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Derisione del corpo

La derisione del corpo, più conosciuta con il termine body shaming, non interessa solo le donne.

Ultimamente è tornata in auge e ha conquistato la ribalta, giustamente, grazie a delle testimonial di tutto rispetto.

Se ci pensate bene, si inizia presto a prendere coscienza di questa forma di bullismo che spesso rimane a livello verbale per poi talvolta trascendere in atti fisici.

Già da bambini, quando si inizia a fare i confronti con il mondo e le persone che ci circondano, iniziamo a “catalogare” le persone secondo il nostro gusto personale.

Certo, questo viene inevitabilmente “educato” prendendo spunto dai mille stimoli a cui si è sottoposti.

Televisione, internet, in famiglia, a scuola, in altri ambiti sociali e con il confronto con le altre persone…

Sono solo alcune delle “fonti” a cui attingiamo per formare un nostro senso del gusto , dell’estetica, del “bello”.

Già dai tempi di scuola iniziamo a prenderci in giro, a definire, a catalogare le persone in carne come grasse, come ciccione, come palle di lardo.

Indipendentemente dal sesso della persona vittima di questi che rientrano fa gli insulti, il fenomeno del body shaming, inizia già dalla tenera età e nessuna/o è escluso.

Che senso ha deridere una persona per il suo aspetto fisico?

La natura ci fornisce una serie di esempi che sono a dir poco incredibili.

Direste mai che dentro a un’ostrica può nascondersi una perla? (e prendo un solo e semplice esempio fra mille che potrei fare!)

Ok! Forse non è l’esempio migliore che potevo fare. Me ne rendo conto.

Vorrei farvi ragionare sul fatto che spesso giudichiamo le persone per il loro aspetto esteriore e non per quanto hanno dentro di loro (e non mi riferisco alla massa ma a sentimenti, qualità e tutto il resto…)

Credo, sia per esperienza personale che per mio pensiero, che le persone abbiano una “scocca” esterna che contiene la vera essenza di noi.

Alcune persone appaiono come realmente non sono, perché cercano di proteggersi dagli attacchi, spesso gratuiti e ingiustificati, delle persone che appunto si fermano alle apparenze.

Le sofferenze, i segni di quelle “violenze verbali” a cui si viene sottoposti, riescono a far male più delle botte e lasciano nelle persone che subiscono questi attacchi dei lividi che non sono visibili ma fanno male nel profondo.

Ecco quindi cosa può scatenare l’insulto o il commento poco benevolo alle persone che non rientrano nei canoni della moda, della movida o delle compagnie.

Io spero che chi legge questo post non si sia mai trovato oggetto e soggetto direttamente interessata/o da quelle deviate attenzioni o a quei commenti quantomeno discutibili.

Io so bene cosa significa.

Lo so da quando ero giovane e lo so bene anche adesso che, nonostante abbia la mia età e il mio status e stazza, sono più o meno velatamente oggetto di battutine e commenti che strappano il sorriso ma che dentro fanno male.

Quindi… Body Shaming? No grazie!

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Marco

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