Quando il mio turno?

  

Era più forte di lui. Erminio, prima di andare a sedersi nella “sua” panchina del centro doveva passare di là per leggere le epigrafi e volta per volta, con le sue mani conserte dietro la schiena, in silenzio amareggiarsi per la dipartita di un giovine, oppure per commentare con le persone presenti della sua età o poco più, quanto fossero buone e brave le persone di cui leggeva il nome o confrontarsi quale fosse la causa della dipartita; se un brutto male o un colpo al cuore.

Tutte le volte finiva con il commentare “io spero che quando tocca a me sia per uno sciupun al cuore. Così non rischio di rompere le balle a nessuno!”

Poi con le mani nelle saccocce se ne andava prima a prendersi un gelato, da gustarsi sulla sua panchina al Sole, e infine al ritorno a casa dal panettiere per prendere un bocconcino perché il pane oggi costa troppo e buttarlo e peccato.

Per molto tempo la sua panchina vide la compagnia di un marmocchio di nome Antonio. Dapprima era di troppo, lo guardava in cagnesco e gli dava anche un gran fastidio…. Poi, con il passare dei giorni, si ammorbidì e accetto la sua presenza. Inizio a raccontargli dei suoi episodi di vita, quella vita ancora in bianco e nero, senza la televisione e fra le macerie dell’immediato dopo guerra…

Arrivo il giorno in cui ogni mattina facevano il percorso insieme! Commentavano le epigrafi, la panchina con il doppio gelato, il panino e le pagnottelle per la famiglia di Antonio…. È così per alcuni anni….

Un giorno Antonio arrivo leggermente in ritardo all’appuntamento alle epigrafi e restò li ad aspettare Erminio a lungo ma senza vederlo…. Allora corse alla panchina… Ma anche lì niente da fare….infine chiese alla panettiera che aveva tenuto da parte come sempre il solito panino…

Niente! Di Erminio nessuna notizia.

Antonio era seriamente preoccupato per questa strana assenza…non era naturale…non era mai mancato…

Il giorno dopo Antonio riprese a fare il suo giro… La palina delle epigrafi e poi…aspetta un attimo? Legge in basso basso un foglio sgualcito dal temporale della notte:”È tristemente mancato al l’affetto dei suoi cari Erminio xxxx…..” 

Le lacrime si Antonio si mischiano alla pioggia battente e nel mentre si abbassa e strappa con delicatezza un pezzettino di quel foglio… Nel farlo si chiede quando anche lui comparirà li sopra…. 

Oggi Antonio ha 50anni ma nel suo portafoglio conserva ancora il ricordo del suo amico Antonio….

Buona vita gente……

Lasciami la tua opinione :)