Catene di S. Antonio (…e basta!)

Vi avverto! Non amo le catene di S. Antonio! In realtà non amo le catene in genere…
Invece di mandare messaggi e messaggini, inviti a inoltrare storielle e anatemi, piuttosto basta un “ciao” o anche un “vaffa”… La cosa più noiosa è che queste catene ti vengono inviate da persone che magari non senti da tempo, che si ricordano di te per queste cose quando sono loro a riceverle…

Questa brutta abitudine aumenta specie nei giorni di festa, in occasioni particolari (sempre dettate da eventi o calendari/ricorrenze) o ancora quando si è vittime di invio convulso da parte di altre persone.

La cosa peggiore è il tono con cui ti arrivano anche frasi smielate condite dalla classica formula “se non lo fai entro… ti accadranno cose brutte, avrai sfiga, anatemi…” e chi più ne ha ne metta…

BASTA! BASTA! BASTA! Mi sono rotto delle catene di S. Antonio (povero lui…)

La cosa mi fà ancor più arrabbiare essendo io affidato alla protezione di S. Antonio proprio… (povero lui per mille motivi e le mie disgrazie!!!)
Ma poi sapete come sono nate e la loro evoluzione?

Un tipo di catena di Sant’Antonio molto diffuso tra ragazzi negli anni settanta ed ottanta del secolo scorso era quello di spedire una lettera ad un amico sulla quale erano riportati alcuni indirizzi di altre persone. L’amico, una volta ricevuta la lettera, avrebbe dovuto inviare una cartolina della sua città al primo degli indirizzi riportati ed una lettera identica a quella ricevuta ad un certo numero di persone di sua conoscenza, sulla quale avrebbe dovuto riscrivere l’elenco omettendo il primo indirizzo ed inserendo il proprio in fondo all’elenco. Ciò avrebbe dovuto consentire, dopo vari passaggi, di ricevere un gran numero di cartoline, in realtà era difficile che la catena in qualche modo non si rompesse.

Nei primi anni ottanta, inoltre, alcune ditte offrirono lavori di rappresentanza promettendo facili guadagni, che in realtà, salvo possedere un’abilità veramente notevole, erano destinati a finire ben presto in una bolla di sapone, proprio perché basati sul principio della catena di Sant’Antonio, molto difficile da applicare a lungo.

Un mezzo alternativo di diffusione delle catene rispetto alla posta ordinaria era costituito dallo scrivere i messaggi sulle banconote (in particolare, in Italia, i biglietti da 1000 lire). I vantaggi risultavano evidenti: la carta moneta consente di passare attraverso un numero enorme di intermediari, evitando inoltre le spese postali.
Altro strumento molto utilizzato prima dell’avvento di Internet sono state le fotocopie, che eliminavano la trascrizione manuale, e in seguito i fax, che aggiunsero a questo vantaggio un notevole incremento nella rapidità di diffusione della catena.

In seguito anche gli SMS dei telefoni cellulari sono diventati veicolo di catene di sant’Antonio. Oggi, l’utilizzo di applicazioni per smartphone quali ad esempio Whatsapp, ha rinvigorito il fenomeno.

Se proprio volete, diffondete questo di messaggio anzichè quanto mi inoltrate…. perchè (sappiatelo) le cestino tutte….

Ve lo dico con tutto il cuore… (ed è incredibile…) Se inoltrate questo post a 5 persone entro tre minuti vedrete che non accadrà nulla! Ma proprio niente di niente!! Ho provato più di due vole e ha sempre funzionato. Niente di niente e sappiate che questo messaggio non contiene olio di palma, non è stata violentata nessuna rete o tastiera nel comporre questo messaggio e che nulla vi accadrà nel leggerlo e diffonderlo! E’ incredibile! Fatelo girare, non in forma di catena, perchè la gente deve sapere!!!!

Buona vita e buona giornata bella gente! Namastè Alè!

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