Devo ancora imparare quale sia la parola giusta al momento giusto.

Troppe volte ho parlato, senza volere ben inteso, a vanvera, arrivando a creare problemi mentre invece si voleva ottenere ben altro.

Esistono persone che hanno un dono innato.

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Riescono a mantenere vivi i contatti con gli altri e riescono a farsi amare, proprio perchè mantengono vivi i contatti con gli altri.

Fra le tante cose che dovrei imparare, per il tempo che mi rimane, c’è anche questa!

Dovrei proprio imparare ad avere più interazioni più real social che virtuali!

In un mondo dove spopolano i social, ecco che ritorna prepotentemente la figura della “persona fisica” ovvero colui o colei che mantengono, con messaggi, con richieste, con chiamate o con un semplice “ciao come stai?” la ragnatela di contatti e conoscenze attive.

Già in passato vi ho parlato della voluta scelta di “epurare” la foltissima lista di “added”; non posso definirli amici e /o conoscenze in quanto, a quanto pare, nemmeno a loro interessa rimanere in contatto con me!

Ad oggi posso dire di aver fatto una scelta giusta in quanto le nuove richieste di amicizia o di reciproco seguito sono rimaste ferme come erano allora.

E’ un pò come avviene in natura e in primavera. Per permettere la sopravvivenza di una pianta foltissima, occorre scegliere quali rami mantenere attivi e quali provare a tagliare per vedere se comunque la pianta sarà in grado, intanto di sopravvivere e poi di avere sufficiente energia er rigenerare quei rami recisi o meno.

Ecco dunque che i miei silenzi si sentono al punto che c’è stato qualcuno che mi ha chiesto “Marco tutto ok? perchè ho visto che hai smesso di scrivere!” o cose similari…

Tranquilli/e! Ci sono. A volte preferisco zittirmi e attendere, a volte forse anche troppo in realtà… ma ci sono!

E non è una questione di spunti mancanti o di tempo, perché vi direi una stupidaggine tanto a voi quanto a me perchè mentirei spudoratamente.

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Inutile dire “Ah! Vedrò di essere più presente”…. anche qui sarei poco attendibile….

Preferisco esserci quando , come oggi, preferisco utilizzare questo mezzo per essere con voi, anche solo per dirvi grazie.

Nel frattempo ho scoperto che l’importanza delle parole, del dirle al momento o nell’occasione giusta, ci rendono più “simpatici” agli occhi delle altre persone che , per assurdo, fanno maggior caso alla nostra assenza se anche solo per poco ci ricordiamo di loro.

E’ un pò come navigare a vista nella nebbia e di tanto in tanto chiamarsi mentre si va a carponi (alla Fantozzi e Filini) per vedere se si è ancora presenti o si è caduti o persi in qualche parte….

Ecco, navigo a vista fra le mille cose… Ogni tanto vi lancio un “urlo” o segnale… Voi lo cogliete? Rispondete?

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