67° Sanremo – 2017 – Prima serata

Una carrellata di “mea culpa” apre la prima serata del Festival con un doveroso omaggio a Luigi Tenco. Anno 1967. Non ammesso.

Seguono una serie di parole, di dichiarazioni, in ordine sconclusionato, per presentare vecchie e nuove glorie, quasi a voler giustificare le presenze degli uni e degli altri…

Ore 21.15 la serata ha inizio…

Apre in bianco e nero Tiziano Ferro con un omaggio al grande Luigi Tenco… “Mi sono innamorato di te….” Lascia il palco vuoto… Dal bianco e nero si passa ai colori e l’esplosione della scenografia e del palco… Una vera e propria opera d’arte.

21.20 – Carlo Conti inizia ufficialmente la 67°sima edizione del Festival della Canzone Italiana.

21.21 – Entra Maria De Filippi… algida nella sua presentazione e ringraziamenti… la prima presentazione è la sua…

  • Giusy Ferreri – Personalmente non mi passa la sua canzone, mi sembra particolarmente tesa, canzone al primo ascolto difficile… vedremo se migliora nelle prossime serate o se a forza di ascoltarla passerà…
  • Fabrizio Moro – Canzone classica, con i soliti cori che lo caratterizzano. Abbastanza anonima come primo passaggio.

    Partecipazione di Raul Bova – Il bello che incanta, con la sua tartaruga e che si presta alla presentazione di una canzone prestando il fianco a alcune battute…

  • Elodie – Canzone particolare con predominanza della voce sulla musica, come era successo per Giusy Ferreri… Canzone meno difficile come presa al primo ascolto e con virtuosismi più apprezzabili sia nelle tonalità che come melodia.

    Entrano gli eroi di terremoti e disastri naturali. Le loro storie, le loro emozioni… Colpiscono quanto riescono a raccontare con le immagini ancora vive nei loro occhi…

  • Ludovica Comello – Canzone particolare con virtuosismi difficili, specie di prima esecuzione per una ragazza indubbiamente emozionate. Particolare la metrica costante e con cadenza fissa su cui poggiano alti e bassi della canzone.. Bella lei, un pochino insipida la canzone…

    Maurizio Crozza, lo aspettavo…. La sua copertina.
    Politica, polemiche e stoccate immancabili, fatte con classe e atte ad evocare critiche e polemiche da chi si ferma all’apparenza e non sa andare oltre…
    Carlo Conti accusa il colpo quando Crozza dice che le polemiche sul suo ingaggio sono giuste e la telecamera in parte tradisce questa emozione presa di striscio…

  • Fiorella Mannoia – Dopo poche note già mi piace… Sarà perchè faccio parte della vecchia guardia, o semplicemente perchè è una bella canzone? Ti arrivano scandite chiaramente le parole di una canzone che si fa ascoltare e fa riflettere nel mentre….. Mi piace ed è stata accolta e salutata con doverosi applausi che hanno risvegliato il pubblico apparentemente intorpidito dall’andamento della serata.
  • Alessio Bernabei – Classico incipit, indubbiamente canzone bella per ritmo, per orecchiabilità, classica nello stile di un Bernabei che strizza l’occhio al pubblico giovanile con il giusto ritmo e gli ingredienti che lo caratterizzano da anni… La canzone arriva con difficoltà per le parole, ma fa presa per il ritmo e per la presenza del cantante sul palco.

    Tiziano Ferro – Presenta il suo singolo e lo fa in diretta, interpretandola magistralmente. Indiscutibile classe e maturità di un artista che può essere facilmente additato per le sue scelte personali ma deve assolutamente essere rispettato per la sua Arte e per essere Persona.
    La seconda esecuzione rievoca anche la presenza sul palco di Carmen Consoli. Una bella accoppiata.

  • Albano – La vera e classica canzone sanremese, e di qui non si discute. Una interpretazione che include anche imprecisioni.
  • Samuel – Indubbia l’orma dei subsonica che lontanamente ricorda un Morgan in splendida forma rievocandolo in parte… Canzone che prende per il ritmo, meno per la metrica, ma molto radiofonica.. Convinto come sono che la sentiremo indubbiamente parecchio suonata dalle radio…
  • Ron – Una canzone particolare nel suo inizio… Autobiografica e con il classico crescente e con una vera e propria melodia che avvolge e accompagna le parole che paiono danzare una sorta di walzer richiamando alla memoria la voce roca del Ron degli anni felici… una storia narrata in musica, che scorre senza noie e con emozione… Sicuramente da riascoltare…

    C’è spazio per parlare di bullismo e di una splendida iniziativa informativa su questa brutta piaga.

  • Clementino – La canzone rispetta la caratteristica del rap, il ritornello incalza e entra subito in testa. Tormentone assicurato, facile da ricordare e anche da canticchiare con contenuto. Banalmente altra canzone assolutamente in pieno climax sanremese. Sentiremo parlare a lungo di Clementino che non passa nemmeno in questa occasione come inosservato…

    Ricky Martin – Semplicemente esplosivo. Richiama più volte a ballare e riesce a portare i ritmi estivi e latino americani in una platea attonita e si partecipante ma un pò arruginita per entusiasmo e partecipazione attiva…

  • Ermal Meta – Una bella canzone che sicuramente merita di fare strada…

    Serata che conclude con la partecipazione di un finto Bob Dylan e con gli applauditissimi Clean Bandit che ricevono il doppio disco di platino dopo la loro esibizione e vengono congedati dal palco con l’annuncio del tg…

    PASSANO:

  • ELODIE – ALESSIO BERNABEI – SAMUEL – ERMAL META – LUDOVICA COMELLO – AL BANO – FABRIZIO MORO – FIORELLA MANNOIA

    A RISCHIO ELIMINAZIONE:

  • CLEMENTINO – RON – GIUSY FERRERI

    Si conclude così la prima serata del 67° Festival della canzone italiana da Sanremo… A Domani sera…

    Buona notte e buona vita bella gente!

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