2 thoughts on “Catalogati da una vita (e noi complici…)

  1. Dopo una settimana dalla nascita di un bambino arriva a casa il codice fiscale evviva l’efficienza! E già siamo schedati, come gli ebrei nei campi di concentramento o come il numero di telaio dell’auto

  2. Ciao Marco. Rispondo con alcuni giorni di ritardo a questo tuo post, è che volevo farlo bene quindi ho aspettato di averne il tempo e adesso, dalla camera di un albergo di Rimini, ci provo. Scrivo dal cellulare quindi perdona eventuali errori di digitazione. Secondo me bisognerebbe innanzitutto sgombrare il campo da ogni ipocrisia, altrimenti è inutile parlare di catalogazione e controllo. Quando degli umani cattivi rubano, violentano o uccidono siamo tutti in prima fila a chiedere che i cittadini a ciò deputati li trovino rapidamente e invochiamo la realizzazione e l’uso di ogni tipo di banca dati (es. dna) incazzandoci con ogni istituzione se tali archivi non fossero completi o, comunque, utili. Stessa cosa per la medicina, se a uno servisse del sangue raro e la catalogazione delle donazioni fosse imprecisa e il tipo morisse apriti cielo, pioverebbero tante tali denunce… Quindi qui il discorso non è sulla catalogazione si o catalogazione no, la catalogazione serve, obiettivamente, la questione importante è invece l’uso che si fa, o si farà, delle catalogazioni. Ed ecco che, cambiato il punto di vista, cambia l’esigenza, che non deve essere quella di combattere la catalogazione ma quella di riuscire, con gli strumenti della democrazia, ad esercitare un vero controllo democratico sull’uso che viene fatto delle banche dati. Io sono contento che le istituzioni pubbliche e private mi conoscano e sappiano interagire con me, non voglio però che si abusi di tale conoscenza ed esigo che si rispetti il mio diritto alla riservatezza. Per questo esistono strumenti efficaci, bisogna imparare ad usarli. Quando sono andato in Florida mi sono trovato a dover lasciare le impronte di due dita e dell’occhio all’ingresso di ogni parco Disney, ma ciò non mi ha disturbato, anzi, mi ha fatto sentire più sicuro, e quando ciò è avvenuto anche alla cattedrale di St.Patrick a New York ciò mi ha fatto immensamente piacere ed ho fatto la mia visita piu serenamente. Per poter esercitare un controllo democratico, individuale o di gruppo, sull’uso e l’abuso dei dati personali ci sono le autorità ed i garanti, e funzionano. Quindi, in questo mondo incasinato, con questa umanità che non è buona, ben venga la conoscenza delle persone e la loro catalogazione, chi fa la verginella scandalizzata, o non si rende conto della realtà o non è in buona fede. Ciao Marco, à bientôt. Corrado

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