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Finalmente liberi (NON RILEVATO)

Inizio questo post intanto con i ringraziamenti.

Ringrazio in primis il Sindaco, gli Assessori competenti interessati da questa pandemia e l’Amministrazione Comunale in toto del paese di Sarre, per il loro impegno, la loro presenza, la disponibilità, il tatto, la sensibilità, la loro vicinanza e il supporto.

Con loro ringrazio volontari e volontarie, la nostra Dottoressa, il personale di ambulanze paramedico e medico, il personale della ditta Quendoz.

Vorrei ringraziare di cuore tutte quelle persone che ci sono state vicine, che ci hanno dato una mano, che hanno saputo esserci vicine pur mantenendo le distanze doverose e/o rispettosi dei divieti e delle normative vigenti.

Ebbene si. Un mese fa circa risultavo positivo al Covid19.

Ricordo molto bene quando è arrivato il messaggio dell’esito del primo tampone effettuato.

Vedere una semplice voce: RILEVATO e nulla più, ha raggelato il sangue e scatenato allo stesso tempo una serie di sentimenti e di emozioni difficilmente spiegabili.

Si. Sono risultato positivo al Covid19 e non da asintomatico, ma avendone provato per giorni i sintomi.

Ci sono voluti tre tamponi per arrivare a una risposta di negatività.

Isolamento, totale, serrato e rispettoso più che mai.

Rinchiuso in casa, separato per giorni e giorni anche in piani diversi della stessa per scongiurare la possibilità di contagiarsi fra congiunti.

Posso dire di aver compreso, senza aver commesso reati, come funzionino gli arresti domiciliari (perché di questo si tratta, più che di isolamento).

Le uniche comunicazioni con il mondo esterno avvengono in via telematica o telefonica.

Si blocca tutto e all’improvviso. Le attività lavorative, con non pochi disagi improvvisi e non voluti (fra l’altro un grande ringraziamento a tutta l’Azienda per la quale opero)

All’improvviso tutto ciò che prima davi per naturale diventa vietato.

Vietato varcare la soglia di casa, vietato andare in cantina, uscire a prendere la posta, a portare fuori il cane.

Già e con il cane?

Siccome ci siamo informati per capire come comportarci nei riguardi della nostra compagna di vita.

Ecco un estratto della email che abbiamo ricevuto in cui si dice: “è da escludersi la possibilità di attivare il supporto per l’effettuazione delle uscite: siamo in presenza di un solo cane di piccolissima taglia i cui proprietari nonostante l’isolamento sono in grado di accudire adeguatamente oltrechè (sopratutto) amorevolmente.”.

Esistono poi delle disposizioni specifiche in tal senso in cui al suo interno viene detto.

1- Comprovata necessità di far uscire i cani per l’espletamento dei bisogni fisiologici

Il servizio deve essere attivato solo nei casi di comprovata necessità quali cani di grossa taglia o in numero tale che
comportino reali difficoltà a gestire le deiezioni con metodi alternativi.

Per metodi alternativi alle passeggiate si intende l’utilizzo di traversine assorbenti, giornali o altri substrati assorbenti
monouso da predisporre preferibilmente sui balconi e da rimuovere ad ogni utilizzo. Detto materiale dovrà essere predisposto preferibilmente in ambiente ben arieggiato ed arieggiabile.

Si dovrà provvedere all’immediata ed igienica rimozione del materiale raccolto ed al suo smaltimento secondo quanto
previsto nelle disposizioni della Protezione Civile.

E’ un estratto (ci tengo a precisarlo) però emblematico e non risolutivo della cosa.

Va anche detto che in caso di cani di grande taglia o di seri problemi, presenti nella circolare, si attivano servizi con (ad esempio) l’intervento dei volontari del canile (a cui bisognerebbe riconoscere il valore e l’importanza ancor più anche in questa occasione…).

Per le persone si può capire il doveroso blocco in casa, ma per gli animali è davvero difficile comprendere questa cosa e ancor più abituare degli animali che non sono abituati (la nostra lo è fortunatamente).

Va altresì detto un grazie enorme a tutti coloro e tutte coloro che si sono resi/rese disponibili a prendersi cura della nostra quadrupede, che ci hanno aiutato con il cuore a superare questo mese di isolamento rendendo meno difficile per lei questa situazione.

Grazie, grazie davvero di cuore a tutte e tutti voi, e anche se non vi cito per nome sapete perfettamente che mi riferisco a voi e vi dico grazie.

A me / noi, tutto sommato, è andata bene!

Non siamo dovuti andare in ospedale o strutture per ricevere quel supporto vitale che diventa indispensabile per sopravvivere. (un pensiero lo rivolgo a coloro che invece ne hanno avuto bisogno e ancor più forte l’abbraccio lo rivolgo a coloro che con questo Covid hanno avuto delle perdite affettive importanti).

Posso dirvi che, nel mio caso, pensavo fosse una semplice sindrome influenzale (così aveva detto anche la guardia medica interpellata ai primi sintomi e alla presenza della febbre)

Ci ho sperato tanto, ma grazie all’istinto della nostra Dottoressa, l’esito del primo tampone è stato raggelante.

RILEVATO.

Compare questa voce. Fredda, spiazzante quanto un boato percepito in un bosco.

In un istante nella tua testa tutto si mischia e si shakera come in un cocktail che ha come ingredienti dalla paura all’ignoranza, dalle mille domande al non sapere cosa fare, come comportarti, come reagire.

