Scusate ma l’italiano?

vivalitaliaScusate ma credo si debbano fare delle riflessioni che vanno oltre la politica, oltre agli interessi degli uni e degli altri…. Stiamo perdendo, come volere generale, gli obiettivi e ci stiamo facendo, per l’ennesima volta, distogliere dai nostri problemi interni per preoccuparci di quelli degli altri!
Non sono impazzito, o almeno credo…
Tutti i telegiornali, il web, le testate cartacee e online trattano la questione degli sbarchi e degli immigrati…. C’è chi colpevolizza (a seguito degli ultimi eventi di cronaca), c’è chi fa campagna mitigatrice (ricordando gesti eroici)… insomma una gran confusione (come sempre…)!
Passerò per insensibile, cattivo, senza cuore… Credetemi non è così… semplicemente (per quanto possa far male e ne sono cosciente…) occorre essere razionali (per quanto possibile..)…
Quante sono le immagini dei corpi di bambini innocenti che cercano di sfuggire da un destino che egualmente avrebbe rischiato di portare loro alla morte? Hanno provato il tutto per tutto senza riuscirci… Scappare da un Paese che molto probabilmente li avrebbe condannati per poi rimanere dannatamente fottuti dal destino che, ingrato, ha comunque segnato la loro vita strappandola via anche dal sogno di una possibilità, una via di fuga… e a che prezzo poi (e non parlo del prezzo dovuto pagare per imbarcarsi in queste avventure…) Di certo non si può rimanere insensibili di fronte a queste immagini…
Immagino quindi che mi darete del cinico se richiamo però alla memoria le nostre disgrazie interne e i nostri di “disgraziati”…
Penso a coloro che nonostante siano passati anni sono ancora in baracche, vittime prima di terremoti e poi di interessi superiori… Penso alle persone di Aquila di cui più non si parla ma che ancora vivono ai margini di una città fantasma… Penso a tutti/e gli alluvionati delle recenti piogge che tutto hanno perso e che devono però pagare le tasse senza ma e perchè…. Penso a quelle persone senza lavoro o vittime di caporalati (tanto in voga in questi tempi specie nei telegiornali che li scoprono come linfa vitale per arricchire il panorama di miserie da raccontarci ogni giorno….) Penso a tutti quegli imprenditori che si sono tolti la vita perchè soffocati da un regime fiscale che li ha messi alle strette e che vedendoli impossibilitati ad andare avanti hanno deciso di togliersi la vita… Penso a tutte le nostre miserie (e scusatemi se forse posso apparire egoista…) e sono tante…. Ribadisco non è un ragionamento politico e non voglio nemmeno abbracciare una certa filosofia o linea di pensiero…. La mia è una autonoma riflessione….
Come possiamo anche solo lontanamente pensare di essere in grado di dare una mano a coloro che sbarcano nel nostro Paese quando non siamo nemmeno in grado di aiutarci da noi… con i nostri poveri, con le nostre disgrazie che abbiamo in casa? Uniamo disgraziati a disgraziati… dolore al dolore e così autorizziamo tacitamente provvedimenti che silenziosamente diventano anche per noi restringenti ma necessari…
E’ amarezza, è senso di impotenza quella che riporto in queste parole… non può essere razzismo, nè nazionalismo o egoismo territoriale… Abbiamo un debito pubblico che è stellare, chi ha la fortuna di lavorare lo fa per cifre che oscillano fra il 40% e il 60% della sua vita per pagare scelte che magari nemmeno lontanamente condivide ma deve accettare… Abbiamo ancora noi di darci una mano e (apprezzabile ma irresponsabile, specie perchè ingestibile in maniera corretta…) vogliamo dare una mano agli altri e essere di esempio per le altre nazioni?
Allora facciamo anche mente locale…. Ok! Per richiedere un permesso dagli 80 ai 200 € e la Corte €uropea ci bacchetta (condannandoci per la seconda volta in due giorni) facendoci altresì pagare una cifra niente male e dicendoci che non è corretto quanto da noi stabilito perchè ritenuto inappropriato e fuori misura….
Anche in questo caso, permettetemi, una riflessione a caldo ci vuole… Adesso che il “problema” (per alcuni problema per altri risorsa economica) immigrati si estende agli altri Paesi €uropei ecco che ci si accorge del problema? Forse un pò tardivamente?
Intanto i centri di accoglienza sono pieni zeppi come uova sode, la gente inizia a diventare insofferente, gli spazi si restringono e monta nella visione comune un mix pericoloso di sentimenti che passano dalla pietà (doverosa e sentita) alla disperata protesta che spesso rasenta il razzismo (portato dalla disperazione degli eventi….)….
E in tutto questo viene naturale chiederci e chiedersi:”ma il ruolo di chi ci amministra qual’è?” e non mi riferisco ai soli governi centrali (troppo populista e facile come cosa…) Mi rivolgo anche ai macro e micro governi locali… Sono tante le strutture che potrebbero ospitare ma che rimangono vuote perchè fino a che si fa i generosi con le risorse altrui tutto va bene ma guai a pensare di portarceli fra i nostri confini (siano essi nazionali, regionali e/o comunali)…
Sappiamo bene quali sono le strutture abbandonate che potrebbero essere utilizzate ma ci spaventa l’idea di avere queste persone fra di noi… Ci spaventa oggi come anni fa spaventava alla gente del nord avere a che fare con la manovalanza che arrivava dal sud… Oggi come ieri si vedono queste cose con naturale diffidenza e misurata pietà…
Poco importa che si rivivano immagini che richiamano a un passato recente , i cui testimoni stanno scemando per raggiunti limiti di età…
praga-nomi-258Così giornali e telegiornali offrono ai nostri occhi famelici di notizie, le immagini che richiamano a una storia recente, ancora marchiata a vivo sulla carne di chi ne porta le marcature, di catalogazione degli immigrati con pennarelli indelebili e di cifre e numeri scritti sulle braccia…
Come si fa a non pensare a quanto la storia ci ha raccontato dapprima dai libri poi dalle testimonianze di chi ha avuto il coraggio e la forza di parlare di quelli che non erano tatuaggi ma che sono rimasti con loro sino all’ultimo respiro in questa pazza pazza Terra?
Mi soffermo quindi a osservare lo sguardo di quel bambino che guarda il pennarello incidere sulla pelle di un suo probabile coetaneo un numero e una lettera… Ecco cosa probabilmente si ricorderanno della loro odissea questi bambini… bambini che diventeranno, se ne avranno la fortuna, la classe del futuro e che ci presenterà il conto per i nostri comportamenti talvolta scellerati…
Sono bambini loro , come quelli condannati a restare in un conteiner senza avere diritto a una casa, avendo perso anche quella che avevano, magari frutto di sacrifici e rinunce di una generazione…
Cosa stiamo facendo?
E’ questa la domanda che ci dobbiamo seriamente porre. Siamo realmente coscienti di cosa stiamo facendo? E’ realmente la cosa giusta? Per loro? Per noi?
Che futuro possiamo dare loro? A che futuro andiamo incontro noi?

