La lenta strada del declino

DeclinoSarà il periodo, sarò metereopatico, sarà l’età…in questi giorni ho a che fare con la lenta ma inesorabile presa di coscienza dell’esistenza della strada del declino (e mi va stretta…molto stretta)….
Sono sempre stato un ribelle, credo di esserlo tutt’ora ma davanti a certe cose c’è poco da fare…
I segnali sono evidenti e rapidi e questi minano tremendamente l’umore e quell’essere convito che l’eterno “fanciullino” resista inattaccabile al passaggio scaltro e inesorabile del tempo che piano piano, mostra il suo conto e tutto segna…
E’ duro ancor più doverlo ammettere…come sensazione anche fisica… E’ come se avessi ricevuto un forte pugno allo stomaco…
Te ne accorgi, quando ti rendi conto di avere tante cose da dire… che molte di queste non interessano a nessuno, che vivi aggrappato a dei bei ricordi… Quando perdi dei banali particolari, ma li perdi… Quando apri la porta anche solo per vedere chi è e poi ti accorgi che a bussare è la rassegnazione e non hai nè il coraggio nè la forza di cacciarla via…
E’ quel senso di disagio che provi, quando ti senti fuori luogo in un posto pubblico, quando bene staresti in cima a una montagna a goderti il panorama contemplandolo… Ti lasci tenere sottobraccio da questa sensazione quando accompagni al ponte persone che hai conosciuto e sai che prima o poi lo stesso ponte dovrai attraversarlo anche tu e poco importa non sapere quando…è il prendere coscienza del fatto che lo si farà prima o poi e si ha il timore di non essere pronti…se fino a prima si era spregiudicati e ci si rifiutava anche solo a pensarlo…ecco che quando si inverte la rotta dei pensieri questa riporta alla realtà cruda… un pò come se, guardando alla tv un bel film fantastico/romantico il tutto venisse interrotto da un’edizione speciale del telegiornale per brutte notizie che attanagliano il cuore…
E’ come cercare di mantenere il peso della bilancia in equilibrio per poi vedere che , gli eventi, la vita, le quotidianità, mettono un sassolino per volta in un solo piatto… sbilanciando quell’equilibrio apparente ed ecco che il peso sporge da una parte…
E’ quando ti senti forzatamente dare del lei, anche quando chiedi gentilmente di non dartelo perchè non ti senti poi così a tuo agio a sentirtelo dire…
Ecco…ci sarebbero altri mille e mille modi per spiegare questa sensazione… mi ribello e evito di pensarci… ma è vero che fingere di non pensarci non sia meglio…
Forse stò così dopo che mi sono accorto di alcune cose passate da altri, forse sto così perchè mi pongo davanti a certi paragoni, forse mi sento così perchè faccio fatica ad accettarmi per come sono ora, per quello che sono diventato…
…forse ho solo bisogno di una giornata di Sole e di evitare a soffermarmi troppo a pensare…
Risveglio il fanciullino che è in me, quasi a volerlo scuotere e a invitarlo a reagire, a non lasciarsi prendere dallo sconforto… a vivere sino all’ultimo respiro, sino all’ultimo secondo… evito di guardare l’ombra che viene proiettata per terra, altrimenti mi accorgo che la realtà è ben diversa e che il fanciullino, tanto fanciullo più non è… ma è bene non dirglielo per lasciarlo vivere ancora nell’illusione e nella convinzione che lo sia ancora…

Buona giornata e buona vita bella gente… buona vita a voi…

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