Obama – Mr President – Yes we can! – 284
4 novembre 2008
Obama viene eletto a furor di popolo come 44°simo Presidente degli Stati Uniti d’America
Il discorso di Obama dopo la vittoria
"Buonasera Chicago,
se c’è qualcuno li fuori che ha ancora dei dubbi che l’America sia un posto dove tutto è possibile, che si chiede ancora se i sogni dei nostri padri fondatori, siano vivi ancora oggi, qualcuno che ancora si fa delle domande sul potere della nostra democrazia, questa sera c’è la risposta.
È la risposta data da giovani e anziani, ricchi e poveri, democratici e repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, indiani americani, gay e eterosessuali, disabili e non, americani che hanno mandato un messaggio al mondo che non siamo mai stati soltanto un insieme di individui o un insieme di stati rossi o di stati blu. Noi siamo e saremo sempre gli Stati Uniti d’America.
Poco fa, questa sera, ho ricevuto una gentilissima telefonata dal senatore McCain. Il senatore McCain si è battuto duramente in questa campagna. E si è battuto ancora più a lungo e duramente per questo paese che lui ama. Ha fatto sacrifici per l’America che la maggior parte di noi non può immaginare neppure. Siamo migliori oggi anche grazie al servizio reso da questo generoso e coraggioso leader.
Mi congratulo con lui, mi congratulo con il governatore Palin per tutto quello che hanno raggiunto. E sarò felice di lavorare con loro per rinnovare la nazione nei mesi che verranno.
Queste elezioni hanno avuto già molti primati e molte storie che saranno raccontate per generazioni, ma una che mi viene in mente questa sera parla di una donna che ha votato ad Atlanta. Come milioni di altri si è messa in fila per far sentire la sua voce in queste elezioni con una differenza: Ann Nixon Cooper ha 106 anni.
È nata appena una generazione dopo la schiavitù, nel periodo in cui non c’erano macchine per le strade o aeroplani nel cielo; quando qualcuno come lei non poteva votare per due motivi – perché era una donna e per il colore della sua pelle.
E quest’anno, in queste elezioni, lei ha toccato con il dito lo schermo, e ha votato, perché dopo 106 anni in America, attraversando i momenti migliori e le ore più buie, lei sa come l’America può cambiare.
Sì, noi possiamo.
Questo è il nostro momento: riportare la gente al lavoro, aprire le porte delle opportunità ai nostri figli, riportare la prosperità e promuovere la pace. Far rivivere il sogno americano e riaffermare quella verità fondamentale che, sebbene tanti, noi siamo uno. Che mentre respiriamo, speriamo. E quando ci scontriamo con il cinismo e i dubbi di quelli che ci dicono che non possiamo, risponderemo con quella infinita speranza che unisce lo spirito di un popolo: sì noi possiamo.
Grazie. Dio vi benedica e Dio benedica gli Stati Uniti d’America".

