Io vorrei non vorrei ma se poi…

1432815993-ultimacenaTratto dall’Ultima cena:

 

Alla destra di Gesù stava Pietro, alla sinistra Giovanni, che poteva così appoggiare la testa sul petto del maestro e a fianco di Giovanni stava Giuda, abbastanza vicino a Gesù.

Questi, mentre gli apostoli continuavano la cena, rivelò che uno di loro l’avrebbe presto tradito. I discepoli, entrati in confusione, chiesero al maestro chi di loro fosse il traditore e per ultimo Giovanni, su consiglio di Pietro, avvicinatosi a lui, gli chiese di mostrarglielo. Ai tempi in cui viveva Gesù si era soliti mettere nel tavolo alcuni vassoi comuni nei quali si intingeva il pane o le erbe amare. Gesù intinse dunque un boccone di pane e lo porse a Giuda Iscariota dicendo: “Quello che devi fare, fallo presto”. Nessuno dei commensali comprese però il significato di tale gesto e Giuda ebbe dunque la possibilità di alzarsi e di andare via (secondo il vangelo di Luca, Giuda esce dal cenacolo subito dopo l’istituzione eucaristica). Secondo il vangelo di Matteo, Gesù avvertì gli apostoli che il traditore sarebbe stato colui che avrebbe intinto insieme a lui la mano nel piatto; identificando in questo modo Giuda come il suo traditore.

Quanto riportano le Sacre Scritture, si presta spesso anche alla vita quotidiana e non solo a quella dei comuni mortali, che si imbattono in molti Giuda del caso… ma anche in altri settori (anche quelli ritenuti più nobili o elevati pur non essendolo realmente…)

La storia a cui mi riferisco, chiaramente romanzata per ovvi motivi, nasconde al suo interno del vero di cui sono testimone e di cui ho contezza… Non se ne abbiano a male quindi le persone a cui mi riferisco indirettamente e che non rivelerò per chiari e rispettosi motivi in questo mio scritto…

Occorre andare indietro di oltre alcuni anni per l’ambientazione di questa storia…

“L’estate era calda… In una vallata esistevano tante famiglie, ma le più importanti e influenti, nonchè numerose, si contavano sulle dita di una mano.

Ogni volta che queste si incontravano nel paesello, nascevano discussioni a cui cercavano di porre rimedio con ore e ore sfiancanti di discussioni e di sfibranti trattative…

All’interno delle famiglie, specie in quella più popolosa, i malumori serpeggiavano e non da poco tempo, ma il capo famiglia, forte del suo ruolo e del suo carisma, riusciva sempre, alla fine dei conti, a sedare, apparentemente, tutte le discussioni fungendo da pacere e collante per la popolosa e tumultuosa famiglia.

In realtà, sebbene in apparenza tutti sembravano caldeggiare le scelte, seppur sommessamente brontolando a denti stretti, alcuni componenti si stavano organizzando per cercare di far comprendere la situazione di malcontento al patriarca che pareva non rendersi conto della situazione…

Passarono alcuni mesi e arrivò l’inverno… Al posto della letterina di Natale, al patriarca, vennero recapitate delle missive in cui si comunicava che alcune persone facenti parte della suo nucleo familiare, avrebbero voluto formare un nuova comunità in cui riunirsi seguendo dei credo similari ma distinti rispetto a quelli a cui si erano affidati sino a quel momento..

Le trattative, sorde e molto fitte, interessarono non solo coloro che poi presero la decisione, sicuramente forte e di impatto sull’intera comunità, di volersi staccare dalla famiglia madre, ma coinvolsero anche quelle persone che decisero di rimanere all’interno del gruppo più forte…

Fece gran scalpore la notizia di questa scissione e ancor più lo fece il seguito che questa scelta aveva generato.. Un movimento massiccio di consenso si era spostato a sfavore del patriarca che vedeva scemare il suo splendore, pur resistendo ai vari attacchi più o meno velati e diretti…

Il logorio e l’alimentazione degli attriti fra il nascente gruppo e quello storico portò molti a vociferare e a interrogarsi sul futuro della comunità e anche del ruolo del patriarca….

