducia tradita, violata e lasciata a secco (come le tasche di chi ai quiz non vince nulla….)