(senza titolo)

DiMarco

Ott 19, 2017
Walk into the light

Sdraiato, a terra… Occhi aperti, rivolti vero a un cielo che si mostra leggermente frastagliato da alcune nubi che disegnano una tela di un blu intenso bellissimo…

Percepisco il profumo del fieno che, tagliato e posto sotto al Sole, prosegue il suo processo di essiccazione emanando così quell’inconfondibile aroma che tanto mi piace…

I grilli allietano, in sottofondo, quanto mi circonda e, potrei sbagliarmi, uno deve essere molto vicino a me in quanto lo distinguo fra gli altri…

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Potrei sbagliarmi ma mi sembra di vedere, lassù, una scia di un aereo che sembra tracciare una linea quasi retta… netta… sembra voler delimitare l’orizzonte da lontano…segnarne i confini…

Me ne restò qui disteso apparentemente disinteressato da quanto in realtà sta avvenendo vicino a me…

Ho come una strana sensazione… come di aver qualcosa da fare ma non ricordo bene cosa… come un impegno, una scadenza ma davvero non ricordo a cosa sia legata…

Percepisco voci non tanto lontane ma sono pigro e non ho alcuna voglia di girare la testa per vedere quanto distanti siano le persone di cui sento la voce…

Alla fine non ho mai amato i posti troppo affollati, quelli ricchi di gente, di voci e di persone con le loro diverse storie…

Che poi non si tratta di essere solitario o orso… semplicemente a volte mi sento refrattario alla massa…

Peccato non avere con me la macchina fotografica per poter immortalare con uno scatto questo cielo così bello! Sembra una tela pitturata con cura e particolare stile…

Uff! Alla fine sta accadendo anche qui come al mare quando arrivano gli altri… Tu ti svegli presto per poter ammirare e apprezzare tutto ciò che ti circonda… dagli odori, ai colori, alla melodia delle onde e il loro movimento, ai versi dei gabbiani e volatili vari… l’abbiare lontano di un cane festoso e felice di poter scorrazzare libero sulla spiaggia senza che nessuno abbia nulla da dire o storcere il naso…. le barche che rientrano verso il molo dopo la nottata di pesca… una armonia che viene a mano a mano che il tempo passa, disturbata dal giungere delle altre persone…

Anche qui adesso sta accadendo questo… Forse è questo aspetto che mi disturba a volte! Vorrei definire il mio spazio e potermelo godere in pace e tranquillità mentre invece bisogna essere animali sociali per non isolarsi dal mondo… (e a volte a me questa cosa sta stretta come le scarpe piccole…)

Il vociare si fa più forte, al punto che arriva a coprire il volume della musica che mi giunge alle orecchie, grazie alle cuffie del telefono con cui sto ascoltando la musica che mi piace tanto….

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Mi sento stanco, quindi decido di chiudere gli occhi e di lasciarmi scaldare le palpebre da questo tiepido Sole….

Mi sento come sollevato, come più leggero e meno aderente al terreno…  e mi pare di sentire, come in lontananza, una voce che dice “non deve essere poi così vecchio…” incalzata da un’altra che ribatte con “giovane o no, non è certo conciato bene… poveraccio che brutta fine…

Improvvisamente mi vedo. Sono io. Lì, inerme e sdraiato a terra…

Faccio fatica a crederci, a capacitarmi di come e di cosa sia successo…

…e mentre vengo forzatamente allontanato da me stesso, dalla mia parte corporea che è lì…sdraiata a terra immobile… mi accorgo di essere come queste parole raccolte in questo post…

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Alla fine ho la certezza di essere come una storia senza titolo…. e questo mi amareggia, mi fà male… mentre da sempre più lontano vedo la mia sagoma ce si sgrana per effetto della lontananza…

Provo a lanciare un grido… mi sveglio. Sono seduto sul letto… sudato…

Devo restare più leggero a cena… meglio… assolutamente meglio…

 

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