Quest’ultimo sentiva scricchiolare la fiducia anche delle persone che più riteneva amici e fedeli… Era arrivato al punto di riunire alcune persone influenti del villaggio per comunicare loro la quasi intenzione di lasciare il suo ruolo e invece, con una forte spinta di orgoglio rinato, sfruttò l’occasione per rilanciare la sua autorità…

Un periodo di ulteriori trattative portarono, lentamente a una sofferta serie di incontri, più o meno pubblici, con una ritrovata complicità apparente, fra i principali nuclei che erano in grado di influenzare e gestire gli interessi dell’intera comunità…

Si giunse ancora una volta dei compromessi che portarono (forse) ad ispirarsi alle Sacre Scritture… e un questo caso il riferimento è nei confronti della parabola del figliol prodigo…

Nella parabola che Gesù racconta, un uomo ha due figli e, nonostante non manchi loro nulla, il più giovane pretende la sua parte di eredità mentre il padre è ancora in vita. Ottenutala, si reca in un paese lontano dove spreca tutte le sue ricchezze con una vita dissoluta. Ridotto alla fame, per sopravvivere è costretto a fare il mandriano di porci. Medita pertanto in cuor suo di andare da suo padre e dirgli:
« Padre ho peccato contro Dio e contro di te, non merito di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi servi.»

Ma il padre lo interrompe e ordina ai suoi servi di preparare una grande festa per l’occasione, uccidendo allo scopo il “vitello grasso”.Ma, mentre è ancora per strada, il padre lo scorge e gli corre incontro, accogliendolo a braccia aperte. Il figlio allora dice al padre:
«Padre mio ho peccato contro Dio e contro di te, non merito di essere chiamato tuo figlio. »

Il primogenito non capisce perché al fratello dovrebbe essere riservato un simile trattamento, e ricorda al genitore che lui, che gli aveva sempre obbedito, non aveva mai ricevuto nemmeno un capretto per far festa con gli amici. Ma il padre rispose:
«Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato.»

Chiaramente l’abbinamento con la parabola e i Testi Sacri appartengono a dei paradossi che però ben si sposano alla nostra storia…

Si stipularono nuovi patti di non belligeranza che coinvolsero anche altre famiglie e questi accordi vennero dipinti come utili per la comunità, la quale, attonita e stupita dalle scelte dei gruppi posti alla gestione del bene comune…

Regnava un malcontento generale che era il frutto del logorio dei tempi, del vociferare della popolazione e dal disinteresse che questi eventi avevano insidiato nel cuore e nella testa della popolazione (più o meno tutta…)

E quando le cose sembravano essersi stabilizzate…. ecco che i malumori più sordi e lontani, riemergono per alimentare  le vecchie acredini e discussioni…

Un rimescolare e le carte, l’intero mazzo, le persone e le vicissitudini nonchè i destini… sembravano rinfoltire e rendere, per l’ennesima volta, interessante ciò che aveva perso di intensità e interesse…

…ma questa è un’altra storia e non voglio nè posso dilungarmi nel tediarvi con corsi, ricorsi e trascorsi… alla fine chi vivrà vedrà…

Io vorrei non vorrei ma se poi… e non lo dico io parafrasando una notissima canzone….

E’ una storia inventata, ma potrebbe tranquillamente non esserlo… in realtà, come descritto dai Sacri Testi, scopriamo che esistono molte similitudini nelle vicende che fanno, nel bene e nel male, parte della storia, più o meno recente, delle persone…

Occorre semplicemente fare tesoro degli insegnamenti che la storia ci offre e ispirarsi anche a questi eventi… giusto? (…o no?)

Voi che ne dite?

…come sempre buona vita e buona storia/e bella gente…

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