Indignazione a scalare…

tutti-indignatiTutti indignati? Certo! Ma quanto durerà?
Eravamo tutti indignati per l’11 settembre, tutti indignati per la seconda Guerra Mondiale, per le stragi dei campi di concentramento, per le pulizie etniche e poi ancora… Indignati per Cernobyl, per Seveso, per i disastri in Giappone, per lo tsunami, per i terremoti, per gli attentati (vi ricordate Charlie Hebdo?)… ora è il turno dell’immigrazione!
Sapete perchè siamo indignati? Perchè ci stiamo accorgendo che sono fra noi e questo ci spaventa!
Ci spaventa il fatto di vedere persone diverse da noi in mezzo a noi… Ci spaventa il vederle vagare fra i nostri centri abitati e li osserviamo con timore e ignoranza (io per primo).
Siamo prevenuti e lo siamo perchè bombardati ogni giorno da quanto proposto dai telegiornali e dai mezzi di informazione che ci ricordano la responsabilità e la paternità di gesti che appartengono (sino a prova contraria) a persone che disperate approdano in Paesi che non sanno come gestire il loro arrivo e non sono in grado di gestire una quantità enorme di arrivo come quella dovuta ai flussi migratori straordinari di questi anni… E così sale e si alimenta il sospetto, la rabbia e il timore… Timore di perdere diritti, lavoro, libertà che principalmente riconosciamo come nostri e ci appartengono e in periodi di magra come quelli di questi anni, non siamo disposti a perderli perchè le sentiamo come misere conquiste ottenute con sacrifici e sudore…il nostro.
Ci indigniamo per le stragi del sabato sera, per la droga nelle discoteche (guardate che non viene spacciata solo lì…), ci indigniamo per le donne violentate, stuprate e maltrattate (come se noi italiani fossimo immuni da comportamenti di questo tipo…), ci indigniamo ma poi… poi tutto finisce nel dimenticatoio perchè nel frattempo dobbiamo indignarci per altro.. perchè altro di più importante prende il sopravvento e arriva in primo piano!
Indignati per i funerali del boss in pompa magna, indignati per la morte di chi chiedeva con l’unico filo di voce che aveva di poter attuare l’eutanasia ed è morto con il clamore del popolo e la sua tremenda solitudine….mentre chi può decidere tiene ancora in sospeso leggi che regolamentino anche questo aspetto…
Ma pensateci, pensiamoci! Tutte le nostre indignazioni approdano in aule a scadenza e poi finiscono sui vari scaffali a prendere polvere, un pò come nella nostra testa, per essere poi riscoperte e rispolverate quando necessario, quando risvegliate da atti o azioni che ci richiamano alla memoria quanto momentaneamente accantonato…
Lo dico io per primo che mi indigno nel sapere che ci vogliono più di cinque anni per definire cosa sia a norma e cosa no con una legge approvata… Io che mi indigno per poi accantonare le indignazioni varie perchè alla fine viviamo da costanti indignati, guardando sempre ciò che non va, accecati dal malumore di quanto ci circonda e perdendo di vista le cose belle, perchè di cose belle nel nostro mondo ce ne sono e non sono nemmeno troppo distanti da noi…
Basta guardarsi attorno… Oggi c’è il Sole, sono vivo, potrò dire buongiorno alle persone che fra poco incontrerò e con cui mi relazionerò, potrò arrabbiarmi, sorridere, emozionarmi, stare male, vivere con i miei sentimenti, i miei pensieri che sono miei e non indotti da altre persone  (sebbene ciò che mi, ci  circonda funga da fonte ispiratrice…)!
E allora con tutta l’indignazione del mondo che ci può stare, che non deve venire meno ma dovrebbe anche essere una costante come impegno civile e non una sola ondata per greggi di pecore…, permettetemi di augurarvi, augurarci e augurarmi una buona giornata… magari un pò meno ricca di indignazione e più ricca di motivi percui sorridere… perchè per quanto sia difficile resistere e vivere in un mondo in cui ci sono persone che non fanno altro che complicarci la vita, ve ne sono anche di quelle che vivono in relazione stretta con noi e meritano di vederci talvolta sorridenti e sereni/e (nonostante tutto e tutti…)… quindi… dal cuore… buona giornata tutte e tutti!

PS. Precisazione: Non dico che non serve indignarsi, arrabbiarsi… non serve farlo a scadenza o in scemata (grande indignazione iniziale per poi dimenticarsi delle cose con il passare del tempo….)
L’indignazione sia costate più come impegno che come ondata comune a molti/e per cavalcare un sentimento temporaneo che poi si dimentica… ecco cosa volevo dire…

…e come sempre…buona vita bella gente…

6 Replies to “Indignazione a scalare…”

  1. Io non mi indigno sinceramente, o mi in…..o (scusa la volgarità), o mi sento spodestata, mi sento colpita, mi sento addolorata…insomma un pò di cose, Mi indigno quando vedo un politico che prende una pensione da capogiro e chi ha lavorato una vita mangia latte tutte le sere, chi va in pensione a 39 anni e chi la pensione ancora non riesce a prenderla, chi è figlio di papà e fa il medico anche se non capisce una cippa e chi ha studiato tanto ed è competente fa il cameriere (con grande rispetto per i camerieri che adoro tra l’altro), mi indigno per il diverrsamente abile che non può salire sul marciapiede perchè l’idiota ha parcheggiato sullo scivolo….mi indignio quando facciamo gli indignati ma poi non facciamo nulla per cambiare le cose.

Lasciami la tua opinione :)