3 Replies to “Quando non servono le parole…”

  1. Ho avuto la fortuna di avere una pro-zia, classe 1912, mancata nel 1997, che da bambina ebbe una meningite che lese le sue capacità uditive. Così non potette imparare ad emettere suoni e diventò muta. La sua gestualità e i suoni gutturali che emetteva, erano di una straordinaria espressività. Era incredibile come riuscisse a partecipare alla vita familiare pur non percependo alcuno dei suoni che quella famiglia emetteva… Ci amava profondamente e senza limiti. E probabilmente capiva ogni sfaccettatura del nostro carattere più di quanto noi stessi potessimo riuscire a fare.Gli audiolesi come i ciechi, hanno ovviamente molte più capacità di noi “normali” (che brutta parola, me ne scuso), di sentire con il cuore. Grazie per questo bellissimo post. Ciao, Piero

    • Grazie a te per il commento. Ho semplicemente riportato uno spaccato di vita di cui sono stato testimone, come mi piace fare con questo strumento. Grazie per la delicatezza con cui hai colto quanto ho voluto descrivere e lieto del tuo commento! Spero a presto 🙂 Buona vita!

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