Ricordami di respirare

eutanasiaE’ strano percepire il suono lontano, ovattato di voci e di persone che credo di conoscere… Non ricordo bene però! E’ passato tanto, troppo tempo… Sono qui in questo letto da molti mesi e sinceramente sono stanco di stare qui… Non so se siano passati anni, giorni, mesi, settimane… Il tempo non è più ormai una misura di tempo valido per me che da qui non mi rendo conto di quanto stia accadendo al di fuori di questo involucro… Sembra di vivere un ammutinamento! La mente è l’unica ancora a tenersi compagnia mentre tutto il resto non risponde a stimoli, non risponde a sollecitazioni di alcun tipo o genere… E’ come se tutto si fosse congelato in quella dannata sera! Ero insieme a amici. Ci divertivamo perchè la scuola era finita da poco… Ci eravamo fatti fighi perchè si doveva caricare quella sera… Finiti anni di studi, finite fatiche e rinunce… Divertimento assicurato e così è stato sino a quando non ci siamo avvicinati alle machine per rientrare a casa.. Avevo persino agganciato quella bella ragazza che si chiama… Accidenti non ricordo…
Nemmeno i ricordi rispondono più alla chiamata… Si confondono con il rumore, ormai assillante, della macchina che monitora i battiti del mio cuore… Fanno eco con la stanza il più delle volte vuota… Riconosco le lacrime di mia madre che, ogni volta che viene a visitarmi, mi vede così e cede, come il suo cuore, a lacrime di disperazione… Spesso le strozza per poi sfogarsi appena varcata la porta che delimita la mia stanza.
Talvolta anche le infermiere hanno dei gesti di gentilezza, delle carezze lievi come soffi di vento, come quando mi lasciano la finestra aperta per fare girare l’aria…
A volte ho a che fare con persone dai modi bruschi…Spesso mi parlano convinte che io non sia in grado di sentire, che non sappia cosa mi dicono, di cosa mi parlano e solo perchè non rispondo loro… Passo anche per maleducato quando invece avrei parecchio da dire loro e da esternare, ma non riesco… non posso… non ce la faccio proprio!
Anche con gli amici e le amiche… vorrei dire loro tante cose…. A chi è triste vorrei dire di non esserlo perchè non ne vale la pena… a chi si lamenta vorrei dire di godersi la vita perchè sarà anche dura ma bella e ne vale la pena e lo dico io che da qui non posso muovermi e lo testimoniano le pieghe nella pelle che è bianchissima oramai…
L’aver perso la cognizione del tempo amplifica il mio star male… mi sento venir meno sempre più le forze e sono convinto che se non ci fossero le macchine a trattenermi potrei compiere il mio viaggio come vorrei ma non posso dirlo…, non ne ho la possibilità, non posso urlare che non voglio più rimanere schiavo di questo scheletro che mi imprigiona in queste vesti che non mi coprono ma semplicemente mi trattengono dal mio volere e dal mio destino…
Sono stanco di percepire tanto dolore e tanta sofferenza e non per me, perchè in fondo non ne percepisco più…nemmeno i percettori del dolore mi danno più ascolto…
Mi chiedo perchè! Perchè io sia ancora qui! Devo ricordarmi di respirare… o meglio sono le macchine che mi forzano a farlo perchè io me ne dimenticherei di certo…
Fuori come detto mi pare di sentire delle voci lontane…sempre più lontane… e poi mi sento così stanco… tanto, troppo stanco… forse è meglio che non cerchi di resistere ai richiami di Morfeo… anche se non so se sia realmente lui a chiamarmi o chi…
Che buffo! Non posso nemmeno dire ” chiudo gli occhi e schiaccio un pisolino…” i miei occhi sono chiusi da così tanto tempo… sembrano gli edifici abbandonati dopo un massiccio bombardamento in una zona di guerra… Si potrei dire proprio che il mio corpo è un campo di guerra in cui si siano combattute una serie di battaglie e che l’unico perdente sia io… Eppure sono convinto che se solo potessi mi piacerebbe provare a sorridere anche solo per dire a chi mi vuole bene che so che non mi hanno mai lasciato solo e che nemmeno io li lascerei mai….se solo potessi…
Mi sento tremendamente debole… anche pensare stanca… faccio fatica ad ascoltarmi…
Scusatemi… mi assento…

Questo è quanto all’interno di un corpo di un ragazzo, vittima di un banale incidente stradale, avveniva prima che quel fastidioso, lacerante stridulo discontinuo bip bip bip smettesse di martellare nella testa sua e delle persone che ora non hanno altro che lacrime da versare nell’attesa che il tempo possa restituire loro una falsa serenità e una apparente giustificazione in grado di poter far accettare il dolore di una tormentata e gravosa perdita….

Bella gente… buona vita… buona e preziosa vita per tutti! (teniamocela stretta perchè è preziosa per quanto, talvolta possa sembrare particolarmente “bastarda” e ingrata….)… I veri ingrati rischiamo di essere noi….

Non è vera ma potrebbe esserlo… Voi impegnatevi perchè resti una storia di fantasia…

 

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