Pecora? No grazie!

Passerò per insensibile, per antipatico, controcorrente (quello sempre) o per colui a cui non frega nulla quanto accaduto…
Non sbagliate a trarre deduzioni che non corrispondono al vero…
Semplicemente non intendo essere un pecorone o una persona di poca originalità o personalità.

Quando avvengono tragedie, come quella di Genova e la caduta di metri e metri di viadotto, tutti quanti noi, nessuno escluso, ci trasformiamo in esperti, indagatori, indignati, politici, giustizieri, ribelli e chi più ne ha ne metta…

Siamo semplicemente delle persone miserabili (e nessuno/a si senta offesa/o)…

La nostra miseria sta nel voler a tutti i costi trovare una spiegazione, una giustificazione, un appiglio per arrabbiarsi, ancora una volta e un’altra ancora nella totale mancanza di rispetto nei confronti di quelle persone che non hanno sufficienti lacrime da versare per chi è rimasto coinvolto da questa tragedia…

E’ totalmente inutile monopolizzare o vestire tutti la stessa immagine in uno o più social in segno di solidarietà… Ma solidarietà di che? Dei morti? Di quanto accaduto? 
Perchè una foto è in grado di riportare in vita quelle persone? E’ in grado di smuovere responsabili o risolvere quanto di risolvibile non c’è?

Piuttosto, care le persone sensibili e con volontà di voler cambiare le cose, di essere realmente indignate e arrabbiate verso il sistema, verso coloro che sono autori di quanto accaduto, quando era necessario avete votato? (e non si tratta di una domanda con sfondo politico ma semplicemente un richiamo a un diritto civico oltre che un dovere globale…)

Perchè, per esempio, anzichè condividere una foto sui social non ci si mobilita per una raccolta firme (sicuramente più efficace e più tangibile di una foto condivisa sui social?)

Perchè non ci si mobilita tutti insieme e non si va in piazza, come una volta, perchè è la quantità delle persone, la loro unione che può risvegliare gli animi piuttosto che rimanere in panciolle nel proprio lettino di spiaggia o davanti una birra al bar a fare comizi e pontificare accuse e complotti ad ogni livello?

Non credete! Sono addolorato e mi dispiace anche a me quanto accaduto. Mi dispiace per le famiglie, per le storie troncate di bambini, donne e uomini che non ci sono più… mi dispiace per gli sfollalti, per coloro che hanno un mutuo pendente su quelle case ritenute insicure (oggi vero?) e che hanno visto sudori di una vita riversarsi in qualche cosa che è destinato a diventare fumo, sabbia…

C’è rabbia, c’è dolore ma ancor più amarezza e senso di impotenza di abbandono di impotenza davanti a queste cose… e chi di noi non si è chiesto quante volte ci è capitato di percorrere quel tratto di strada oppure se fosse capitato a noi… 

Mi dispiace amici e amiche che mi invitate a condividere una vignetta che per quanto bella non fà altro che alimentare questo stato d’animo, di dolore e di amarezza… Pecora? No grazie! Preferisco rimanere coerente con la mia persona, con il mio modo bislacco di ragionare…

Preferisco incazzarmi, lottare con i mezzi che mi sono messi a disposizione, per quanto possibile… Preferisco essere uno piuttosto che centomila o più comandati da una emozione che sebbene possa essere condivisibile, è priva di personalità e serve semplicemente a fare un’onda che è destinata a passare e poi sbiadire…

Preferisco incazzarmi e ricordare, tenere a memoria quei visi, quelle storie, quelle immagini, quei vigili del fuoco, quei volontari e con loro tutte quelle persone che a ogni livello e tipo hanno aiutato a scavare e cercare persone e ciò che rimaneva delle vittime e di chi in quel disastro è sopravvissuto o ci ha lasciato la pelle…

Scusatemi se non mi uniformo a tutte/tutti voi… preferisco rimanere vigile e attento e ricordarmi, anche quando il ricordo sarà sbiadito e non sarà più di moda o in voga arrabbiarsi per questa cosa… perchè vedete… in questi giorni non ci sono più femminicidi, non ci sono più problemi di altra natura e tipo, sino a quando l’attenzione generale non verrà nuovamente pilotata su altre cose e altri problemi…

Cerco di ragionare con la mia testa. Sbagliando certo, ma cerco di farmi una idea e poi, per come e quanto possibile, agire… e a volte questa azione non si sviluppa nell’immediato, ma ci vuole tempo… tempo come per il pescatore che sa di dover aspettare per poter catturare una buona preda….

Ecco… il tempo… Quello seleziona naturalmente le persone che realmente hanno indignazione e rabbia oltre che un dolore incredibile per quanto accaduto… Il tempo è giudice e implacabile testimone degli eventi e del dolore delle persone… tutto il resto passa…

Quindi scusatemi… io pecora? No grazie. (con il massimo rispetto per il vero e sincero dolore altrui…)

2 thoughts on “Pecora? No grazie!

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