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Il diario di Marco A. Frasson

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Ingresso al sito di Panariello – 28

Posted by bugik ottobre - 20 - 2004 1 Comment

Mi chiamo Marco Frasson e vi scrivo dalla Valle d’Aosta. Sono un trentenne che conosceva per sentito dire l’artista Giorgio Panariello e che da tre anni non riesce assolutamente a fare a meno dell’ Uomo Giorgio Panariello.
Prima di permettermi di scrivere queste mie righe ho vagamente letto di discussioni su di una gaffe.
Sono tante le cose che si possono dire in ambito generale su quanto accaduto.
A volte le gaffe sono un bene per coloro che si lamentano per quanto avvenuto e che sfruttano le stesse per cercare un pò di attenzione e di ribalta anche perchè altrimenti non avrebbero alcuna possibilità di essere ricordati o visti…. A volte….
Esistono poi anche quelle persone che non fanno altro che aspettare al varco attenti, molto attenti, un pò come l’avvoltoio sulla spalliera di nonna che non aspetta altro e che mette un pò di ansia… per poter cercare di sputare gratuitamente veleno…
Altra categoria poi è quella delle persone che si trovano a voler cercare il pelo nell’uovo per poter provocare e giudicare… in quel caso credo che dovrebbero cercare di trovarsi a volte dall’altra parte della "barricata" per poi provare cosa si prova…
Sinceramente non mi preoccupo più di tanto di chi si diverte a cercare di sottolineare con due righe orrizzontali rosse l’errore che (voluto o meno) può aver fatto un’artista del calibro di Girgio Panariello!
Il ridicolo sta nel fatto che si da peso alla cosa, credo , perchè ci si tiene…
Piccola considerazione… Se uno non vi guarda o non ci tiene a voi non parlerà mai di voi, cosa contraria invece farà la persona che vi osserva, vi ascolta e aspetta un vostro errore per farvelo notare! Il fatto poi che lo segnali è un pò un messaggio sordo e nascosto che dice "Ehi! Guarda che io ti ho visto sbagliare e mi piacerebbe invece la prossima volta che ti vedo che tu facessi così, cosà…." con il chiaro invito di chi segnala una cosa per vedere se poi farai come ti ha "consigliato" o detto….
Meglio non darci più di tanto peso! E’ una voce come tante nel coro, come la mia che si è espressa in questa maniera….

