Ma tu voti? Si certo! (e non me ne vergogno!)

*** ELEZIONI POLITICHE – IL MIO PERSONALE PUNTO E AVVISO ***

Si avvertono coloro che si avventurano nella lettura che si tratta di una filippica lunga, noiosa, personale, giudicabile, condivisibile e indiscutibile (per quel che mi riguarda).

Vedo gente che sui social si insulta per la politica, si infervora, si accende per questa o quella parte… Siete tutti/e spettacolari! Davvero! Un pò vi ammiro e l’atro pò nemmeno per nulla…
Fino adesso i toni sono stati abbastanza miti e da qui ai prossimi giorni si faranno più accesi e più cattivi… (e non siamo/siete che all’inizio…)

E’ una storia che si ripete da tempo…. Per alcune persone la visione di una torta necessariamente da spartire, una poltrona, uno scranno, una tappa di un percorso a cui ambire con ogni mezzo… Per altri l’attesa delle briciole e del mantenimento delle tante e inutili quanto vane promesse che vengono fatte…

E’ già partita la gara a chi le spara più grosse? Pare di si e da tempo! E’ anche in politica una questione di dimensioni dove chi ce l’ha più grosso e più duro, riesce a imporsi, talvolta anche malamente, mentre chi ha dimensioni più ridotte, magari pur sapendo usare i propri mezzi, aspetta il suo turno… (per la precisione mi riferivo allo zoccolo duro di seguito e di votanti… non siate subito maliziosi/e…. anche se in realtà il paragone potrebbe starci… fermo restando che chi ne subisce le scelte e le decisioni siamo sempre noi… quelli che ambiscono e aspettano le briciole….)

Più che a sparare le promesse grosse o vantare un numeroso seguito, bello sarebbe se ci si potesse vantare di saper usare quella materia grigia, posta all’interno della calotta cranica (per essere più precisi…), che talvolta pare essere lasciata colpevolmente da parte dai più, a discapito della visibilità più che del risultato finale ed effettivo…

Si sfoderano dalla naftalina frasi e sorrisi belli ampi… quelli per le grandi occasioni, facendo attenzione a non consumarli tutti e a trattenerne qualcuno per il grande giorno…
Strette di mano a non finire…. ma la realtà stride… In questi giorni sarei curioso di vedere chi si mischia fra i pendolari, fra coloro che fanno turni estenuanti… Sarei felice e curioso di vedere quanti volti da pannello elettorale hanno il reale desiderio di vivere e di condividere con la popolazione, specie quelli che sono meno agiati, una giornata da elettore e non da politico… E non mi riferisco a coloro che già sanno di non aver speranza alcuna se non per questioni giudiziarie o per eventi della vita altrui, di avere una cadrega a disposizione….

Un bel reality sarebbe fare come nelle favole che ci raccontavano da piccoli… L’inversione dei ruoli… Un politico che lascia il suo posto per un giorno ad un operaio, a un manovale, a un operatore ecologico e viceversa… Al termine della giornata dare loro come punto di incontro un bar ma non per fare propaganda… per trovarsi, magari davanti a una birra e a scambiarsi idee e consigli su come migliorare la vita di entrambi…
Sono più che certo che entrambi a fine giornata di cose ne avrebbero da dirsi e che imparerebbero l’uno cose sconosciute dell’altro…
Magari l’elettore avrebbe un motivo in più per esprimere un suo parere, il suo voto, e il politico avrebbe maggior rispetto del suo ruolo di rappresentante anche di quel cittadino di cui ha vissuto una giornata….
Mettersi nei panni degli altri, fosse anche solo per 24 ore, credo sarebbe un’esperienza davvero interessante…

Ai giorni nostri le campagne politiche si vivono sui social….
In questi giorni, gente che nemmeno vi salutava per strada, vi chiederà l’amicizia, vi saluterà con dei sorrisi incredibili e improvvisamente si dimostrerà attenta alle vostre necessità, investirà del tempo facendovi credere di essere fortemente interessata alla vostra condizione, alla vostra vita… occhio al conto che poi verrà presentato….

