La memoria che non ricorda.

“Sapesse…la memoria mi fa brutti scherzi..” Quante volte ce lo siamo sentito dire? Spesso a citare questa frase sono le persone anziane. Talvolta fanno fatica ad ammetterlo perché, in fondo, vuol dire che sentono in maniera  peggiore il peso del tempo che passa e corrode lentamente i loro ricordi, sbiadendoli a tal punto da far perdere loro anche la forma, non solo il colore…

Lo stesso fenomeno tende a colpire quella classe politica che sotto campagna elettorale riempie il cittadino di parole, infarcendo i suoi discorsi con cose ovvie, naturali, scontate, riuscendo talvolta a far passare diritti come gentili concessioni e/o particolari premure…fermo restando che poi, al momento opportuno, si viene colto da quella forma di amnesia che tanto urta chi, affidando la propria fiducia al prossimo, percepisce quella strana sensazione di bruciore verso le parti basse, quelle stesse che vedono i soliti, con quelle stesse parti, ben ancorati/e alla loro sedia o paritetica….

Si dice anche “la memoria insegna…” Dispiace riconoscere che si tratta di una frase fatta e che non riguarda la moltitudine delle persone.

Basta osservare le reazioni agli eventi di questi ultimi giorni inerenti l’immigrazione, le migliaia di morti, le stragi che avvengono nel cuore dell’Africa nel totale silenzio del sistema informativo europeo….

La cosa peggiore avverrà in questi giorni. Molti di coloro che hanno vissuto le brutture che hanno fatto scrivere quelle pagine dei libri di storia che tanto annoiano, stanno piano piano scemando e scomparendo. Si spengono consumati dall’età e dai ricordi segnati come un tatuaggio sulla pelle. Un numero che per del tempo ha sostituito il loro nome che con particolare fierezza hanno difeso dai morsi della fame, dalla tentata uccisione della dignità di persona e di essere umano…. Con la stessa dignità e silenzio se ne vanno via, alcuni avendo avuto il coraggio e la forza di testimoniare alle nuove generazioni quanto vissuto, altri con i loro segreti, i loro “mostri” e le loro sofferenze di cui noi che siamo sempre dietro a lamentarci non abbiamo la più pallida idea… Ed ecco dunque perché dico con fermezza che la memoria non ha memoria…ma ancor più non ha rispetto della stessa…

Se solo si ritrovasse quella stessa nobiltà d’animo, quel coraggio di ammettere gli errori e la seria volontà di fare in modo che la memoria non sia solo quella che ritroviamo sui libri i o della rete ma tornasse ad essere la memoria degli uomini (e delle donne…) forse….

Diamo ancora troppa importanza a cose futili e di poco reale valore per rendercene conto di quanto stiamo perdendo e di quanto c’è in gioco….

La responsabilità è solo nostra, ma siamo ancora troppo ciechi per rendercene conto….

Intanto preparate il vestito bello, il discorso da recitare per l’occasione, ma per una volta, il prossimo 25 aprile, immaginatevi di vedere di fronte a voi, sotto qualunque palco voi siate, proprio quei volti che hanno subito quanto voi vi apprestate a ricordare…. Provate a immaginare di andare a dire a loro quanto direte alle persone che accorreranno ai vostri discorsi per ascoltarvi.

Ricordatevi di parlare con il cuore, perché con le frasi fatte, con la storia (con loro li aveste davanti a voi) non potete scherzare e nemmeno permettervi di non avere la giusta memoria… Nel caso ricordatevi di una frase che tanto diceva il mio povero nonno (che molto mi servirebbe ancora osservare)….

Silenzio: un bel tacer non fu mai scritto.

Non aggiungo altro….ho già detto troppo.

Buona vita gente! Buona vita…

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