Ho imparato a apprezzare l’UOMO Giorgio Panariello per il mestiere "bastardo" che fa! Non crediate che sia facile ridere o riflettere le persone e devo dire che ammiro e stimo colui che si fa desiderare e amare come lui. Sabato scorso mi sono piazzato davanti al video con la mia fanciulla modello Fantozzi… Silenzio assoluto e molta attenzione a ciò che accadeva davanti o meglio dietro al tubo catodico!
Spaesato, forzatamente e falsamente tranquillo si è presentato un Giorgio Panariello rinnovato… All’apertura ha mostrato un lato più umano di sè anche se personalmente abituato alla precedente "gestione" dello spettacolo mi sono trovato spaesato e in parte stupito da quanto accadeva….
E’ un pò come se anche io fossi fra il pubblico del teatro e sinceramente mi sono trovato a disagio… Del noce è come il prezzemolo e se non fosse il direttore della rete credo che si potrebbe tranquillamente pensare che sfrutta tutti gli spettacoli dei più grandi come Giorgio per avere visibilità. E’ un pò come quel ragazzo che cerca sempre di intrufolarsi nei telegiornali armato di cartelli e preservativi per farsi notare… La differenza è che Del Noce non viene cacciato in malo modo e si che dovrebbe però…. Ma non è di lui che voglio parlare ma bensì di Giorgio e concedermi il lusso e il piacere di esprimere i miei sentimenti verso questo GRANDE ARTISTA E UOMO. Mi piace sottolinearlo perchè lo credo dal profondo del mio cuore.
E’ un pò come se scrivessi una lettera aperta a "lui" e mi permettessi di dire alcune cose…
Mi è dispiaciuto vedere Pistarino relegato a fare il piccolo "buffone" (e lo dico con affetto nei suoi riguardi) di corte e quelle fugaci partecipazioni allo show in maniera mordi e fuggi… E’ un ottimo autore e non tutti lo sanno e si presta molto bene a fare da spalla ma credo che meriterebbe di più. Memorabile l’interpretazione dello scorso spettacolo nella parte del giudice (quante mazzate) o della nonna di cappuccetto rosso… Si sente che manca la vitalità di Paolo Belli e la sua orchestra…
Senza dubbio si è data un’impronta più seria allo spettacolo che si è dimostrato forse volutamente un pò più "adulto" e credo a mio parere cresciuto velocemente. Mi è piaciuta tantissimo l’apertura lo ammetto! Giorgio adoro adoro pardon adovo quando parti da distante per farci ridere sulle disavventure di tutti i giorni in cui ci imbattiamo e riesci a farci in trenta secondi ridere riflettere ed emozionare. Non sono molti gli Artisti che riescono a trasmettere queste emozioni. Quanti telegiornali, quanti spot contro la velocità sulle strade e il risultato?? Forse venisse trasformato il primo pezzo in uno spot da 30 secondi si riuscirebbe ad avere un maggior apporto di impatto vero ai giovani così che con tanti altri mezzi…
Ma questo è nella tua natura…. Il vecchietto stanco che dalla panchina vedeva la sua vita scorrere più lenta degli altri e ne approfittava per immergersi e immergerci nei ricordi emerge sempre in quell’UOMO che fortemente ogni settimana cerca di lasciarci qualcosa da quel tubo catodico…. E’ probabilmente l’ombra di quel tremolante e saggio uomo che a volte riemerge e si impadronisce di te. Mi è fortemente dispiaciuto sentirti dire che in un certo verso sei felice di esserci solo per otto settimane perchè per me saranno solo otto settimane e poi ci sarà nuovamente il vuoto… Un vuoto difficilmente colmabile…
Con freddezza ho accolto i nuovi personaggi… probabilmente perchè mi ero affezzionato e molto ai vecchi. L’immancabile macellaio che era un’icona del buon’umore è riuscito a prendere anticipatamente la pensione? (beato lui!) o sta cercando di sistemare Costata o Rognone? Mi aspettavo un suo ritorno (ma questo è un mio gusto personale!).
Hai avuto coraggio! E che coraggio!! Un coraggio da leone a tuffarti nella fossa dei leoni con personaggi nuovi, ci hai messo come sempre fai la tua faccia e la tua professionalità! Io mi torno a chiedere: ma che ne sanno quelle persone che scrivono come me , magari davanti ad una scrivania, di quanto sia difficile strutturare e dar vita ad uno spettacolo di tali prorporzioni? Estenuanti prove, correzioni in corsa magari non calcolatre, gestire situazioni non facili da gestire, la forte pressione di persone, sponsor, i tempi da rispettare, la cosa da dire assolutamente, il gobbo da seguire e la voglia a volte di mandare tutti a quel paese e cercare di sconvolgere un pò le cose e fare di testa propria giusto per vedere un pò la faccia degli altri e cercare nei loro occhi persi la domanda e ora che facciamo? e portare tutto "a casa" in porto come si dice in piena tranquillità e serenità, certo di aver dato non cento ma centoventi e nonostante tutto una volta spenti i riflettori e chiuso il palco, abbagliato dalla violenza delle luci delle lampadine del camerino, ritrovarsi a cercare vanamente nel prorpio viso la soddisfazione per quanto fatto!!! E lo dico perchè sono convinto che siano rare le volte che tu ti senta realmente soddisfatto di quanto fatto al termine di uno spettacolo e non per mancanza di bravura ma semplicemente perchè è così per tutte le persone di spettacolo che danno il loro cuore nel palco e per il pubblico. E’ un pò come per noi quando arriviamo a fine della giornata e nel calduccio delle nostre coperte ci si convince di aver fatto tutto il nostro meglio per fare tutto ciò che dovevamo fare e che mal che vada cercheremo domani di fare ciò che oggi non si è riuscito a fare.
Credo che vada ricordato che Giorgio Panariello sia prima di essere una persona di spettacolo un UOMO e come tale vada rispettato e come e con lui tutte le persone che con lui lavorano alacremente per costruire tutto ciò che vediamo scorrere davanti ai nostri occhi….
Vedi Giorgio, nonostante sia giovane, 30 anni, ricordo perfettamente di aver visto con i miei genitori uno spettacolo di un uomo che ha trasformato la sua vita in uno spettacolo vagante. Aveva iniziato con il carrozzone e tanto coraggio in corpo. Una persona additata al mondo come un diverso ma semplicemente una persona sensibile e con una reale diversità, quella di mostrare in pubblico (già allora in teatri e non solo) i sentimenti dell’Artista Renato Zero. Già allora (ero poco più che bambino) mi ero stupito nel vedere i cambiamenti di costume direttamente sul palco e forse senza saperlo hai riportato questa sua caratteristica in video.
Questo è un uomo di spettacolo. Non un divo irraggiungibile ma una persona che riesce a sottolineare, a riportare anche espandendo a volte in maniera esagerata, situazioni in cui ci imbattiamo tutti i giorni. Fra il serio e il facceto riesci a infilarci sempre una morale anche a volte dura ma con il sorriso a volte stretto di chi sicuramente ha sofferto per essere chi è e dov’è. Non si raggiunge il successo facilmente ed è vero che bisogna avere un forte fegato e stomaco. Il fegato a volte di avere il coraggio di andare anche controcorrente o di non seguire la massa e lo stomaco abbastanza forte e allenato a prendere anche i pugni duri di chi senza pietà colpisce per il puro gusto di colpire… senza nemmeno cercare di immedesimarsi in una realtà che nemmeno conosce!