E mentre già da questi giorni c’è chi si dichiara vincitore e nessuno riconosce il ruolo di vinto (nè ora nè dopo…) ciò che più serpeggia fra la gente è il malcontento e il desiderio di non esprimersi o di farlo dimostrando tutto quel disagio che nel segreto dell’urna di può esprimere…

L’invito che forse più di tutti dovrebbe essere fatto, è quello alla responsabilità e al rispetto proprio e altrui…
Inutile rifiutarsi di prendere una posizione, rinunciare al diritto/dovere di esprimere una propria idea, una propria posizione…

Tranquilli/e! Non sarò certo io a dirvi chi e cosa votare… E’ giusto che ogni persona si prenda la propria responsabilità e che lo faccia e non si nasconda dietro all’inchiostro simpatico…
Facile dire ” io non vado a votare tanto non serve a niente” – “io sono andato/a e ho fatto annullare la scheda così imparano…” e tutte le varianti del caso…
A parte che il non andare a votare li legittima a sentirsi più forti e autorizzati a decidere anche nei confronti dei delusi/e di indecisi/e e di coloro che alla responsabilità preferiscono affidare ad altri l’onere e il compito di fare una scelta…

Quanto sarebbe bello che si facesse vedere loro che a decidere siamo noi! Che il voto viene effettuato da tantissime persone… Non importa quale parte… L’importante è che ci sia l’espressione del popolo che dovrebbe risultare sovrano e non supino….
Il fatto di fare una scelta, giusta o sbagliata che si dimostri nel tempo, è segno di responsabilità, espressione di volontà … Quanto li spiazzerebbe! E sarebbe davvero una vittoria e non per loro ma per noi che si manda un segnale ben chiaro… Più si è, più la responsabilità che assumono è pesante! Perchè un conto è dover rispondere a quei pochi che si esprimono mentre gli altri si sono delegittimati nel non esprimersi…. altro conto è avere un numero impressionante di voti e di persone che ti affidano si un mandato… ma ti fanno sentire la loro importanza e peso e tu non puoi fare come credi senza dover rendere conto a loro….
Sembra banale e semplice come cosa ma è così….

Ora, anzichè insultarsi nei social per spiazzare, stufare, stancare le persone e inzupparle di polemiche e di promesse… perchè non impegnarsi in maniera bi-tri partisan a esprimersi, a prendere una responsabilità a cui dover poi rispondere?
Semplice… perchè si è coscienti che sarebbe troppo gravoso e pesante poi non rispettare quanto promesso…

Io la mia responsabilità me la prenderò anche questa volta, e magari mi sbaglierò… mi mangerò le dita e mi pentirò forse di quanto fatto… ma almeno sono responsabile di una scelta… Sono in coscienza a posto di essermi espresso… di aver esercitato un mio diritto e se vorrò lamentarmi mi sentirò legittimato e ben più di chi non intende votare o esprimersi…

E non si tratta di una polemica ma di un richiamo al buon senso, giusto per dimostrare che quantomeno si dà l’esempio… un esempio carico di dignità, di responsabilità e non di leggerezza e di vincitori che in realtà sono vinti… perchè se è pur vero che sempre e in ogni caso i vinti siamo e resteremo noi…. se nemmeno si ha il coraggio, la voglia, il desiderio, la speranza, la follia di tentare di cambiare qualche cosa con i mezzi a disposizione…. allora non ci resta che….(ce ne sarebbero di frasi che si prestano e tutte a concludere questa frase… scegliete quella che voi ritenete più opportuna…)

Prima di concludere questa riflessione di tarda sera, avverto tutti i miei conoscenti che si annoverano fra i politici o candidati ad esserlo… Per non perdere quel che resta del mio rispetto nei vostri confronti, ve lo dico con anticipo e con chiarezza, non cercate di contattarmi per coinvolgermi nelle vostre campagne di comunicazione e sensibilizzazione…. se ne ho interesse vi seguo io… non ho bisogno di persone falsamente interessate al mio vivere, al mio quotidiano… Lo dico perchè coloro che sono interessati/e a me sanno starmi vicino sempre e senza secondi fini….

Non mi farò quindi scrupoli nel bloccare ed eliminare chiunque si permetterà di parlarmi di questo o di quel politico o di questo e quel partito… Per me sono/siete tutti allo stesso livello (e a dirla tutta, nonostante questa mia filippica…) non mi sento da nessuno di voi rappresentato come vorrei…. (ciò nonostante come detto farò la mia scelta perchè voglio potermi sentire libero come sempre sono stato… anche nello sbagliare se è il caso….)

Spero solo che a vincere non sia l’indifferenza, l’ignoranza, la stanchezza e la delusione generale…. sarebbe davvero un (comprensibile quanto) amaro risultato… sempre e in ogni caso…. Meditateci su gente….

