Si avvicina il periodo delle elezioni ed ecco che tutti tornano ad essere più sensibili, attenti alle esigenze delle persone, più inclini ad aiutare a cercare di capire le difficoltà altrui (che poi non si capisce se sia un capire o un carpire nel senso che se si viene a conoscenza di criticità, queste possono diventare ottime armi per potersi lanciare nella mischia nella difesa dei diritti di coloro che ne lamentano e segnalano esigenza e i loro problemi).
Torna il periodo delle promesse, delle speranze vane di risoluzioni di tematiche che da tempo immemore vanno avanti… E magicamente alcuni lavori vanno avanti, alcuni interventi vengono svolti. Si dirà che erano già naturalmente programmati, che si è dei mal pensanti, che invece era tutto pianificato… Intanto si scateneranno, andando avanti, appelli, chiamate di amici/conoscenti o pseudo tali che da tempo non si vedevano, che a mala pena magari ti salutavano ma che adesso con sorrisi e improvvisa voglia di parlare si palesano con piacere anche ad intrattenersi con te a parlare…
Tutto questo, in passato, ha alimentato quel sentimento strano, quella voglia di abbandono, quel senso di sconforto e di impotenza che ha portato a vivere l’espressione del proprio voto, della propria scelta come se fosse una cosa inutile o di poco valore (ma non deve essere così!)
Sono lontani i tempi e i sentimenti di coloro che per conquistare il diritto (una volta riconosciuto anche come dovere) al voto arrivavano a perdere persino la vita.
Oggi votare viene visto, non senza ragionevolezza piena, come una cosa inutile, come una sorta di presa in giro, come una cosa che anche se fatta difficilemente può portare a effettivi cambiamenti di rilievo.
I dati delle ultime chiamate alle urne parlano chiaro.
Una disaffezione all’espressione di volotà che è emblematica del sentore popolare della credibilità effettiva che il voto sia davvero utile per cambiare le cose.
Eppure, a ben pensarci, è l’unica e vera forma di reale espressione di volontà, laddove la si voglia esprimere, che una persona ha a sua disposizione.
Vero anche che dovrebbero essere uniformate e adeguate le regole di quel “gioco” che gioco non è e che riguarda la vita delle persone.
Se io scelgo il sig.r Rossi che rappresenta il pensiero dei “pini” (nome di fantasia), io desidero che lui segua quelle idee, quelle scelte. Per altro è giusto che il sig.r Rossi se a un certo punto del suo personale percorso non si sente più allineato al pensiero, alle scelte, ai comportamenti dei “pini” possa e abbia il desiderio di cambiare e magari scelgiere di andare con i “mughetti” (sempre nome di fantasia), ma questo non vuol dire che sia anche il mio di pensiero che l’ho scelto per rappresentarmi in nome dei “pini”.
Ecco questa è, più di altre, una regola che andrebbe rivista, studiata e adeguata per riportare un pò di “credo” nelle persone che nel tempo, hanno effettuato una loro personale scelta, ritrovandosi poi in un’altra relatà loro malgrado e avendo espresso una scelta ben diversa da quella fatta dai loro rappresentanti.
Inizia quindi una nuova raccolta… Non si tratta dei bollini dei supermercati, alla fine non si vince niente e nemmeno ti regalano nulla… Semplicemente ci ritroveremo a chiederci, come quando eravamo bambini, se le figurine dell’album le abbiamo tutte o abbiamo dei doppioni… Chissà se si riuscirà a compilare tutto l’album… Una cosa è certa! In un caso o nell’altro avremo un sacco di vincitori e vincitrici mentre gli unici a perdere, alla fine della fiera, saremo come sempre noi… c’è da scommetterci.. (anche se spero personalemnete di sbagliarmi…).
Scopri di più da FMTECH
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
