Voti Sanremo 2020 – Terza Serata

Michele Zarrillo & Fausto Leali – Deborah – Canzone di Paolo Conte che viene presentata in maniera più moderna con la prorompente voce di Fausto Leali, reale voce blues italiana, che in diverse altre occasioni ha proposto questa canzone che è nelle sue corde. Leali sempre fantastico, Zarrillo pecca di virtuosismi e di imprecisioni…  Voto 6.5

Junior Cally & Vito – Vado al massimo – Presa in contrattempo con le chitarre non accordate… un disastro all’inizio (ed è un peccato) Junior Cally che non tralascia di parlare di politica… Uno strupro della canzone di Vasco Rossi che nella interpretazione dei Vito diventa una macchietta quando invece dovrebbe essere la parte portante del testo free style ad hoc di Junior Cally – voto 5

Marco Masini & Arisa – Vacanze romane –  Ricorda molto “minchia sig.r Tenente”  rendendo quasi inquietante l’incipit della canzone dei Mattia Bazar che in veste moderna poi cresce con un ritmo convincente e la presenza della voce di Pippa alias Arisa che  fraseggia fra l’orchestra e la melodia che cresce in un ensemble di tutto effetto! Tutta l’orchestra in un crescendo che onora questo successo del 1983 – Bella accoppiata , bella canzone, splendida versione che rende giustizia a questo successo indimenticabile – Voto 9

Riky & Ana Mena – L’edera –  Intonato e leggermente cantilenata con un bel virtuosismo vocale pulito, netto senza strascichi e con un ritmo moderno da ballata stile anni ’80 con un arrangiamento assolutamente adeguato. Arriva Ana Mena e il fraseggio delle due voci diventa una in un insieme davvero bello ed efficace, variazione del testo con inserti di scorci dei nostri giorni… Efficace sebbene non eccelsa, comunque operazione svecchiamento perfettamente riuscita – voto 7

Raphael Gualazzi & Simona Molinari – E se domani – Blues puro  e molto raffinato con un Gualazzi che più somiglia a un pinguino un pò fuori forma ma con una voce vellutata che cerca di interpretare la voce di Mina senza vestirla a pieno… Simona Molinari risolleva le sorti del brano dando quella timbrica e l’emozione che merita un brano di questo calibro, sebbene si sia decisamente lontani da Mina – Voto 6

Anastasio & La Premiata Forneria Marconi – Spalle al muro – Una canzone che veniva recitata con delicatezza da Renato Zero che trova ls durezza dell’abbinamento con un sincopato rap di protesta che va a violentare lo spirito originale, delicato e rispettoso della canzone originale. Bello il testo di accompagnamento. La PFM  riporta la canzone al suo ruolo nonostante sia visibile la lettura di un gobbo che porta parole scomode da cercare di interpretare e che solo Renato può esprimere come merita. Personalmente mi dispiace ma l’esperimento ha creato un Frankestein forte ma, per mio gusto personale, irrispettoso del suo animo originario. – voto 5

Levante & Francesca Michielin e Maria Antonietta – Si può dare di più – Si parte con quasi pensa e sofferenza… Brava la Michielin , la voce più alta mentre quella di Levante fa la parte bassa e Maria Antonietta quella di mezzo. Un bel terzetto, affiatato, intonato, arrangiamento minima con phatos per dare peso alle voci che interpretano il testo della canzone. Interpretato, non una brutta copia. Anche in questo caso non passa come meriterebbe il testo originale perché manca la grinta e il mordente che merita – voto 5,5

Alberto Urse & Ornella Vanoni – La voce nel silenzio – Ruolo di voce bassa di una Vanoni coraggiosa specie nel presentarsi sul palco ancora co una voce assolutamente alla portata e intonata nonostante l’età che non intacca le corde vocali mentre l’aspetto è implacabile nel mostrare le mutazioni più forzose e forzate che naturali. Abbinata azzardata ma efficace che sa rendere onore alla canzone anche paragonandola alla sua versione originale.- voto 7

Elodie & H…. – Adesso tu – Una Elodie che sembra uscita dalla trasmissione il collegio che interpreta in maniera quasi luttuosa l’incipit della canzone di Eros Ramazzotti mentre gli archi vibrano più della sua voce ferma e convinta, per quanto delicata, intonata e perfetta sposa della melodia crescente. Interpretazione pulita, netta, emozionata e partecipata con evidente emozione che la porta ad andare fuori metrica che subito recupera, sebbene con qualche imprecisione. Voto – 8

