Giù! Si dice sempre così… ma dopo!

Solo dopo che le persone non ci sono più allora i parla di loro.

Esistono sempre coloro che male ne parlano in vita e male continueranno, magari meglio di nascosto, a parlarne anche da morto/a, ma la maggio r parte delle persone ama celebrare.

“Era una brava persona! Proprio una brava persona””

Poi magari per dei mesi non si sono nemmeno salutati in occasioni anche accidentali di incontro, però adesso, adesso che non esiste più, adesso è una brava persona.

Credo, lo dico prima di tutto per me, sia ben chiaro, che le persone, i conoscenti, occorre riconoscerle da vive, quando ancora ci sono, quando possiamo avere un dialogo, un confrnto, anche duro nel caso, con loro.

Le persone è bene considerarle,tanto nel bene, quanto nel male, da vive.

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Inutile celebrarle da morte.

Festeggiamole da vive, perchè poi è ytopppo tardi e serve solo alle nostre coscienze celebrarle come brave persone.

Quando in realtà non serve a nessuno, nè a loro che non ci sono più, nè a noi che ne pertiamo il vivo ricordo.

Forse mi sbaglio nel ricordarmelo in primisi a me, e a voi, ma credo che sarebbe tanto bello, nonostante questa situazione in cui tutte e tutti ci ritroviamo infognati, poter frequentare liberamente e apertamente le persone a cui teniamo.

Ci penso su e vi invito a pensarci augurandovi una buona giornata e una serena vita bella gente.

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Un abbraccio.

Namasté

Marco

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