Io non stò con Carola.

Preciso, mi dispiace per i migranti, ma in questo specifico caso, senza volerlo in alcun modo politicizzarlo, non stò con Carola.

Uomini e donne dello spettacolo che si schierano a favore della donna, trasformandola in paladina dei diritti dei migranti.

Non voglio parlare di interessi, mediatici e non della notizia ma delle disperazioni e delle miserie dei protagonisti reali che sono i migranti.

Mentre ci si incaglia sulla questione di una quarantina di questi, altri entrano o transitano nel nostro Paese in totale libertà e senza alcun tipo di controllo.

Parliamo della nostra Regione, la Valle d’Aosta. Vi immaginate dei controlli massicci e puntuali come quelli che venivano fatti prima della Convenzione di Schengen.

Tale trattato internazionale, lo ricordo, regola l’apertura delle frontiere tra i paesi firmatari.

Io mi ricordo bene com’erano i controlli alle nostre frontiere.

Anche in luoghi e colli come quello del Piccolo S. Bernardo, come per l’accesso al tunnel del Gran S. Bernardo o al colle, come per il Monte Bianco, i controlli erano fiscalissimi e continuativi, notte e giorno e seppur a campione, efficaci.

Oggi come oggi i migranti potrebbero tranquillamente transitare liberamente proprio da questi colli.

Tralasciano i tunnel del Gran San Bernardo e del Monte Bianco dove permangono le zone di controllo che avvengono a discrezione e campione pur per effetto degli accordi ma comunque mantenendo un ordine di efficacia discreto.

Perchè dunque non stò con Carola?

Perchè la stessa, per effetto delle varie notizie che sono emerse nelle ore in cui si è visto che per giorni ha orbitato sulla linea di confine mentre avrebbe potuto puntare la sua prua ad altra meta.

Perchè sempre e solo l’Italia? Forse perchè è più comodo affrontare i dinieghi e i divieti italiani che prima o poi si allentano per effetto delle varie mani che tirano le giacche al fine di allentare le regole?

Ma perchè gli altri Paesi possono avere regole intransigenti e noi invece flessibili?

Perchè, conoscendo il problema, perchè non si può dire che il problema non lo si conosca, non si sia fatto avanti nessuno per dare supporto, appoggio o aiuto e si aspetta sempre che siamo noi a immolarci in buoni samaritani?

Mi dispiace, per quanto sia solidale e comprendo il dramma di coloro che vivono il dramma del dove andare via dalla propria terra, sono comunque fermamente convinto che non dobbiamo essere solo noi a farci carico di un dramma indubbiamente importante come quello delle migrazioni per i vari motivi umanitari e non solo.

E lo dico avendo dovuto spostarmi nella mia vita più volte e non essendo rimasto e radicato a un solo posto…

Giudicatemi pure male, non ho alcun interesse a essere insieme al gregge, come spesso capita, ma ci tengo a ragionare con la mia testa, con le mie idee, con i miei ragionamenti, che restano pur discutibili e variabili, ma non per questo non fermi e chiari.

Mi dispiace, io non sono con Carola, ma ci lascio tranquillamente voi, rimanendo nella mia ignorante convinzione che in questo specifico caso, non mi allineo alla massa, come voi ho le mie idee… nel caso parliamone.

06 comments on “Io non stò con Carola.

  • Corrado Olivotto , Direct link to comment

    Allora, il discorso sarebbe lunghissimo, mi limito a dirti due motivi per i quali, pur non stando io con alcuno, non condivido le tue parole, le rispetto beninteso, ma non le condivido.
    1) Questo discorso: “Perchè sempre e solo l’Italia? Forse perchè è più comodo affrontare i dinieghi e i divieti italiani che prima o poi si allentano…” è figlio di una cultura per la quale chi vive in un certo posto ha, solo lui, il diritto di starci e il diritto di fare e disfare le regole per viverci nonché il diritto di decidere chi ci possa venire e in che modo, una sorta di diritto di prelazione insomma. Bene, io non accetto questa logica. Io non credo che il pianeta appartenga ai viventi ma che, al contrario, siano i viventi, gente di passaggio, a far parte del pianeta in cui, per ragioni a loro sconosciute, essi sono nati e abitano. Per questa e per altre ragioni io sono per la totale libertà di spostamento, mia e degli altri viventi, non solo umani, lupi compresi.
    2) Se anche ritenessi giusto che chi abita un certo posto abbia il diritto di decidere chi possa andarci (e ho già detto che non è così) purtroppo a decidere non sarebbe la gente come noi ma i potenti di turno, padroni e governanti, ergo sarebbe una scelta fatta con metodi autoritari e per questioni di potere e di interesse.
    Odio questa società fatta di muri, di confini, di divise, di servi e padroni, di rospi borghesi e rane proletarie come diceva Renzo Novatore. Non sarò io a cambiarla, e neanche ci provo più, ma mi concedo il lusso di essere un dissidente, un dissociato.
    Ciao Marco. Buona serata.

  • opinioniweb - Roberto Nicolini , Direct link to comment

    Come dici qui i migranti sono vittime e la capitana li ha usati senza troppi scrupoli! Ha tirato diritto verso l’Italia pur sapendo benissimo come sarebbe andata a finire, quindi quale altra motivazione, se non strumentale ad un’ideologia, quella dell’accoglismo, poteva avere? Un attacco politico all’Italia fatto da organizzazioni private e poco trasparenti, che oggi più che mai possono dire di essere al di sopra delle leggi, giuste o sbagliate che siano!

  • loredana , Direct link to comment

    Neppure io sto con la Rackete, piccola arrogante e presuntuosa, ma ancora meno sto con chi la sostiene e la foraggia. ONG ed ONLUS sono solo entità economiche miranti a prendere sussidi e contributi, trasbordano solo giovanottoni robusti che, dopo essere stati depredati dai libici hanno ancora i soldi per pagarsi il trasbordo e sono tutti muniti di cellulari. I bimbi denutriti di tanti paesi non li vedremo mai sui barconi per il semplice fatto che non rendono in termini finanziari.
    Basta prenderci per scemi!

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