La buca abbandonata….

Sono diversi giorni che non scrivo… Non so se scusarmi o meno con chi mi segue… Alcune persone saranno felici di questo mio prolungato silenzio, altre forse meno… Per queste torno a sottoporvi i miei elaborati…

No sarò in grado, per mille motivi, come lo scorso anno ad accompagnarvi al Natale e alle festività con contenuti freschi tutti i giorni (e me ne scuso) ma mi impegno a sottoporvi l’elaborato che sto preparando per questo anno in veste di racconto particolare del Natale…

Vi anticipo la prefazione… Giusto per solleticare un pò la vostra fantasia… (e come sempre spero di essere in grado di stupirvi almeno un pò…)

Buona lettura e a presto!

Esistono tante storie e molte realtà differenti fra le persone… Spesso si intrecciano, loro malgrado e a loro insaputa… Anche in questa occasione era avvenuto così…

Una sera di metà dicembre.

Fuori un lieve manto di neve fa scricchiolare le scarpe che lasciano, come d’estate nella sabbia, delle impronte ad ogni passo fatto…

Ad un certo punto l’attenzione dell’uomo viene rapita dalla visione a terra, semi coperta, di una strana e piena cassetta delle lettere…

Si china, la solleva, ne pulisce la parte coperta dalla neve e la porta con sè….

La casa in cui abitava non era distante… domani, nel caso avesse scoperto a chi appartenesse, l’avrebbe riportata indietro al suo legittimo proprietario… farlo adesso sarebbe stato impossibile in quanto l’ora era davvero tarda…

Arrivato a casa, tolto il paltò e gli indumenti bagnati, posata la cassetta sul tavolo in cucina, provò a cercare una targhetta, un riferimento utile per comprendere a chi appartenesse tale buca…

Non trovando nulla decise di guardarne il contenuto senza volerne violare la privacy, non lo avrebbe mai fatto…

Con stupore vide che vi erano tante lettere e tutte con scritture diverse ma con un indirizzo di recapito quasi uguale per tutte le missive che aveva fra le mani…

Erano tutte lettere destinate a Babbo Natale, Polo Nord!

L’uomo a quel punto, rimise tutto il contenuto della buca al suo interno e si interrogò sul da farsi… Era comunque troppo tardi anche per lui per lasciarsi arrovellare il cervello sul comportamento consono da applicare… così andò a riposare.

Il giorno seguente, armato della buca misteriosa, si diresse al locale ufficio postale per chiedere delucidazioni e informazioni, consiglio su cosa fare…

La responsabile, consultandosi con altre persone, disse che nulla poteva fare, perchè non era mai capitata una cosa simile e non era in grado di dire o fare nulla di utile anche perchè molte delle buste erano prive di un reale indirizzo utile e, cosa più importante, prive dell’affrancatura necessaria per essere elaborata… inoltre, davanti alle posate rimostranze dell’uomo, con aria poco carina, comunicò che anche se fossero state da loro prese, quelle lettere sarebbero andate tutte al macero come disperse o impossibili da recapitare…

A quel punto l’uomo ringraziò l’impiegata e se ne tornò sui suoi passi a casa con sotto braccio la misteriosa buca…

Passarono ore prima che nella sua testa frullasse il pensiero che quelle lettere non potevano non avere un seguito e così si fece corrodere da un dubbio, da un pensiero che lo torturò per alcune ore…

Il conflitto era fra il leggere le lettere e cercare in qualche modo di spendersi in una risposta, per quanto possibile, oppure lasciare tutto cadere nel silenzio e nell’indifferenza…

Inutile dire che per il povero e attempato uomo vide vincere fra le due anime in discussione, quella del supporto e della lettura delle lettere…

Così, accanto al caldo del suo camino, alimentato a legna, si mise, corroborato da una buona tazza di thè caldo, a leggere aprendo con estrema delicatezza e rispetto quelle variopinte buste che aveva trovato…

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