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Ricevo e pubblico…
2 lug
> Lettera del 15 febbraio 2010. La scrittrice albanese Elvira Dones ha scritto questa lettera aperta dalla quale estrapolo le parti più interessanti e tralascio le polemiche politiche… non per questioni di censura ma semplicemente perchè vorrei che ai miei lettori arrivasse il messaggio forte e giusto che è il nocciolo della lettera e sulla quale si deve riflettere come si deve.
Tutto parte da una battuta di pessimo gusto riferita alle tratte delle ragazze e alle “belle ragazze albanesi”… da qui parte lo scritto dell’autrice…
Io quelle “belle ragazze” le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia.
Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A “Stella” i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana.
Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede.
Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi.
Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri.
E’ solo allora – tre anni più tardi – che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.
Ai tempi era una bella ragazza, sì.
Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna.
Quel “puttana” sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell’uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l’utero.
Sulle “belle ragazze” scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato.
Anni più tardi girai un documentario per la tv svizzera: andai in cerca di un’altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi.
E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia.
Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E’ una storia lunga…
In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo.
In questi vent’anni di difficile transizione l’Albania s’è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta.
L’Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite.
Questa “battuta” mi sembra sia passata sottotono in questi giorni in cui infuriano altre polemiche , ma si lega profondamente al pensiero e alle azioni di uomini i quali con i loro pensieri e azioni minano il rispetto per le donne che viene messo sotto i piedi ogni giorno, azioni che non sono meno criminali di quelli che sfruttano le ragazze albanesi, sono solo camuffate sotto gesti galanti o regali costosi mi vergogno profondamente e chiedo scusa anch’io a tutte le donne albanesi Merid Elvira Dones
Credo che su un messaggio di questo genere (ribadisco filtrato per lasciare fuori polemiche politiche) non si possa che riflettere… perchè è un tema bipartisan che deve veder messi in azione tutti… indistintamente.
Tags: albanesi, albania, bipartisan, ignoranza, prostituzione, ragazze, struzzi, vergognaPost interessanti
C’è modo e modo….
14 gen
Credo che sia importante ricordarlo, anche se non lo si dovrebbe fare…
Un messaggio valido per me, per chi lavora in uffici, per chi è a contatto con la gente, sporadicamente o tutti i giorni e per tutte quelle persone che leggendo non possono che dire: “è successo anche a me…” oppure “l’ho fatto anche io…”
Molte persone, forti del ruolo che ricoprono, spesso si dimenticano il loro compito primario, per sottolinerare invece, al momento ritenuto più opportuno, la loro superiorità, sfoggiandola come una scimitarra in un campo di guerra in una guerra fra “poveri”…
Il punto è che nell’italica penisola, si ha spesso la brutta abitudine di dire all’occorrenza frasi del tipo “Lei non sa chi sono io…” oppure, “..vediamo di non confondere i ruoli…”, quasi a voler di malomodo e in forma arrogante e presuntuosa, interporre fra noi e il nostro interlocutore, una sorta di cortina di “filo spinato” realmente e facilmente mal interpretabile e decisamente indisponente…
La dialettica, che ci distingue dagli altri esseri, specie dagli animali, ci dona sovente, la possibilità di dare diversi significati alle parole proninciate; questo non solo per effetto del tono di voce o della maniera in cui queste parole proferiscono dal nostro io, ma anche nella maniera con cui riusciamo a porle nell’insieme al nostro interlocutore.
L’arte della comunicazione, sopratutto per coloro che ricoprono ruoli in cui la dialettica, la comprensione e l’espressione sono basilari, dovrebbe essere curata e non venir meno mai… proprio per il ruolo che si ricopre.
L’arroganza, la prepotenza, il desiderio di mostrare, come un pavone vanitosamente le sue piume, il proprio “potere” o l’importanza del ruolo ricopertnon fasnno altro che gonfiare il proprio ego e nulla più… Queste persone riescono a costruire delle vere e proprie barriere; specie chi si erge a essere superiore, magari pur avendo tutte le credenziali per esserlo, ma apparendo agli occhi delle altre persone molto meno importanti di quanto si propongano.. Tutto questo non aiuta di certo nel difficile compito del dialogo , della coesistenza e della coabitazione facendo insinuando così inevitabilmente intolleranza e creando giustificabili attriti…
E’ altresì vero che non solo l’interlocutore, ritenuto , deve ricordarsi del suo ruolo, all’interno della comunicazione. Infatti il fraseggio in un dialogo, dovrebbe risultare posato, educato, cortese e volto a una sano e sereno confronto.Anche la controparte deve, o dovrebbe, rispettare l’altrui idea e persona, come i punti di vista, le esigenze e non solo…
Dalla teoria, alla prativa ciò non toglie che fra le due persone,non può esservi un dialogo sereno se da una delle due parti manca o viene meno anche solo una delle cose sopra elencate.
Si può concludere che la differenza che c’è fra persone e gli altri esseri, sta proprio nel fatto che, fra persone si può sempre arrivare, volendolo, a un punto di incontro tanto quanto a un punto di scontro…
E’ importante non dimenticarsi mai di questo e ancor meno che chi, proprio per ruolo, ha un compito più importante, proprio anche per quello, dovrebbe essere più comprensivo/a e portato/a a essere superiore e non doversi ridurre a enunciare la propria superiorità ma riuscire a dimostrarla nei fatti, senza doverne neccessariaente farne sfoggio…
Ma questo è tutto in teoria… nella pratica poi….



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