Se prima ascoltavi con distanza o meno interesse le notizie, queste improvvisamente, diventano per alcuni giorni, il fulcro della tua attenzione, per cercare di capire cosa sta avvenendo.

La domanda che più impera, specie nelle prime ore e nei primi giorni è: “ma come cavolo ho fatto a prendermela?”.

E allora cerchi di fare un controllo, postumo, di tutti i comportamenti che hai avuto nelle ore, nei giorni precedenti ai sintomi.

Cerchi di capire quale possa essere stata l’occasione, il momento, il motivo di questa tua positività, senza in realtà trovare un imputato certo o una risposta chiara e questo non perché tu abbia avuto dei comportamenti a rischio o leggeri, ma semplicemente perché non ti capaciti di come possa essere avvenuto.

Segnalo ad esempio, nel mio caso, che pur utilizzando la tanto pubblicizzata applicazione immuni, non ho potuto segnalare la mia positività.

Quando ci ho provato, sia dall’app che segnalando la cosa a diversi operatori/operatici e a diversi livelli, tutti si sono dimostrati stupiti, interessati, ma nessuno è riuscito a risolvere il problema, quindi, nel mio caso, posso dire che è stata totalmente inutile.

Ciò nonostante non intendo toglierla dai miei dispositivi o farne a meno (non si sa mai…)

Torturarsi, comunque, arrivi a comprendere che non ha senso e che si deve andare avanti.

Poi fai di tutto in casa pur che ti passi il tempo, perché questo non ti pesi insieme alla situazione in cui ti trovi.

In ultima fase si fa sentire il peso della lontananza e della solitudine da quegli atti che facevano parte del tuo quotidiano, di cui tanto ti lamentavi prima che accedesse tutto e che arriva persino a mancarti a un certo punto.

E presti maggior attenzione ai comportamenti altrui, ai lapmeggianti che rischiarano la notte.

Arrivi a invidiare la libertà altrui mentre tu non puoi uscire dalla porta di casa.

Per fare la spesa devi chiedere aiuto e supporto, per ogni cosa in realtà devi disturbare e chiedere aiuto e questo ti pesa parecchio perché hai il timore di dare fastidio a coloro a cui ti rivolgi e sai che anche il gesto più piccolo arriva ad assumere e avere un valore enorme, proprio per la situazione in cui ti trovi.

Ogni uno la vive poi a modo suo, nella sua realtà, con la sua testa, con i suoi sentimenti e difficoltà.

Ho iniziato il periodo di isolamento con le piante che avevano ancora il loro manto di foglie bello rigoglioso e lo termino con gli alberi semi spogli.

Mi sembra di aver “perso” un mese di questa pazza folle vita, ma allo stesso tempo sono cosciente e riconoscente nei confronti di coloro che mi hanno permesso di ritornare in pista e di stare (apparentemente) bene.

Come Enzo Tortora, potrò, indegnamente, recitare la frase:” Dunque, dove eravamo rimasti?” e da lì ripartire, cercando di rimettermi in passo e di recuperare quanto perso sin qui.

Ringrazio, fra le altre persone, anche coloro che operano al Drive In per i tamponi che vedono personale USL e dell’Esercito Italiano prendersi cura di chi, come noi, si è rivolto a loro per l’ultimo tampone (nel mio caso il terzo).

Mi scuso per aver riversato di getto, con emozione credetemi, queste parole.

Sicuramente mi dimentico di qualche cosa, di qualcuno, di dire cose, situazioni, sentimenti che magari potrò esprimere meglio nei prossimi giorni o nei prossimi post.

Mi scuso per gli errori eventuali di forma e di sitassi, Spero di non aver omesso nulla di importante. Nel caso me ne scuso anticipatamente.

Nessuna persona si senta esclusa o offesa per questo. Cercate di capirmi, è un turbinio di emozioni quello che ho vissuto e ancora sto vivendo nel dirvi questo.

Ah! Si certo, ancora un ringrazimento più che doveroso!

Ringrazio coloro che hanno mantenuto, senza difficoltà alcuna (anzi), le distanze in ogni senso.

Grazie! Avete dimostrato, nel vostro piccolo, la loro “amicizia” o la loro “vicinanza”… (sono volutamente sarcastico nei “loro” confronti ma anche con la speranza che continuino a farlo, non ho patito la loro assenza, anzi…)

A parte questi elementi, che si possono fortunatamente contare sulle dita delle mani, sono lieto di dirvi che siamo liberi.

Questo non vuol dire che saremo meno responsabili o incoscienti, anzi.

Proprio per quanto vissuto e per quanto passato, sulla nostra pelle e in prima persona, saremo ancor più di prima attenti nei nostri comportamenti, anche grazie a questa “lezione” che la vita ci ha presentato.

L’invito, per tutti, è quello di prestare attenzione, rispetto! In primis per noi stessi e poi per gli altri.

Intanto… Finalmente liberi (NON RILEVATO) e questa è una gran bella cosa!

Ancora GRAZIE a chi continua a lottare con questo virus, a chi lotta in prima linea per difenderci e aiutarci, a chi ce l’ha fatta come noi (al momento) e una carezza e un pensiero a coloro che non ce l’hanno fatta….

Siate sapientemente egoisti nel preservare la vostra salute e la vostra vita, perché, come per altre situazioni, non si tratta di uno scherzo.

Abbiate cura di voi.

Con tutto il cuore…. Marco.

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Marco

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