Detto questo… buona vita bella gente….e chi vivrà vedrà…

04 comments on “Ma tu voti? Si certo! (e non me ne vergogno!)

  • Corrado Olivotto , Direct link to comment

    Non sono d’accordo.
    Ci ho pensato un po’ prima di mettere le mani sulla tastiera per scrivere questo commento; ci ho pensato perché so che il rischio di essere preso per un qualunquista è sempre presente.
    Sono concetti che ho già espresso in altre sedi e in altri momenti, ma la realtà non cambia e il mio atteggiamento, di conseguenza, neppure.
    Con l’avvicinarsi delle tornate elettorali, questa volta sia amministrative che politiche, in ogni cittadino avente diritto al voto si ripresenta puntualmente il dilemma di cosa fare. Personalmente sono convinto che la struttura giuridica elettorale e la delega insita nella pratica del voto rappresentino l’esatto opposto di ciò che dovrebbe essere una sana possibilità di partecipazione politica agli espletamenti della cosa pubblica, ma anche ammesso che nell’ambito di questo sistema vi possano essere margini di miglioramento della nostra fragile democrazia credo che le rare persone di fiducia che si potrebbero eleggere si troverebbero, come sempre, imbrigliate in meccanismi istituzionali tali per cui, di fatto, potrebbero fare ben poco deludendo di conseguenza le aspettative di chi li ha votati.
    La situazione, come sempre, non è univoca; per operare una riflessione onesta non si può non tener conto dei diversi tipi di elezione.
    Per quelle politiche, dato come da tempo si stanno conformando i giochi e i meccanismi che le distinguono, le speranze di una capacità d’incisione, anche infima, da parte dell’elettorato sono veramente una pia illusione., è sufficiente pensare alla farsa delle liste bloccate senza possibilità di esprimere preferenze o al nostro assurdo collegio uninominale che butta nel cesso tutti i voti non dati al vincitore. A livello nazionale, secondo me, qualsiasi voto non può che sperdersi nel marasma autoritario della politica politicante.
    Almeno teoricamente, invece, le elezioni amministrative sembrano offrire un’opportunità maggiore. Siccome sono funzionali alla costituzione di governi e assemblee locali possono far supporre di poter avere una qualche incidenza nelle scelte e nel funzionamento delle istituzioni territoriali, non è un caso che, a seguito delle continue disillusioni cui da decenni vengono sottoposti i sostenitori dei partiti tradizionali, sembri sempre più di moda formare liste locali indipendenti e fantasiose. Ammesso, e non concesso a priori, che queste ultime riescano ad eleggere qualcuno, difficilmente più di uno o due, il ruolo di questi “poveri pellegrini” nei maneggi e nei corridoi del palazzo non potrebbe poi che essere del tutto marginale e inconsistente, con la conseguente impossibilità di portare avanti ciò che avevano promesso e di cui avevano illuso.
    In Valle d’Aosta la partita che si va a giocare è una sola, divisa su due tavoli: un Risiko nazionale e un Risiko regionale il cui obiettivo è una spartizione del potere che accontenti tutti i giocatori. A me pare che le corazzate che si scontreranno nella “Région alpine intramontaine” abbiano in realtà molte più caratteristiche comuni che opposte e che quella a cui assisteremo sarà in realtà una battaglia per il potere giocata su più fronti (l’ultimo anno è stato, in questo senso, illuminante) in modo da non scontentare nessuno (nessuna famiglia, nessun leader storico, nessun rampollo) e da non indebolire il feudo.
    E allora che fare? Personalmente mi stuzzica l’opzione di starne fuori. Sono fortemente tentato dalla possibilità di astenermi. Non un’astensione qualunquista, frutto del disinteresse, della pigrizia o dell’indolenza, ma un’astensione motivata, ponderata, scelta e praticata in nome di quella stessa democrazia che lo strapotere delle burocrazie politiche ha ridotto ad uno squallido mercato.
    Rifiutarsi di scegliere tra i gruppi di potere (effettivi o potenziali) che si affronteranno nelle prossime settimane è, a mio parere, una scelta politica di grande dignità e, se condivisa da molti, un messaggio forte per coloro che guideranno il vapore e per coloro che, dall’opposizione, faranno loro da cornice.
    E’ solo un’idea. C’è tempo per pensarci. Corrado

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