In parte mi permetto di dirti che ti capisco in quanto tutti i giorni aprendo il microfono e rivolgendomi a diverse persone mi imbatto anche io in alcune di queste cose. Non è facile riuscire sempre a estraniarsi dalla propria vita, dai prorpi problemi e trasmettere altro verso persone che nemmeno conosciamo o vediamo. A volte può far piacere sentirci raggiungere da complimenti (e spesso molti sono di circostanza o di facciata) e anche da critiche (che sono poi quelle che si seguono con più attenzione per i motivi che ho detto sopra). Basta fermarsi un secondo e pensare che dall’altra parte ci può essere qualcuno che riceve il nostro messaggio e che magari può rimanerne colpito. L’arte del comunicatore non è facile, quella del comico ancor meno ma mai come l’arte dell’essere Uomo e credimi hai tutta la mia profonda stima perchè tu riesci sempre ad esserlo.
Il rischio è spesso per le persone che come noi si rivolgono a un pubblico, di essere sostituiti velocemente da altri personaggi o da altre situazioni. Si scopre invece sempre con piacere quando una persona ci ricorda anche a distanza di tempo per ciò che abbiamo detto o tramesso con il nostro operato.
Ho aspettato tre anni per farlo e ora finalmente ho trovato un canale di sfogo. Tutto questo semplicemente per dirti G R A Z I E.

In conclusione di questa mia filippica ( non di certo la maniera migliore per presentarsi) spero di potermi annoverare fra gli amici di Girogio e di tornare quando possibile a scrivere nuovamente in questa bacheca.

Questa mia può anche essere come una frase scritta sulla sabbia, ma sono certo che fino a domattina, fino alla prossima alta marea, resisterà al freddo di questa notte e domattina ripassando da queste parti non ve ne sarà più traccia perchè è naturale che così sia…è il corso naturale dele cose e della vita. Comunque sono felice di averti scritto a caratteri ben visibili G R A Z I E .

 
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One Response so far.

  1. patrizia scrive:

    ciao e buona domenica,mi chiamo patrizia nata a napoli di anni 48,sposata,ho 2 figli,vivo a bologna,ieri sera ascoltavo,il discorso sui cani,sono d’accordissima.Comprerò il libro.
    ho un labrado di 3 anni si chiama lucki, e forse ho sbagliato qualcosa con lui, l’ho abbiamo umanizzato,viziato,avvolte dico tu devi fare il cane se ti riesce. gli manca come ci si può dire la parola.il suo padrone doveva essere mio figlio di anni 28, io non ero d’accodo, ma una sera arriva mio figlio,con un questo cucciolo di 40 giorni, apro la porta, e mio figlio disse; ti prometto che avrò cura di lui.Tu ci credi? mi allunga questa palla di peli con gli occhi chiusi, li apre per un attimo mi mette le zampe al collo, come un abbraccio e….. rubò il mio cuore.Danni tutti i giorni sgidavo mio figlio,il cane per le scarpe distrutte, fino al secondo anno di vita.Un giorno vado ad una visita di controllo alla tiroide,mi danno notizia di operare subito, e trovarono un cancro,ora vivo di controlli ma il mio umore cambiò e lachi capi tutto, sono stata isolata 3 giorni,e lui ha soffertola mia assenza.Mi è stato vicino abbaiava per farmi uscire volava uscire solo con me, era la ragione per dire reagisci,dorme vicino al mio letto.Vivo in un condominio,il mio sogno comprare una casa con il giardino,e vedere i suoi cuccioli.Un giorno torniamo dal parco,salendo le scale incontra la vecchietta della porta difronte lui per gioia le va incontro,ma lei no per paura perchè è cattiva lo picchia con il bastone,ci litigo mina cciondola di denunciarla,il giorno dopo la stessa passeggiata, saliamo il 3 piano e vedo che annusa gli ultimi 3 pioli,non ci vado.il giorno dopo laki stava morendo per avvelenamento,non ti dico quando mi è costato, ma lui ora era mio e dovevo fare qualcosa.
    Subito ho capito chi era stato,mentre lui combatteva per vivere vado dall’amminatrsatore per denunciarla, e mi blocca dicendomi se questa persona non apposto con la testa andavo nei guai io ma ti rendi conto?lacki si riprende.Ma perchè? tanta cattiveria per un cane?facciamo qualosa di più per loro,più tutelati così ci saranno pochi randagi,non capiscono che lui non tradisce,lui aspetta la sera per una carezza,ti chiede poco,e ti da compagnia,amore. Mio figlio andrà a vivere con la sua ragazza,mia figila di 20 anni e mio marito non lasceranno andare via il mio lacki, lui mi ha aiutato,mi guarda con occhi tristi quando sono a letto,mi spinge con quel muso, mi lancia la ciabatta per svegliarmi, mi ama

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