Rancore  Dardust  & Rappresentante di lista – Luce – Accompagnamento musicale convincente dalle prime note. Rancore di nome e di fatto. La sua firma con testo sincopato . La voce femminile cerca di essere all’altezza di Elisa (senza riuscirci a pieno ma non è cosa facile…) A tratti inquietante nell’inseguire le rime e le parole che si fa fatica a seguire… Inquietudine, rabbia, desiderio di fuggire e di essere inseguito e non solo nel palco… Arrangiamento orchestrale bellissimo, sublime. Non ricorda a pieno la canzone di Elisa e sebbene mi piaccia questo artista – voto 7

Pinguini Tattici Nucleari – Settanta volte – Semplicimenente fantastici in un trittico di diversi pezzi interpretati in maniera stupenda e coinvolgente, orchestra che gioca con i ragazzi e li accompagna fra le diverse caratteristiche delle canzoni presentate in una sorta di biglietto da visita dei vari brani di Sanremo in un remix live davvero convincente e coinvolgente che porta a giocare cercando di ricordare artisti , canzoni e anni di appartenenza – voto 9

Enrico Nigiotti & Simone Cristicchi -Ti regalerò una rosa – Nigiotti inizia decantando la canzone di Cristicchi con un rispetto tale che quando Simone inizia a cantare interpretando il personaggio della canzone sembra quasi essere una voce fuori campo, mentre invece interagisce nella storia come non mai….  I due fraseggiano insieme in un mix strano fra musica nostalgica quanto rabbrividente mentre le voci si miscelano come il giusto equilibrio fra acqua calda e fredda per fornire una tiepida quanto raffinata ed educata esecuzione. Voto- 8

Giordana Angi – Solis string quarte –  La nevicata del ’56 – Molto fedele all’originale di Mia Martini – Esecuzione con pochi fronzoli e con accompagnamento dell’orchestra che prende sotto braccio la voce di Giordana Angi che sembra danzare fra i fraseggi del quartetto di aschi che la accompagna nel cercare il ricordo della Martini da riportare all’Ariston – Voto 7,5

Le Vibrazioni & Canova – Una emozione da poco – E ritorna lo spirito misto di Ivano Fossati e di Anna Oxa presi in contrattempo volutamente in una operazione di indubbio successo. Giudati dal Maestro Beppe Vessicchio una esecuzione giovane, sfacciata e volutamente a due voci con la grinta necessaria a abbinarsi al crescendo di una orchestra che si fonde con i due gruppi in un successo già annunciato semplicemente dal ricordare il titolo. Anna Oxa ne sarebbe orgogliosa, fra le poche artiste ad essere soddisfatte di quanto proposto – voto 9,5

Diodato & Nina Zilli – 24.000 baci – Onestamente un insulto alla canzone di Adriano Celentano dove anche Nina Zilli veste un abito non suo e non mi riferisco alla messa in scena ma proprio alla voce che non si presta alla canzone e alla grinta originale del molleggiato – Molto teatrali e poco musicali -Povero Adriano Celentano così martoriato sul pentagramma con una interpretazione poco degna sia del pezzo che della sua storia – 4,5

Tosca & Silvia Perez Cruz – Piazza Grande – Un omaggio a Lucio Dalla che rivive sul palco si Sanremo con la voce di Tosca che lo riporta in vita in una duplice voce latina e in italiano rendendo universale la storia di un cantante di cui si sente la mancanza e che viene resuscitato più che degnamente sia dall’accompagnamento gitano e dal fraseggio fra italiano e spagnolo in un intersecarsi di voci che fraseggiano fra poesia, ricordo, rispetto e volo di note come le rondini tanto amate sia da Ron che da Lucio che hanno composto questa canzone – Semplicemente sublimi! – Voto 9,5

Rita Pavone & Amedeo Mignhi – 1950 – Un Minghi visibilmente provato dal tempo, una Pavone che canta meglio di Amedeo Minghi in maniera più netta e più distinta mentre Minghi a fatica riesce a pronunciare bene le parole delle sua stessa canzone, forse per l’emozione. Delicato l’accompagnamento dell’orchestra che accarezza le due grandi voci che giocano con i fuori tempo voluti e improvvisati mentre il ritmo rimette ordine e snatura una canzone solitamente romantica forzosamente trasformata in una dichiarazione rock in una operazione nostalgia venuta male rispetto l’originale- Con il massimo rispetto per gli interpreti ma implacabile nel giudizio – voto 6

