Caro amico ti dico… Fabrizio

Caro Fabrizio… manchi! Da giorni penso come parlare di te, perchè è innegabile che sei stato per me un Amico importante e non posso di certo lesinarmi dal parlare di te….

Non so bene se debba chiederti scusa o se debba essere in collera con te per quanto avvenuto anni fa…

Posso semplicemente dire che da quel momento qualcosa di importante si è rotto e certe trasmissioni sono irrimediabilmente terminate e delle belle immagini che venivano trasmesse dalla televisione c’è rimasto solo il puntinato del fine trasmissioni di un tempo e l’effetto neve è calato improvvisamente su un programma stupendo!

Sono passati ben ventisei anni ad oggi e ancora non riesco a farmene una ragione e a trovare un giusto motivo per accantonare quanto è accaduto e ciò che ha modificato così radicalmente le nostre vite

Mille sogni, mille e mille parole e ore trascorse insieme… fra gli studi di radio e televisione, fra le pallonate tirate nei fine settimana privi di eventi sportivi in cui ci potevamo divertire strizzando un occhio a quanto si doveva fare e avendolo già svolto proprio per poterci concedere dei momenti di spensierato divertimento…

Quante le confidenze fatte fra una pennellata, una attesa e l’altra… quante le discussioni, quante le ore trascorse insieme a campare per aria castelli e progetti di vita anche al di là di quella lavorativa? Quanti gli impegni e le conoscenze comuni che, con il tuo scellerato gesto, ci hanno visto separati dal corridoio di persone che erano venute a salutarti per l’ultima volta?

Già all’epoca la mia testaccia matta con la mia testardaggine e convinzione su aspetti forse sbagliati di cui non abbiamo mai avuto nè il tempo nè la possibilità o l’opportunità di parlare…

Restano, resistendo al tempo, i ricordi e i rimpianti, continui e costanti per non averti fermato quel giorno e non averti impedito di fare una normalissima ragazzata che alla fine è finita male…

Bhè, sappi che per quel che mi è stato possibile ho cercato, sin qui, di mantenere le promesse che ci si era fatti in gioventù… e che nonostante il tempo continui a riversare la mia sabbia a consumo della mia clessidra sul lato basso, il pensiero e il rimorso per esserti stato amico anche in quella sciagurata giornata, mi rode dentro e non mi dà pace…

Faccio fatica anche a venire a trovarti, per quanto tu sia così vicino a me…., perchè non riesco a soffermarmi a osservarti in quel fazzoletto di terra e ogni volta in cui mi imbatto nella fotografia che è stata scelta per ricordarti, a stento trattengo il groppo in gola che pare volermi strozzare in una morsa mortale più per il cuore che per il corpo…

Sei scampato alla grande rete, al mondo social , di cui non credo saresti stato un gran amante… anzi… Restano senza risposta molte di quelle domande che ci facevamo a vicenda fino a tarda sera quando mi tenevi compagnia mentre io aspettavo di essere prelevato come un pacco postale in quanto non autonomo nei movimenti…

A volte ho come l’impressione che tu mi sia ancora al mio fianco e talvolta è come se mi aiutassi ad evitare di fare quelle cazzate di cui tanto parlavamo…

Voglio credere, sbagliando forse o semplicemente illudermi, che un giorno o l’altro quelle trasmissioni che ora sono ancora interrotte e che continuano a mostrare l’effetto neve, possano un giorno riprendere e noi si possa continuare tutti quei discorsi che abbiamo lasciato in sospeso… e chissà se magari capirai alcune delle mie scelte o se ci troveremo a discutere come talvolta avveniva in maniera animata per poi dopo cinque minuti stringerci in un abbraccio fraterno…

Sono cambiate tante cose in questi anni sai? E non mi riferisco solo a quelle che mi hanno interessato di persona…  Capita spesso che mi chieda se poi avresti realmente intrapreso la vita e il percorso che speravi… se saresti riuscito a portare a termine quella missione che ti eri prefissato nei confronti di chi amavi per quanto ci discutevi su… e che dopo un pò ti ha raggiunto… Mi chiedo se anche dove siete ora riuscite a stare insieme o ognuno ha intrapreso la sua strada….

Che poi alla fine a che servono queste righe se non a me per ricordarti e per tenerti stretto a me qualora dovessi mai improvvisamente perdere la memoria o chissà cos’altro?

Sai cosa ti dico caro mio? Tienimi un posto vicino a te, in quello studio con il mio sgabello, quello in cui mi sedevo quando finivo il turno in radio e ti raggiungevo nella regia tv per cercare di imparare qualcosa….

Chissà che non ci si ritrovi insieme ancora a chiaccherare, giocare, scherzare e confidarci oltre che a confrontarci come all’ora…

Indubbiamente manchi, anche se non ti voglio dare la soddisfazione di dirtelo, sebbene in realtà lo stia facendo e non solo in questa occasione ma da anni come ben sai…

Che dire? Passa il tempo ma certe ferite restano sempre ben visibili, aperte e per quanto si cerca di convincersi di riuscire a mascherarle, a nasconderle… in realtà riemergono, specie quando meno te lo aspetti… e fanno male proprio come quando le hai fatte per la prima volta…

Ovunque tu sia, Amico mio… cerca di fare il bravo e se ti è possibile, ogni tanto, butta un occhio quaggù che ce nè bisogno più di quanto tu possa credere….

Un abbraccio….

…mentre a voi che mi leggete… Namastè.. Alè!

 

 

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