A queste domande difficilmente sappiamo dare una risposta…. Certo il presente non è dei migliori, nè umanamente nè razionalmente…

Ma alla fine che ci importa? Finito vero il telegiornale? Chi sparecchia? Ah ma qualcuno sa cosa c’è stasera in tv?  C’è qualche partita da guardare in HD? Altrimenti aspetta aspetta… ho il livello da passare a Candy Crush e dare un pò di vite agli amici e amiche….e poi lasciami sbirciare cosa fa Tizio e che dice Caio che così mi diverto un pò….

Vero?

Che profonda tristezza e amarezza….

Contenti noi…buona vita bella gente… buona e spensierata vita… (per chi se ne fotte e per chi no…)

3 Replies to “Scusate ma l’italiano?”

  1. Ti lascio il mio pensiero…
    Non siamo in grado di aiutare chi arriva perchè non siamo in grado di aiuatre i nostri cittadini. Tolgo la parola in grado per i nostri cittadini e metto “non si vuole”.
    Tolgo la parola in grado per coloro che arrivano e metto “non conviene” sistemare più di tanto perchè cos’ si prendono bei soldoni tramite gli appalti che paghiamo noi poveri comuni mortali.
    E qui il razzismo e il menefrghismo non c’entra niente.
    Questo penso dell’Italia.

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