Achille Lauro & Annalisa – Gli uomini non cambiano – Continuo a ribadire che Achille Lauro cerchi di richiamare alla memoria Renato Zero anche per il trucco e per come interpreta la canzone di Mia Martini, per altro con rispetto, citandola al femminile mentre lentamente si inserisce anche Annalisa con la sua voce sino a sovrastare a quella di Achille Lauro che si zittisce in un bell’effetto sia di scena che di audio. L’orchestra intanto ai loro fianchi con la chitarra richiama accompagnamenti che ricordano i Pooh dei primi tempi.
Anche nella seconda strofa si ripete il gioco a scemare fra le voci e rende particolarmente rispetto alla idea originale di Mia Martini che viene rappresentata al massimo con un voto tra meritato che porta un sano e bell’ascolto – voto 9,5

Bugo & Morgan – Canzone per te – Morgan, istrionico come sempre che si porta nel ruolo di maestro d’orchestra che contiene degli archi per poi accompagnare Bugo all’incipit della canzone melanconica per eccellenza.
Orchestra muta nell’esecuzione che vede il solo piano ad accompagnare i due cantanti in scena, stecche vocali e al piano, voci disallineate, con un Morgan che sembra essere entrato in scena non padrone della sua persona fino a quando abbandona il piano e poi si porta al pulpito del maestro d’orchestra e ne guida gli arpeggi e l’accompagnamento in una smorfia che sta fra il sofferto, il provato e il sentito, vissuto in prima persona, come se fosse un suo dramma personale andando così a stravolgere sia esecuzione che brano… Peccato per la canzone davvero stuprata dall’irresponsabilità di un Morgan che , laddove fosse necessario, sancisce così la sua follia istrionica e sofferta trascinando con lui sul palco anche Bugo che è testimone di una debacle… – voto 3

Irene Grandi & Bobo Rondelli – La musica è finita – Brividi alle prime note della canzone che porta indietro nel tempo proprio grazie alla voce di Bobo Rondelli che affianca la voce di una Irene Grandi che canta questo successo sentendolo prima dal cuore e poi dalla sua voce che va all’unisono con l’orchestra in un crescente di emozioni che richiamano al passato con una eleganza e una classe indiscutibile mentre le due vocalità si miscelano come una verità rara quanto gustosa di caffè raro e pregiato da sorseggiare con calma – voto 8

Piero Pelù – Cuore Matto – Operazione karaoke per Piero Pelù che interpreta a suo modo la canzone di Little Tony che è nelle sue corde, nel suo spirito nella sua voce e che non fatica a rendere viva proprio per la grinta che lo caratterizza senza troppa fatica. Richiama in metrica da un filmato dell’epoca (originale) il vero Little Tony in un doppio richiamo. Carica esplosiva che ci voleva per il palco di Sanremo. – voto 8

Paolo Jannacci , Francesco Mandelli & Daniele Loreto- Se me lo dicevi prima – Il figlio che interpreta il padre e lo fa con uno stile che fa venire i brividi –  Jannacci figlio è come il padre. Avendo vissuto la canzone originale del padre, sentirla cantare dal figlio fa alzare la pelle d’oca alta un metro specie per il testo e per il significato della canzone L’audio dell’Ariston non rende giustizia fra i microfoni aperti e non ma davvero le emozioni si rivivono fra le trombe, le imprecisioni delle voci che gridano parole che fanno male…. Inutile… Bella – Voto 9

Elettra Lamborghini & Myss Keta – Non succederà più – Si ostina a voler fare la cantante ma la voce non la tira fuori dal vivo mentre nei dischi rende (chissà perché vero?) Mah! La canzone originale decisamente bella mentre questa reprise nemmeno lontanamente si avvicina vuoi per il nervoso di Elettra impegnata più ad apparire che a cantare, nemmeno al Karaoke si possono fare performance così… Ci mette più voce Myss Keta in una penosa recita fra le due sul palco di Sanremo in uno spettacolo davvero scarso…. Voto – 3

Francesco Gabbani – l’Italiano – Omaggio a Luca Parmitano che è rientrato oggi dalla missione sulla stazione lunare, si presenta con tuta spaziale e bandiera italiana nel cantare un Toto Cutugno più imitato che cantato sebbene interpretato dall’istrionico Gabbani che veste con la sua voce una canzone che è nelle sue corde con un arrangiamento moderno che non si discosta troppo dall’originale e che si lascia e si fa cantare con buona memoria all’originale strizzando l’occhio al tempo che passa – voto 8,5

Ecco Sanremo2020 , secondo me, serata per serata.
Prima serata: https://urly.it/34812
Seconda serata: https://urly.it/34813
Terza serata: https://urly.it/34814
Quarta serata: https://urly.it/34815
Quinta serata: https://urly.it/34816

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