Ma tu chi sei?

Era la frase che più diceva da quando era entrata a far parte di quell’istituto.

“Ma tu chi sei?”. Così esordiva con ogni persona le si presentasse davanti.

A volte si aveva l’impressione che sapesse perfettamente chi avesse davanti a sè, a volte, invece, lo sconforto dava man forte alla realtà dei fatti e agli effetti della malattia che inesorabilmente, bastardamente, proseguiva nella sua opera…

Anni e anni a costruire quella persona, a forgiarne l’aspetto, il carattere, le peculiarità, la personalità… Una fortezza che aveva resistito ai tempi, agli attacchi e alle intemperie dovute al susseguirsi delle stagioni…

Una fragilità arrivata lentamente, come l’erosione dei ricordi, di ciò che si cerca di mantenere caro negli angoli più nascosti e segreti della nostra mente e che si devono arrendere con il passaggio dell’età, specie se in battaglia anche con altri elementi di forte disturbo…

Una domanda disarmante quanto semplice e nella sua semplicità sconvolgente ed esplosiva in emozioni, in ricordi, in sentimenti discordanti e in conflitto fra loro…

“Ma tu chi sei?”

Il crollo delle barriere protettive, di quella scorza costruita per cercare di affrontare ogni giorni, ogni evento, ogni stranezza, ogni novità positiva o negativa che essa sia…

Il silenzio, il vuoto siderale, come un buco nero che attira in sè tutto e trascina a una velocità tale da riuscire a far sentire male…

Non è la perdita della memoria, non è quella della coscienza, del ricordo ma la consapevolezza di aver perso la persona… di saperla alla deriva più totale come una zattera in mezzo al mare in tempesta… Vedere la difficoltà altrui e non riuscire a capire come agire, cosa e come fare! 

Cercare un salvagente, una scialuppa, una corda, una qualunque cosa con cui potersi appigliare e cercare di rimanere a galla, emergere dal mare che impetuoso circonda, brontola e trascina via con se con irruenza, forza e senza rispetto alcuno delle emozioni altrui…

“Ma tu chi sei?”

Sono una persona che ti vuole bene, che ti è stata e resta vicino/a perchè ti vuole bene ed è questo quello che conta…. non credi?

“Allora si! Sai? Ti voglio bene anche io! Anzi scusami per tutto…..”

Ecco. Crollano tutti i muri, le barriere… si è nudi davanti a una triste realtà… e la domanda, silenziosamente, rimbomba nella testa senza che nessuno la pronunci…

“Ma io… chi sono io?”

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