Cari politici valdostani (vers. 2k18)

Da più parti e voci, in questi giorni, ore, si rincorre l’idea che si possa, si debba tornare alle urne, dato il nebuloso periodo politico #madeinvda

Ma quanto “vale” secondo voi il voto dei valdostani? https://goo.gl/FHyvUX
Personalmente me lo sono chiesto più volte senza trovare una risposta chiara.
Credete davvero che tornando alle urne tutto si possa risolvere?
Allora provocatoriamente sarebbe da fare così..

  • I valdostani tornano alle urne, ma il costo della consultazione (e tutto ciò che ne consegue) non lo pagano loro, ma tutti quei politici (tutti) che seppur eletti non sono riusciti a fare nulla per evitare questa catastrofe generale (non solo per il Casinò ma in ambito generale…)

Perchè i valdost(R)ani devono accollarsi (ancora una volta) i costi di coloro che non sono stati in grado di rappresentarli? Alla fine tutti/e sono stati/e eletti/e con l’obbligo e il dovere morale e materiale di rappresentare i valdostani (seppur poco più della metà di loro… non dimentichiamocelo)…

Qui di riunione in riunione si bloccano i lavori da mesi, si fanno sospensioni incredibili e lunghissime per poi giungere a quarti d’ora di editti, accuse e chi più ne ha ne metta (e non è da oggi che si fà così…)

Forse, dico forse e lo dico con rispetto, è il caso di dimostrare con i fatti che si vuole realmente cambiare perchè a parole siamo tutti bravi/e ma quando poi si tratta di passare dalle parole ai fatti, ecco che la musica cambia (eccome se cambia e se si sperava in un bel concerto, si assiste in realtà a un de profundis triste e mesto… quasi come quelle quasi eterne schermate grigie e tristi delle sospensioni lavori del Consiglio Regionale #Consvda che vedono poi una brusca accellerata dei lavori quando si sfora gli orari dei pasti o degli impegni personali…)

Il principale impegno dovrebbe essere quello nei confronti degli amministrati e non delle strategie da Risiko (lo dico senza timore alcuno e da anni)…

Certo voi tutti/e, siete lì per scelta prima di tutto vostra (come ho avuto occasione di ricordare anche a voce non solo qui con questo scritto), e poi perchè c’è gente che ha creduto in voi e che vi ha affidato fiducia speranze e ha creduto nelle vostre promesse…

Se anzichè risolvere i problemi, ce li e ve li complicate, con che faccia, con che credibilità pensate che la gente (già ampiamente stufa e disgustata) abbia la voglia, la forza, la speranza, ancora, che siate (lo dico indistintamente, bi-tri-quadri partisan quanti siete, ovvero a tutti/e) meritevoli di tornare ad avere la crocetta sul vostro nome?

Forse sarebbe più portata a mettervi in croce, ma saggiamente a quello ci rinuncia perchè siete già bravi da voi a farlo, quindi nemmeno più quello c’è rimasto come amaro sfogo e consolazione (e preciso che si intende mettere in croce in forma simbolica, anche perchè le persone più “famose” messe in croce erano al tempo due ladroni e Uno (mi perdoni per come lo cito), che era bistrattato in ogni modo e i miracoli , dicono, li faceva per davvero e non solo sulla carta…)

Insomma, cerco di essere leggero in un momento in cui, in realtà, di leggero non c’è nulla… Nemmeno il magone di tutte quelle persone che rischiano di perdere non la poltrona ma il lavoro e che devono affrontare e incrociare tutti i sacrosanti giorni gli occhi dei propri famigliari… Gli occhi di moglie e figli e che lo fanno con il groppo in gola, il nervoso e la stanchezza della giornata e l’incertezza del domani… E non mi riferisco esclusivamente a tutto il personale del solo Casinò, ma all’indotto e a tutte le altre persone che nel tempo hanno sentito si tante promesse ma sono rimaste a terra a piedi… senza un lavoro, uno stipendio, con la sola dignità di persona con cui dover lottare giorno dopo giorno…

Tornare alle urne significano ulteriori costi per la popolazione, ulteriori tempi lunghi e il mancato rispetto delle scadenze… Cambiare la legge elettorale ulteriore tempo che si pone davanti a tutte le questioni quando . in realtà esistono urgenze che non possono attendere ulteriori perdite di tempo…

E’ come dire a una persona che ha il sospetto di avere un cancro (sospettato dal suo medico di base…) che deve aspettare circa un anno per fare un esame diagnostico per averne la certezza o meno e poi forse dopo quell’anno tentare di iniziare le cure… sempre che non sia già morto o incurabile… (e come esempio quadra ed è molto realistico anche nelle realtà valdostane…)

Occorre avere il coraggio delle decisioni a costo dell’impopolarità (non per altro che se ne goda poi di tanta in realtà allo stato attuale…). Occorre che si mostri e si dimostri di meritarla quella fiducia che tanto siete stati bravi/e a chiedere a più voci ai valdostani ai quali state dicendo palesemente che non siete in grado di andare avanti nel vostro lavoro… Ma pensate se fossero proprio i vostri amministrati a fare lo stesso e a dirvi che non riescono a onorare i vostri emonumenti, che per effetto delle vostre scelte, dei vostri rinvii, del vostro operato non possono pagare quanto devono e quindi rinviano tutte quelle scadenze che invece non possono (loro) rinviare…

Non è certo facile trovare risposte e soluzioni, ma occorre farlo e farlo in fretta, prima che il paziente, profondamente malato, perisca sotto le vostre stesse mani…

I segnali li avete e da tempo, e lo sapete bene, perchè voi sapete cose che noi comuni mortali non sappiamo e non ci è dato sapere… Sia dalle dinamiche interne sia a quelle più macroscopiche e esterne alla nostra regione…
Dunque si vuole cercare di curare il paziente oppure si aspetta chi abbia il coraggio di decretarne la dipartita? Perchè questo è il discorso…

Comunque, come già detto più volte, mi dispiace, ma non mi sento rappresentato da voi, e me ne dispiaccio perchè comunque ho votato ed è per questo che mi sento legittimato a dire ciò che dico.

Io a mio modo e quando è stato necessario, quando me lo avete chiesto, il mio dovere l’ho fatto e continuo a farlo, anche nello scrivervi queste mie parole amare e amareggiate di contribuente, di elettore non soddisfatto e che esprime il suo sentimento, avendone il diritto e nella speranza che serva a farvi riflettere, se possibile… anche a non mollare ma a cercare una soluzione.. non per me, ma per tutti noi che facciamo parte di una Comunità a cui anche voi, con il vostro peso, con il vostro ruolo appartenete e non solo in certi momenti ma sempre, anche se a volte, sembra così ben non sia chiaro…

Concludo scusandomi per la filippica ma anche con la sincera speranza che il malato, di cui faccio parte anche io come minuscola e pulsante cellula, possa rimettersi in forma e presto, nell’interesse comune di tutti e tutte noi/voi…

Nonostante tutto… comunque… buon lavoro…

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