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Sono stato in silenzio… a lungo…

Il silenzio ha diverse sfaccettature…

Come i colori assoluti, assume, agli occhi di chi riesce ad andare oltre alle apparenze, sfumature a dir poco affascinanti.

Sono poche le persone in grado di andare oltre alle apparenze, oltre a ciò che vedono o che vogliono vedere e che provano a capire ciò che c’è dietro a delle scelte che sono difficili da comprendere.

Sono stato volutamente in silenzio e questo mi ha permesso di riflettere.

Mi sono dovuto prendere del tempo per me, e non per essere egoista ma per mettere ordine e perché non potevo fare altrimenti…

In queste situazioni ti rendi conto di coloro che sanno esserti vicino, che realmente sono interessati a te, a ciò che provi, che vivi; a chi e cosa sei e cosa rappresenti per gli altri.

Il distacco, la distanza, il silenzio (appunto) portano le persone che ci tengono a te, a chiederti “come stai?”, “tutto bene?”, “che succede?”, senza andare a citare tutte le altre varianti e variabili possibili…

Ho provato a vedere quante persone se ne siano accorte e ho visto un gran silenzio.

L’eco dei miei pensieri, delle parole strozzate in gola, delle preoccupazioni, delle paure e dei sentimenti provati in questi giorni mi hanno tenuto compagnia facendomi capire molte cose.

Devo dire di aver avuto piacevoli sorprese e scontate conferme.

Sono stato in silenzio, a lungo… Adesso intendo tornare a parlare, a scrivere e a dire la mia, come sempre e più di prima.

Certo, il silenzio è una buona cosa. Aiuta a riflettere, a mettere dei punti, a ragionare e a valutare ma non solo….

Nel silenzio si possono udire gli eco delle proprie parole, siano esse urla di dolore, richieste di aiuto o parole sussurrate, normalmente proferite o amaramente ingoiate…

Possono esserci urla di felicità, come parole di stupore o di normale confronto che restano mute, come non dette o peggio ancora come mai ascoltate e sentite…

E’ come voler insistere a parlare con una persona che non è in grado di sentire né di percepire le tue parole o il loro significato cercando di interpretarne il labiale.

Confesso che io per primo nei confronti delle altre persone resto in disparte e tendo a non farmi sentire.

La paura di essere di troppo, di disturbare, di essere inopportuno, mi porta a una sorta di isolamento sociale che va ben oltre. quello che una persona si possa immaginare.

Sono stato in silenzio… lo sono stato a lungo… ora intendo tornare a parlare e lo farò per chi avrà reale voglia di ascoltarmi e avrà reale voglia con me di parlare…

… per le altre persone, le mie parole, saranno termini affidati al vento e non assumeranno alcun valore se non più che pari al rumore e al fastidio, al disturbo… poco importa.

Intendo parlare per chi ha e avrà voglia di ascoltare…. per le altre persone… pace…

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Marco

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