Il ritorno dello skate…

Ritornano… Ritornano di attualità anche se in realtà, loro, da lì non se ne sono mai andati… Nemmeno le nevicate, nemmeno l’inverno ha intaccato il loro bisogno di fare peripezie, evoluzioni e divertirsi…

Si chiamano, le chiamano, crew. Fra loro si chiamano “brò” abbreviazione di brother, fratello… Sono i ragazzi, e non stupisca anche ragazze, del nuovo millennio…

E’ innegabile che le loro peripezie hanno un costo… e non mi riferisco solo al costo delle tavole, del mantenerle in ordine e dei vari accessori… in realtà penso ai segni, talvolta incacellabili del passaggio delle loro ruote e non solo…

Credo ci debba essere intelligenza da parte di tutti/e… Non solo i ragazzi (e le ragazze) devono rispettare la proprietà pubblica (che proprio perchè pubblica è anche loro fra le altre cose, non dimentichiamocelo…), ma anche gli adulti, o presunti tali, dovrebbero rispettare e capire le esigenze e le difficoltà, le necessità di questi gruppi di ragazzi che, come loro ai loro tempi, hanno bisogno di esprimersi con le loro evoluzioni…

Nei tre anni che sono passati, da quando segnalai i rischi potenziali e le criticità che continuano per altro a verificarsi, quasi giornalmente, nulla o poco è cambiato… Tante sono state le parole, a cui spesso hanno fatto seguito inutili e irrealizzate promesse… Molte le minacce e i tentativi di repressioni che in realtà non hanno sortito l’effetto desiderato…

Le evoluzioni continuano, sfacciate? Irrispettose? Sbagliate? Non lo so…

E nel frattempo mi chiedo cosa pensino quei Consiglieri/e regionali che, prendendosi una boccata d’aria durante le lunghe ed estenuanti sedute di duro lavoro, osservano il passaggio di quei fanciulli che si prodigano in evoluzioni di ogni tipo… Forse pensano e si ricordano a quando erano loro più giovani… quando ammiravano, a loro volta, altri giovani fare cose simili o uguali… Credo pensino più a queste cose che a quanto sia il costo reale e tangibile dovuto agli effetti di quei esercizi su suolo pubblico e vincolato da divieti che non vengono fatti rispettare per oggettiva difficoltà…

Spiegatemi poi, se avete tempo e voglia, il senso , sempre più italico, di imporre dei divieti che non vengono osservati e non per mancanza di volontà da parte degli enti preposti… bensì perchè oggettivamente difficile pensare di poter far presidiare costantemente un’area così vasta continuamente e prontamente da parte di forze dell’ordine che già sono impegnate in altre attività…

Perchè invece di attaccare brutalmente giovani che, è innegabile con il loro comportamento arrecano dei danni, che non sono attaccati esclusivamente ai new media (i social), che socializzano, in tempi in cui anche in una semplice cena fra coetanei in attesa dei piatti si concentrano tutti sui loro telefonini anzichè dialogare fra di loro…., non si cerca di realizzare le aree promesse loro, non li si invoglia e incentiva a praticare i loro esercizi in zone adeguatamente attrezzate, in sicurezza e nel pieno rispetto loro e degli altri?

Ne gioverebbero le persone anziane, le strutture, il loro divertimento e non solo….

Attenzione però! Non si tratta di “confinarli” in spazi scomodi, di difficile raggiungimento e attrezzate in modo marginale o giusto per far star zitta l’opinione pubblica che, ancora una volta, torna a distanza di tempo sul tema in un periodo in cui si spera che le promesse fatte nel passato possano diventare realtà e concretizzarsi in qualche cosa di reale…

Perchè non si investe in questi ragazzi e nel preservare la città magari coinvolgendo attività e sponsor che vogliano emergere o farsi notare? Perchè non sentire anche i ragazzi le loro esigenze, le loro idee e coinvolgerli in un tavolo che permetta di coinvolgerli anche nel cercare proprio da loro i fondi necessari per poter creare un’area che sia da loro pensata, studiata e perchè no responsabilizzarli anche nel chiamarli ad essere controllori e garanti della loro zona e dei beni affidati e scelti con e per loro?

Mi rendo conto che sia più facile parlare che farle certe cose… che ci voglia, e non basti, la sola buona volontà ma che in un periodo di penuria di soldi e di buon senso sia davvero poco facile raggiungere questi obiettivi, ma perchè non provarci, non tentare o quantomeno provare a parlare insieme anzichè parlarsi a distanza e addosso gli uni con gli altri???

Vedremo se nei prossimi mesi, anni si risolverà anche in questo caso, qualcosa… nel frattempo occhi a voi che fate le evoluzioni, occhio a chi passa di là…

Preciso la mia è una semplice riflessione da ignorante cittadino e ragazzo di un tempo che molte cose non sà e a cui piacerebbe che invece si sapessero per buona pace e piacere di tutti….

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One comment on “Il ritorno dello skate…

  • Corrado Olivotto , Direct link to comment

    Ciao Marco. Tu scrivi:
    “E nel frattempo mi chiedo cosa pensino quei Consiglieri/e regionali che, prendendosi una boccata d’aria durante le lunghe ed estenuanti sedute di duro lavoro, osservano il passaggio di quei fanciulli che si prodigano in evoluzioni di ogni tipo… Forse pensano e si ricordano a quando erano loro più giovani… quando ammiravano, a loro volta, altri giovani fare cose simili o uguali… Credo pensino più a queste cose che a quanto sia il costo reale e tangibile dovuto agli effetti di quei esercizi su suolo pubblico e vincolato da divieti che non vengono fatti rispettare per oggettiva difficoltà…”,
    io non credo. Io penso, invece, che quei signori lì non ricordino il tempo in cui erano giovani e spensieratamente rumorosi. Io credo che gli umani, tra le loro tante caratteristiche negative, abbiano anche la straordinaria capacità di spogliarsi delle vesti indossate fino a un attimo prima per vestire quelle nuove che risultano loro più utili nel nuovo corso delle cose.
    I ragazzi con lo skate danno fastidio (anche io ne sono disturbato quando aspetto il bus davanti alla Regione), ma da fastidio anche Pino che grida in piazza, o gli avventori della brasserie che ridono e scherzano fino a tarda notte, o anche la sfilata delle moto in via Torino, eccetera. Ma quando le stesse persone infastidite sono poi loro a essere avventori o a cavalcare la moto o a cantare in piazza allora esigono il rispetto della loro libertà.
    Insomma, il discorso è sempre lo stesso, siamo egoisti ed egocentrici, e va bene solo quello che va bene a noi. Saluti.

     

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