Tu che (s)parli, di me che ne sai?

Tenere a freno la lingua è buona cosa, specie in questi ultimi periodi, dove la gente ama trascendere in commenti senza fondamento, senza senso e senza logica alcuna se non quella di seguire la moda degli haters.

Ogni persona che bazzica sui social ha a che fare con commenti campati per aria da persone che latitano, sono inesistenti o poco presenti e poi “fioriscono” o riemergono per postare a sorpresa attacchi personali…

Di seguito una ipotetica risposta che posterei a coloro che si dovessero avventurare in una situazione simile…

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Mia cara, mio caro, mi sa che anche tu appartieni a quel genere di persone che non conoscono le minime e basilari regole della grammatica, che scrivono “urlando” in quanto l’uso del carattere STAMPATELLO a loro insaputa corrisponde a URLARE (appunto senza senso alcuno).

Il bravo e buon Crozza ne ha ricavato un personaggio macchietta… il problema è che lui (Crozza) scherza e ci fa ridere sù, mentre queste persone in realtà esistono davvero e nemmeno si rendono conto di quanto riescono a rendersi ridicole anziché ferire, come vorrebbero, le loro vittime…

Che poi mi dico… ma cosa commenti o parli a fare di me (per esempio…) e della mia vita, ergendoti a legatissima e profonda frequentatrice assidua di famiglia, quando poche sono le volte che hai avuto a che fare con me e le persone a me care?

Ma poi parli proprio tu che emergi da una profonda latitanza che da mesi, se non da anni, ti ha portato nemmeno a ricordarti che io appartenessi, come te, a questo disgraziato mondo?

E’ veramente stucchevole che tu ti possa permettere di scrivere parole su eventi e fatti della vita di persone che conosci marginalmente e di cui puoi avere una conoscenza parziale.

Per mio conto puoi serenamente tornare da dove sei stato/a fin qui, nel tuo oblio, nella tua vita, nei tuoi importanti problemi, mentre io/noi ci smazzavamo i nostri…

Sai alla fine, per quanto possa sembrare strano, la tua mancanza non si è fatta più di tanto sentire e questo denota l’importanza che avevi o hai avuto nella mia vita (e probabilmente il sentimento è reciproco dal momento che solo adesso ti ricordi di aver un mio contatto…)

Alle tue parole preferisco non aggiungere altro se non che un rispettoso, da parte mia si, silenzio… Non tanto perchè non abbia modi e termini o temi per poterti rispondere a tono, come meriteresti, ma semplicemente perchè non vale la pena… Non meriti così tanto, quindi da qui, meglio la mia indifferenza…

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